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Semafori e baratto amministrativo, poi scintille sull’ex Gigli in Consiglio comunale

PORTO SANT'ELPIDIO - Diversi gli argomenti e le mozioni presentate dalla minoranza; tutti d'accordo sui semafori d'allerta per evitare che le auto finiscano nei sottopassi allagati; vibrante botta e risposta tra Marcotulli e Franchellucci sul costo per l'acquisto di parte dell'ex cineteatro Gigli
martedì 23 ottobre 2018 - Ore 17:56
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di Pierpaolo Pierleoni

Più di tre ore di discussione, tutti d’accordo sulla sicurezza dei sottopassi, con una mozione della minoranza votata all’unanimità, qualche scintilla sui temi storici relativi all’operazione piazza Garibaldi. Dal baratto amministrativo ai semafori d’allerta in caso di allagamenti, fino al lotto di via Mameli, diversi gli argomenti discussi ieri sera al consiglio comunale di Porto Sant’Elpidio. Rinviato invece un punto, per il ritardo nell’arrivo della relazione da parte dei revisori dei conti, su una variazione di bilancio. La seduta è stata riconvocata per venerdì sera.

Ok alla variante urbanistica con inversione di destinazione per un terreno nei pressi del depuratore, mentre passa a vocazione agricola un appezzamento sul lungomare all’estremo nord della città. E’ del capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli la mozione per acquistare semafori con sensori che indichino agli automobilisti l’impossibilità a procedere in caso di allagamenti dei sottopassaggi. “Una proposta di buon senso per dare risposte concrete sulla sicurezza” La maggioranza apre, col sindaco Nazareno Franchellucci a ricordare come la stessa soluzione sia stata caldeggiata anche dal Prefetto di Fermo in un comitato su ordine e sicurezza successivo ai nubufragi di settembre. Si concorda però di modificare le priorità, rispetto a quelle proposte nel documento di Marcotulli. Oltre a via Canada, si inserisce come necessario il semaforo di allerta al sottopasso di via Milano (anziché via Marina e viale della Vittoria), quelli che evidenziano la maggior probabilità di allagamenti.

Un’altra mozione dell’ex candidato sindaco chiede di rivedere la vendita del lotto di via Mameli, ricordando come la cessione tramite trattativa privata sia stata perfezionata con un prezzo inferiore a quello dell’ultima asta pubblica, scelta che secondo il consigliere di Fdi sarebbe in contrasto con le normative. Dubbi a cui replica il sindaco Nazareno Franchellucci, ricordando come si sia tentata “per ben 5 volte la vendita del lotto in questione, partendo da 2,1 milioni di euro ed andando progressivamente a scendere. Quando si effettuano 5 procedure in 5 anni e tutte vanno deserte, credo non si possa dire che l’amministrazione abbia mancato di trasparenza. Evidentemente quella della trattativa privata era l’unica strada percorribile e restiamo convinti di aver effettuato un’operazione virtuosa”. Sul tema incalza anche il capogruppo del Laboratorio civico Alessandro Felicioni, chiedendo se “il valore di 1,2 milioni di quel lotto sia stato stabilito a seguito della trattativa col privato o a prescindere. Se l’ente non avesse avuto necessità di vendere il patrimonio pubblico poteva anche fermarsi”.

Si parla poi di baratto amministrativo, su iniziativa del Movimento 5 stelle. La capogruppo Moira Vallati propone che il regolamento si attui anche per debiti pregressi e non solo per quelli dell’anno in corso. La capogruppo del Pd Annalinda Pasquali rende noti i modestissimi risultati del baratto fino ad oggi. “Ad oggi abbiamo avuto soltanto tre domande di persone interessate a scambiare con prestazioni lavorative il proprio debito con l’ente. Una si è tirata indietro perchè non voleva mettere a disposizione i propri dati personali, una terza ha trovato lavoro e non ha più avuto interesse ad andare avanti”. Sia la Pasquali che l’assessore al bilancio Emanuela Ferracuti avanzano perplessità sull’ampliamento ai debiti pregressi, per questioni di regolarità contabile. C’è poi il civico Felicioni ad illustrare un caso di un comune piemontese, che ha aperto la possibilità del baratto amministrativo anche a persone giuridiche e non solo fisiche.

In chiusura, un’altra mozione, sempre di Felicioni, torna sul valore della porzione di ex cineteatro Gigli di cui si attende l’esito da parte dell’Agenzia del demanio. “Vogliamo capire cosa accadrà se l’Agenzia ci comunicherà che il prezzo valutato per l’acquisto non sia congruo”. Spiegazioni fornite dal sindaco Franchellucci, che rimarca come, qualora, in caso di non congruità, il Comune potrà venir meno all’operazione riprendendo la caparra versata.
Le scintille finali arrivano tra i due rivali al ballottaggio delle scorse amministrative. “Si è fatto il possibile perchè lievitassero i prezzi – attacca Marcotulli – L’immobile è stato stimato comprendendo una serie di voci, come impianto, apparecchi illuminanti, corte esterna, che nel capitolato scompaiono. Si è lavorato per cercare che l’Agenzia esprimesse congruità sul prezzo più alto possibile”. Tesa la risposta del primo cittadino: “Sono affermazioni deliranti. Nessun amministratore pubblico si comporta così. E’ un attacco all’ufficio tecnico più che all’amministrazione. Dato che Marcotulli partecipa a un concorso per entrare proprio all’ufficio tecnico, non credo che vorrebbe venire a lavorare in Comune se non avesse stima dei suoi dipendenti”. “Se mai dovessi vincere, mi metterei in aspettativa per non venir meno al mio ruolo di consigliere – la replica del capogruppo di Fdi – Mai attaccato personalmente gli uffici, cui rinnovo la stima. A volte però la capacità dei professionisti è stata utilizzata per supportare azioni oltre il limite della razionalità”.


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