
di Alessandro Giacopetti
La mattinata è stata aperta dagli interventi di Marino Screpanti, sindaco di Montelparo, Fabrizio Cesetti, assessore regionale al Bilancio, il presidente del Mancinelli, Andrea Funari, Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio Regionale delle Marche. Un incontro al quale hanno partecipato anche Meri Marziali, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, Stefano Pompozzi, vicepresidente della Provincia di Fermo. Nel ruolo di moderatore moderatore Gianni Della Casa, dirigente Servizi Scolastici e Socio-Sanitari del Comune di Fermo.
Protagonista dell’incontro “Correre oltre noi stessi” è stata Samuela Baiocco, Sociologa ed impiegata al settore Servizi Sociali del Comune di Fermo, ma soprattutto autrice dei un libro “Correre oltre me”, nel quale racconta in modo romanzato le esperienze di vita vissuta. Una vita non facile a causa della disabilità con cui fin dalla primissima parte della sua vita Samuela Baiocco ha dovuto convivere. E la disabilità è stato il tema che ha radicato il convegno a Montelparo. Qui è presente l’istituto Mancinelli che da oltre 50 anni si occupa dell’assistenza a persone con problemi psicofisici.
Un intervento al tempo stesso forte nelle tematiche e nei concetti ma anche ironico, grazie alla forza che contraddistingue l’autrice del libro: “Io avrei potuto essere normale, ma non lo son a causa di un errore medico. Oggi sono qui per portare la mia esperienza per far capire che tutto si può superare, nella vita di tutti i giorni come nel lavoro, dove, se sono messa nelle giuste condizioni io posso fare tutto. Ne è testimonianza il fatto che ho scritto un libro usando le bacchette cinesi”. Samuela Baiocco ha poi ripassato pagine della sua infanzia e del rapporto con compagni di classe e amici fono ad arrivare al viaggio in aereo partendo dall’aeroporto di Fiumicino. L’aquilone disegnato sulla copertina del libro indica la possibilità di correre oltre i propri limiti, superandoli senza arrendersi mai.”Ricordo quando da piccola alcuni mi guardavano esclamando ‘pora cocca!’. Io voglio, invece, essere identificata con la tigna che mi contraddistingue”, ha affermato Samuela Baiocco.
E’ stato quindi il turno di Alessandro Ranieri, coordinatore Ambito Sociale XIX, con un intervento diviso in due parti relative alla vita indipendente e alla legge cosiddetta “Dopo di noi”. “Le Marche sono una delle due regioni italiane ad avere dal 1986 un servizio che di occupa della disabilità non psichiatrica. Il punto di partenza – ha sintetizzato Ranieri – deve essere la persona che vuole creare il proprio progetto di vita: dalla gestione della propria abitazione ai rapporti interpersonali con gli altri. Importanti quindi i temi dell’autonomia e dell’indipendenza, collegata alla possibilità di fare delle scelte attraverso piani personalizzati basati sulle diagnosi e sulle problematiche da superare”. Lo stesso Ranieri ha affrontato poi il rapporto dell’Ambito Sociale con le famiglie che devono convivere con casi di disabilità. “Purtroppo spesso nelle famiglie manca la capacità e la conoscenza necessaria per affrontare il problema, affrontato in maniera invadente e in modo da non permettere lo sviluppo dell’individuo – ha sottolineato Ranieri – ma senza la collaborazione delle famiglie noi non potremmo fare nulla”.
Vinicio Alessandroni, responsabile Umea Area Vasta 5, ha aggiunto: “la disabilità non è un contenitore unico ed omogeneo ma rappresenta una serie di persone ciascuna con specifiche difficoltà psicofisiche nell’affrontare la vita. Ma in una comunità ciascuno ha il diritto-dovere di dare il proprio contributo per portare avanti un progetto di comunità”.
Nella parte finale dell’incontro, Carlo Pagliacci della casa editrice Zefiro, che ha pubblicato il romanzo, si è riallacciato a tali contenuti: “Correre oltre me è un romanzo in parte autobiografico, con una dignità editoriale in quanto scritto con passione. Non c’è vittimismo ma un progetto di vita e di futuro. Scrivere 400 pagine con le bacchette non è semplice – ha detto Pagliacci, ricordando – quando all’età di 3 anni Samuela ha chiesto una matita ai genitori, prendendola istintivamente con la bocca. Da quel momento è partita una serie di sfide. Una di queste è il viaggio aereo da Roma. Un insieme di storie che costruiscono quel personaggio che è Samuela, autrice di un libro utile anche per gli altri cosiddetti normali”, ha concluso Carlo Pagliacci.














