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“Portiamo il Fermano nel mondo
e facciamo qui il vero albergo diffuso”:
trasferta tedesca per Agritur-aso

TURISMO - Il presidente dell'associazione Roberto Ferretti racconta l'ennesima tappa del progetto "Le Marche in valigia", che avrà un seguito nell'autunno del 2019 quando i loro ospiti visiteranno la Valdaso
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di Andrea Braconi

Un ritorno in terra tedesca per il progetto “Le Marche in valigia”, ideato nel 2009 da Roberto Ferretti, presidente dell’associazione Agritur-aso nata due anni prima. “Siamo partiti da 8 soci fondatori, ma oggi arriviamo ad una ventina tra strutture ricettive, aziende agricole e artigianali” spiega lo stesso Ferretti, da poco rientrato da un viaggio a Dudenhofen, vicino Francoforte.

“In questi anni abbiamo visitato 15 Paesi nel mondo per promuovere le nostre eccellenze, siamo stati più volte in Europa in Nazioni come Francia, Belgio, Germania, Inghilterra, Slovacchia, Slovenia e Danimarca. Siamo anche arrivati in Giappone, in Australia e per l’aprile del prossimo anno stiamo programmando un viaggio in California”.

Tracciamo un bilancio della trasferta in terra teutonica, che ha visto protagonisti anche la professoressa di tedesco Cinzia Galassi (che fa parte dell’associazione Italo-Tedesca sezione maceratese, ndr), lo chef Lele Medori del b&b Il Nido di Alice, Ivo De Ruyter, titolare del b&b Casa Cormar.

“Abbiamo fatto due serate, ognuna con 50 partecipanti. È stato un grande successo. Chi l’ha organizzato è un’associazione con orchestra di mandolini. Noi abbiamo portato un tenore, Carlo Assogna, per far apprezzare il bel canto e, soprattutto, per ricordare Beniamino Gigli. C’era anche un fisarmonicista giovane e talentuoso di Castelfidardo, Massimo Marconi. Io avevo il compito di spiegare il significato de ‘Le Marche in valigia’ che è si promuovere le Marche, ma anche creare delle relazioni con le comunità italiane e straniere nell’ottica dell’interculturalità.”

Come vi siete lasciati con i vostri ospiti?

“Salutandoci e ripromettendoci che nell’autunno 2019 l’orchestra verrà a Petritoli e dintorni, ospitata nelle strutture ricettive dell’associazione. Faremo un pacchetto comune che avrà gli stessi costi e gli stessi servizi, e non con i prezzi di ogni singola struttura. Perché per noi è questo è il vero albergo diffuso.”

E riguardo alla conoscenza del territorio?

“Prepareremo dei programmi con eventi in alcuni teatri storici, a partire da quello dell’Iride di Petritoli, magari inserendo anche Porto San Giorgio. Verranno con i loro amici che hanno partecipato a queste due serate in Germania, durante le quali abbiamo fatto assaggiare i piatti della tradizione ed alcuni prodotti particolari, come i vini dell’azienda Ciù Ciù che nello stesso periodo tra l’altro era a pochissimi chilometri da noi per due serate di degustazione. E lì abbiamo mandato anche i nostri ospiti. Proprio riguardo agli altri prodotti degustati, sono orgoglioso di dire stanno già arrivando delle piccole richieste di ordinativi, che testimoniano come siano stati apprezzati.”


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