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LA SFIDA PER LA SEGRETERIA PD
Petrini apre al pluralismo e lancia la stoccata a Cesetti: “Un anno fa voleva dimettersi da assessore”

PARTITO DEMOCRATICO - "Abbiamo bisogno di un grande progetto unitario che difficilmente potrà venire da quel pensiero unico che si nascondeva dietro la volontà di imporre un candidato unico al Congresso. Per riuscirci dobbiamo aprirci al contributo di tutti"
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di Paolo Paoletti

“Mi ha strappato un sorriso la lettura odierna delle dichiarazioni attribuite a Fabrizio Cesetti a proposito del Congresso del PD e del lavoro svolto dalla Giunta regionale. Sorriso difficile da trattenere ricordando il fatto che l’anno scorso aveva manifestato la volontà di dimettersi dalla carica di Assessore denunciando il suo disagio a far parte di una Amministrazione che dal suo punto di vista non funzionava. Se lo ricorda bene il precedente segretario della federazione fermana che, non con poco sforzo, lo ha fatto desistere. E se lo ricordano bene i molti a cui lo ha recentemente rammentato nel corso di una Segreteria. Fabrizio aveva motivato il suo proposito con una frase che a Fermo è diventata un tormentone: “per riconquistare la mia agibilità politica!”. Se adesso ritiene che invece la Giunta abbia lavorato non bene ma benissimo il primo ad esserne felice sono io”.

Il giorno dopo la presentazione anconetana della candidatura di Paolo Petrini alla segreteria regionale del Partito Democratico (leggi l’articolo) lo stesso Petrini replica alle dichiarazioni dell’assessore regionale Fabrizio Cesetti evidenziando quella che sarebbe stata la volontà di quest’ultimo di dimettersi, un anno fa, dalla carica di assessore della giunta Ceriscioli. Una gestione, quest’ultima, che è stata particolarmente criticata dai cittadini del centro sud delle Marche: dalla gestione del sisma alle politiche sanitarie, fino ad arrivare alla recente chiusura delle Camere di Commercio per creare un unico ente accentrato ad Ancona. Malumori non solo della popolazione ma anche interne al Partito Democratico. Da qui la figura di Paolo Petrini che viene vista come opportunità per un cambiamento all’intero del PD stesso, con una figura autorevole e allo stesso tempo obiettiva nei confronti dell’operato dell’amministrazione regionale. Petrini che in questi giorni sta ottenendo grandi consensi da parte di sindaci, in primis quello di Ancona Valeria Mancinelli. E ancora: Romano Carancini (Macerata), Francesco Fiordomo (Recanati), il concittadino Nazareno Franchellucci (Porto Sant’Elpidio). Con il passare delle ore aumentano i primi cittadini che si schierano dalla sua parte.  con loro anche da tanti elettori Pd che alle politiche hanno deciso di votare altre realtà come segno di protesta.

Petrini che nel replicare a Cesetti, parla di apertura al pluralismo: “Sono infatti convinto – scrive –  che abbiamo bisogno di lavorare benissimo per far fronte ad una situazione inedita e preoccupante di questa nostra regione. Le Marche, sconvolte dal terremoto e fiaccate dalle crisi economica, non possono certo essere amministrate con un approccio ordinario. Una questione al centro del Congresso, nel quale dobbiamo discutere proprio per confrontare le diverse idee attraverso le quali risalire la china. Abbiamo bisogno di un grande progetto unitario che difficilmente potrà venire da quel pensiero unico che si nascondeva dietro la volontà di imporre un candidato unico al Congresso. Per riuscirci dobbiamo aprirci al contributo di tutti e rimettere in discussione le nostre convinzioni. Non dobbiamo chiuderci, non dobbiamo arroccarci”.

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