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Disabilità, Comitato deluso dall’incontro in Regione: “Ancora lontani dal pieno diritto alla Vita Indipendente”

ANCONA - Per il presidente Angelo La Rocca, nonostante un contributo più elevato, "è stato concesso un contentino e la questione non è stata affrontata con l’attenzione che merita"
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A seguito di una richiesta che il Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità aveva inviato nel mese di ottobre alla Regione Marche, lo scorso 13 novembre si è tenuto un incontro che ha visto la partecipazione di Luca Ceriscioli (presidente regionale), Fabrizio Cesetti (assessore al Bilancio), Francesco Giacinti (presidente della prima Commissione consiliare permanente), Antonio Mastrovincenzo (presidente del Consiglio regionale), Federico Talè (consigliere regionale delegato alla Sanità), Giovanni Santarelli (dirigente regionale del Servizio Politiche Sociali), Lucia Di Furia (dirigente regionale del Servizio Sanità) e Maria Laura Bernacchia (responsabile dell’Area Disabilità per la Regione Marche).

Il direttivo del Comitato era presente al completo, per sottolineare l’importanza dell’incontro e le grandi aspettative riposte in esso. “Abbiamo evidenziato l’inadeguatezza dei contributi previsti per i singoli progetti di Vita Indipendente, dall’attuale DGR 1360/2017 – commenta il presidente Angelo Larocca -: i 69 utenti che usufruiscono del contributo da diversi anni percepiscono fino 1.080 euro mensili, mentre per i nuovi 158 utenti (entrati a far parte del progetto a maggio di quest’anno) esso arriva ad un massimo di 666 euro. La stessa delibera riconosceva tale grave limite, ed assicurava che il problema sarebbe stato risolto con la Legge 21/2018, di recente approvazione”.

La Rocca aggiunge come sia stata evidenziata ai vertici regionali l’importanza della continuità dei progetti per cui ognuna delle 227 persone che usufruiscono della DGR 1360. “Deve poter proseguire senza che il contributo venga loro decurtato, anzi, deve essere adeguato alle reali esigenze attuali della persona”.

Illustrato il calcolo dettagliato dei costi mensili, necessari per retribuire un’assistenza per 24 ore giornaliere, erogata ad una persona disabile da diversi assistenti che turnano, secondo quanto stabilito dal CCNL categoria C super: assistenza diurna, più presenza notturna, più maggiorazione del 60% per la domenica, più 30 ore di ferie e relative sostituzioni, più costo per le assunzioni, per un totale di 4.060 euro (senza contare le sostituzioni per malattie, ed altri costi quali tredicesima, liquidazione ed eventuale maternità).

“Per far sì che i 227 utenti attuali possano proseguire i loro progetti, considerando che non tutti necessitano di assistenza continua, abbiamo chiesto che venga assicurato ad essi un contributo ragionevole, stanziando un fondo regionale stabile di 4 milioni”.

Avanzate anche richieste secondarie, come dirottare nella legge regionale i fondi della Sperimentazione Ministeriale per la Vita Indipendente (“Tale azione non rappresenterebbe un effettivo incremento di risorse per la Vita Indipendente nelle Marche, bensì una doverosa razionalizzazione”), sollecitare i Comuni a compartecipare alla spesa dei progetti delle persone in essi residenti, organizzare un seminario per le unità multidisciplinari o multiprofessionali (“Affinché scrivano progetti personalizzati in maniera adeguata” aggiunge La Rocca).

Lo stesso presidente del Comitato sta partecipando quale rappresentante Enil (European Network on Independent Living) Italia agli incontri del Comitato Tecnico Regionale per la Vita Indipendente insieme a Roberto Frullini (rappresentante del Forum del Terzo Settore), a Maria Mencarini (rappresentante della Consulta Regionale per la Disabilità), e ad alcuni tecnici della Sanità e delle Politiche Sociali. Lo scopo dè quello di redigere le Linee Guida applicative della Legge. È stato stabilito che, ad ogni persona che presenterà richiesta (sia le nuove persone, che gli utenti attuali i cui progetti termineranno il 31 dicembre e che dovranno quindi rifare la domanda), verrà attribuito un punteggio in base a determinati requisiti, che sono: l’intensità del bisogno assistenziale, la condizione familiare, le funzioni di genitorialità, la tipologia degli obiettivi, ed infine i percorsi di Vita Indipendente.

Si creerà così una graduatoria e verranno ammesse a finanziamento le domande dall’inizio della graduatoria, fino a completo esaurimento del fondo stanziato per la Legge: quindi, i parametri di valutazione creeranno necessariamente discriminazione.

Il Servizio Disabilità ha presentato una previsione dei finanziamenti necessari per coprire le spese dei progetti per gli attuali 227 utenti, suddividendoli in 4 livelli di intensità assistenziale (molto alto, alto, medio, basso), ed assegnando un budget massimo per ogni livello.

Il calcolo effettuato con gli importi ipotizzati dal Comitato Tecnico Regionale, che vanno da 8.000 a 12.000 euro (“Confrontando quest’ultima cifra con il calcolo effettivo, si scopre che essa potrebbe assicurerebbe solo l’assistenza notturna”), si ottiene la cifra di 1.826.000 euro.

“Utilizzando invece, gli importi proposti dal nostro Comitato, che vanno da 9.000 a 18.000 euro annui – quest’ultimo è peraltro molto inferiore al bisogno effettivo, che corrisponde a 4.060 euro x 12 = 48.720 euro – si raggiunge la cifra di 2.885.000 euro”.

Tra i presenti sono intervenuti principalmente il presidente Ceriscioli e l’assessore Cesetti, che hanno affermato come la Regione sostenga il percorso regionale per la Vita Indipendente: il fondo di 1,3 milioni stanziato a giugno al momento dell’approvazione della Legge, è stato esteso in questi giorni a 1,5 milioni, e si sono impegnati ad aumentarlo ulteriormente entro l’inizio del 2019, fino a 1,8 milioni.

“Circa il dirottamento dei fondi ministeriali – spiega La Rocca – hanno verificato che non è possibile farlo, poiché la Sperimentazione prevede delle azioni (quali il cohousing e la domotica), che non sono previste dalla legge regionale. Hanno detto che insisteranno comunque nel richiederlo, anche con azioni politiche. Il presidente Ceriscioli ci ha congedato, promettendo di rincontrarci a fine gennaio, dopo l’approvazione del bilancio”.

Le richieste del Comitato, rimarcano, sono state accolte solo in parte. “Con il finanziamento promesso verrà elargito ad ogni singolo utente un contributo certamente più elevato rispetto a quello che percepisce attualmente ogni beneficiario della DGR 1360, ma siamo ancora molto lontani dall’obiettivo di assicurare il pieno diritto alla Vita Indipendente alle persone con disabilità marchigiane, e di contrastare efficacemente il ricorso all’istituzionalizzazione. L’entità del fondo non assicura la permanenza nel progetto a tutti i 227 utenti attuali; infatti, con il meccanismo della graduatoria, ad essi viene assegnato un punteggio aggiuntivo proporzionalmente all’anzianità del proprio progetto, ma è possibile che vi siano nuovi richiedenti, che hanno punteggi superiori rispetto ad altri parametri, e che si posizioneranno quindi più in alto nella graduatoria. Ancora una volta, è stato concesso un contentino e la questione non è stata affrontata con l’attenzione che merita. Si sta parlando di persone alle quali sono negati i diritti di base: potersi alzare, mangiare, andare in bagno, ecc. Sono diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, alla quale la Regione Marche ha aderito. Non dando una risposta adeguata si condannano le persone ad una vita sprecata. Saremo ancora costretti – conclude il presidente La Rocca – ad usare il nostro stipendio per pagare le ore di assistenza non coperte dal contributo, oppure ad affidarci all’aiuto dei nostri familiari; quando questi non potranno più farlo oppure non ci saranno più, saremo costretti a non-vivere in una struttura, esposti inoltre a potenziali abusi”.


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