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“Poste Italiane, nessuna chiusura nei piccoli Comuni” L’impegno di Conte, Salvini e Bongiorno

ROMA - Oltre 100 sindaci marchigiani all'incontro. Le considerazioni di Mangialardi, presidente di Anci Marche e coordinatore dei presidenti delle Anci regionali, e della deputata M5S Terzoni
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“Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed i due ministri Salvini e Bongiorno si sono impegnati in maniera precisa e molto positiva a non chiudere nessun ufficio postale nei piccoli Comuni, potenziando il servizio laddove in questi anni fosse stato soppresso con l’apertura anche di sportelli ATM”. Così Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche e coordinatore dei presidenti delle Anci regionali, ha salutato l’incontro a Roma di fronte ad una platea di 3.000 sindaci, un centinaio quelli giunti dalle Marche. L’obiettivo era promuovere un dialogo diretto tra Poste Italiane ed il territorio.

Nel suo intervento il presidente del Consiglio Conte ha detto di fronte alla platea di sindaci: “Quella di oggi, organizzata da Poste, è una giornata che coniuga il tessuto della tradizione economico sociale del nostro Paese con l’orgoglio del campanile e anche con l’innovazione”, sottolineando l’importanza del “patrimonio custodito proprio nei piccoli Comuni”.

“Per noi era importante avere impegni concreti e l’apertura di Poste Italiane Spa nei confronti della gestione della tesoreria comunale anche dei centri più piccoli ci lascia intendere che effettivamente si vada verso la risoluzione di un problema nei confronti del quale l’Anci si è battuto con determinazione” ha aggiunto Mangialardi.

“Molto significativo il passaggio nel quale Roberto Pella, vice presidente vicario Anci, ha fatto riferimento alle necessità dei comuni terremotati” ha concluso Mangialardi, che venerdì nel corso del consiglio direttivo di Anci Marche convocato ad Ancona riferirà sull’incontro.

Sull’argomento è intervenuta anche Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera e seconda firmataria della legge sui piccoli comuni approvata nella passata legislatura. “Gli impegni assunti da Poste nei confronti dei piccoli comuni italiani – commenta la deputata del Movimento 5 Stelle – sono un’ottima notizia per tutto il Paese. Tenere aperti gli uffici postali significa presidiare questi territori che a loro volta sono fondamentali per la tenuta sociale e ambientale delle nostre aree interne. Una ricchezza che il Parlamento ha riconosciuto nella legge 158 del 2017, di cui sono seconda firmataria: molti dei punti qualificanti della legge sui piccoli comuni trovano oggi riscontro nel programma di intervento di Poste Italiane. Finalmente dopo tante proteste si è deciso di ascoltare i territori e di applicare questa legge in cui il MoVimento 5 Stelle ha creduto fortemente”.

Lavorare per il riequilibrio tra le aree del Paese è una necessità che comporta ricadute concrete sulla vita reale di milioni di persone, soprattutto nelle aree montane come quelle dell’Appennino Marchigiano, dove ci sono più di 100 piccoli comuni, molti dei quali anche fortemente danneggiati dal Sisma. “Il Parlamento – conclude – ha dimostrato di avere a cuore questi territori e questi comuni. Ora bisogna continuare in questa direzione applicando le altre parti della legge, come il potenziamento della banda ultra larga e i decreti attuativi per il finanziamento dei progetti di rilancio e sviluppo di questi territori” conclude Terzoni.


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