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A teatro è in scena Il Padre,
spettacolo che cambia
il punto di vista sull’Alzheimer

FERMO - Alessandro Haber, Lucrezia Lante della Rovere e il regista Piero Maccarinelli portano a teatro un testo difficile ma ironico sull'Alzheimer
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di Alessandro Giacopetti

Questa sera e domani, mercoledì 28 e giovedì 29 novembre Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere sono i protagonisti dello spettacolo “Il Padre”, di Florian Zeller e la regia di Piero Maccarinelli. Oggi il cast e il vicesindaco e assessore alla Cultura a Fermo, Francesco Trasatti, hanno presentato le due date.

“All’interno del programma della Stagione di Prosa – ha esordito Francesco Trasatti – proseguiamo nel percorso che porta a Fermo personaggi importanti, ringraziando per la presenza il cast dello spettacolo Il Padre”.

In estrema sintesi la trama è che il protagonista, Andrea, mostra i primi segni di una malattia che potrebbe essere Alzheimer. Anna, sua figlia, lo fa stabilire nel grande appartamento che condivide con il marito ma le cose non andranno come previsto.

All’interno della conferenza stampa organizzata dall’Amat Marche, è intervenuto il regista Piero Maccarinelli che dopo aver ricordato il suo primo contatto con il testo mentre era a Parigi ha aggiunto: “Il padre è un testo esemplare della nuova drammaturgia europea. Al suo interno si parla della malattia dell’Alzheimer senza retorica, spiazzando il pubblico e facendolo anche sorridere. Immergendosi nel punto di vista del protagonista, infatti, Il Padre sposta l’asse sul pubblico, facendolo diventare il vero malato di Alzheimer, con un testo dove non c’è pietismo. Zeller sceglie, quindi, questo punto di vista come dinamica del racconto. Lo stesso Zeller – ha spiegato il regista Maccarinelli – alterna commedie leggere e impegnative. Il Padre fa parte di una trilogia assieme a La Madre e Il Figlio, tutte con 6 personaggi principali che hanno gli stessi nomi, pur essendo diversi tra loro.

Questo è il terzo anno di repliche di uno spettacolo molto richiesto, che sostiene l’Associazione Italiana Malati di Alzheimer. Anche le scene più brevi, quella di un minuto e mezzo di durata – ha concluso il regista Piero Maccarinelli – sono come tanti piccoli atti e rappresentano le costanti interruzioni tipiche del cervello che soffre di Alzheimer”.

La parola, quindi, è passata proprio al protagonista maschile: “Con la mia fantasia e sensibilità ho cercato di prendere possesso del personaggio che interpreto, Andrea, facendo un mio personaggio. Non sono andato in clinica ma ho incontrato brevemente la mamma di un malato con cui ho dialogato. E’ stato invece il regista Piero Maccarinelli ad incontrare persone con Alzheimer”. Lo stesso Haber ha raccontato come “dopo lo spettacolo sia medici, sia badanti, sia parenti di malati mi hanno atteso per parlarmi e per sottolineare l’aderenza del personaggio a chi ha la malattia. Un pubblico – ha concluso Haber – che entra nella testa del protagonista, vivendone gli spiazzamenti improvvisi”.

Principale personaggio femminile Lucrezia Lante della Rovere: “E’ un testo difficile. Inoltre quando parli ad altri di uno spettacolo sull’Alzheimer si suscita negli altri una reazione di spavento, perché è un tema doloroso. Ma il dolore che c’è nel testo si alterna ad un lato tragicomico quando il protagonista scambia le persone o non le riconosce. Io – ha proseguito Lucrezia Lante della Rovere – interpreto la figlia di Andrea (Haber) che è divisa tra la propria vita amorosa e sentimentale con il compagno e il dolore derivante dal doversi occupare del padre. Padre che va accudito perché impossibilitato a badare a sé stesso e che diventa come un figlio”.

La parola quindi agli altri componenti il cast dello spettacolo, David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris, ciascuno nel proprio personaggio: il compagno di Lucrezia Lante della Rovere, che affronta una situazione difficile mostrandosi cinico e insensibile fino all’antipatia. Accetta di ospitarlo a casa loro ma la situazione diventa insostenibile fino alla necessità di prendere, o meno, una decisione per proteggere il rapporto amoroso. L’infermiera, chiamata semplicemente La Donna, termine che ha molteplici significati per quello che è stato definito un non personaggio o a volte più personaggi insieme. Il suo contraltare maschile è l’Uomo. Entrambi compaiono nei momenti di malattia. Ad un certo punto il protagonista interpretato da Alessandro Haber incontra una badante (Laura) non convenzionale nell’approccio con il malato: vestita in maniera non canonica, con lunghi capelli rasta. Con lei scatta un rapporto che funziona sia perché lascia ad Andrea la possibilità di realizzare quasi un gioco, sia perché ricorda a lui un altro personaggio. Quello della seconda figlia, assente perché scomparsa tempo fa e che il protagonista non ha mai smesso di cercare.

 


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