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Scatta l’operazione antidroga ‘Boxer’:
la polizia arresta nove persone,
la rete dello spaccio fino a Porto Sant’Elpidio

DROGA - L’operazione, denominata “Boxer”, è ancora in corso, ma gli arresti sono scattati all’alba di oggi. La Mobile di Ascoli si è avvalsa della collaborazione dei colleghi di Teramo e Fermo. Spaccio non solo sulla riviera picena ma anche quella fermana, nello specifico a Porto Sant’Elpidio, e teramana
martedì 11 Dicembre 2018 - Ore 14:16
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Patrizia Peroni, dirigente della Squadra Mobile, e il suo vice Paolo Mucci

di Andrea Ferretti

Nove persone arrestate dalla Squadra Mobile della Questura di Ascoli che ha inferto un duro colpo al mercato della droga. Le accuse, per tutti, sono di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Non si parla di associazione, ma quella che è stata smantellata, in attesa di nuovi arresti (si sta chiudendo il cerchio sul resto della banda), era un’organizzazione che faceva capo a un insospettabile giovane tunisino, residente in un centro del Teramano al confine con l’Ascolano. In carcere sono finiti in sei, altre tre persone sono ai domiciliari. I sei dietro le sbarre sono cinque tunisini e un ascolano. Ai domiciliari sono stati invece posti una ragazza di Ascoli, un giovane sambenedettese e il tunisino residente nella provincia di Teramo, unico straniero del gruppo “regolare” sul territorio italiano, con una famiglia e un lavoro. Cioè l’unico incensurato (gli altri, tutti irregolari, sono gravati da pesanti precedenti penali) e quindi, apparentemente, insospettabile.

L’operazione – denominata “Boxer” – è ancora in corso, ma gli arresti sono scattati all’alba di oggi. Per farlo la Squadra Mobile di Ascoli si è avvalsa della collaborazione dei colleghi delle Squadre Mobili di Teramo e di Fermo, del reparto prevenzione crimine e delle unità cinofile. In tutto, sul campo, una cinquantina di uomini e donne della Polizia. A illustrare i dettagli ci pensano la dirigente della Squadra Mobile, Patrizia Peroni, e il suo vice Paolo Mucci.

Tutto iniziò sul finire del 2017 quando venne arrestato l’ascolano per spaccio di droga. Vennero effettuate perquisizioni domiciliari e, oltre all’eroina, saltarono fuori altre sostanze stupefecenti, sostanza da taglio e materiale per il confezionamento delle dosi. Lo spaccio un pò ovunque sulla riviera. Non solo la riviera picena, ma anche quella fermana, nello specifico a Porto Sant’Elpidio, e teramana. I poliziotti da quell’arresto risalirono a contatti che l’ascolano aveva con uno spacciatore di San Benedetto. E appurarono che la “centrale operativa” era un casolare isolato nel Sanbenedettese. E’ lì che avveniva la preparazione delle dosi da vendere ed è lì che fecero scattare le manette ai polsi di un uomo ritenuto una sorta di capobanda, colui che muoveva i fili. Il suo primo collaboratore era un giovane il quale, per spostamenti e consegne (sia in auto che in scooter), si avvaleva di un altro ragazzo. Ma quest’ultimo nel frattempo è finito nei guai, arrestato dai Carabinieri per resistenza. E allora il primo se l’è dovuta sbrigare da solo.

La Questura di Ascoli (Foto Vagnoni)

La stima fatta dalla Questura di Ascoli è di un totale di 2,5 chili di eroina, per un volume di affari di 240.000 euro considerando 12.000 dosi a 20 euro l’una: una cifra alla portata di tutte le tasche. «Ne vendevano anche cento al giorno» dice il capo della Mobile, Patrizia Peroni. Per cedere le dosi non venivano scelti luoghi particolari: ogni ora del giorno e della notte era buona, sia nei locali che per strada. Al punto che, nel tempo, alcuni tossicodipendenti da “clienti” sono diventati a loro volta spacciatori. Le persone arrestate, dopo il carcere, saranno oggetto di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. «Era gente abituata a muoversi con una certa libertà, forti proprio del loro status di irregolari, tanto che uno oggi l’abbiamo preso a Bologna, ma sono arrivati anche a Genova» confermano la Peroni e Mucci. Ma i destinatari di misure cautelari non sono finiti, la Polizia sta cercando di scovarli e a giorni la lista dovrebbe allungarsi. Poi sarà da capire da dove arrivava la droga. Su questo fronte, al momento, per la Mobile massimo riserbo.

«C’è una forte recrudescenza di uso di eroina – interviene il capo di gabinetto, il vicequestore aggiunto Paolo Riconi – perché un tempo veniva assunta in vena, ma ora quasi tutti la aspirano o la fumano, soprattutto nei locali notturni, mescolata con altre sostanze. Giovani e anche giovanissimi. Noi stiamo con la guardia alzata, e diverse sono ad esempio le persone incappate anche nei controlli sul territorio che vengono effettuati dai colleghi della polizia stradale. Inoltre, insieme ai carabinieri stiamo proseguendo nei servizi straordinari interforze. L’ultimo – dice Riconi – è proprio di questa mattina a Monticelli. Proseguiremo anche nel corso delle imminenti festività, ma anche a gennaio e oltre. E’ importante l’aspetto repressivo, come questo della Squadra Mobile cui vanno i complimenti, ma anche quello preventivo».


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