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Due nuove aree protette: la proposta del Comitato Tag Costa Mare al Comune di Fermo

FERMO - Per Marina Palmense e Lido di Fermo il Comitato ha presentato un documento di indirizzo per la candidatura richiesta al Comune di Fermo, presentato in Conferenza Stampa da Fabio Vallarola del coordinamento delle aree protette adriatiche AdriaPAN
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Il Comitato TAG Costa Mare propone al Comune di Fermo di avviare la candidatura di due aree protette lungo la propria costa: a Lido di Fermo e a Marina Palmense.
Si tratta, infatti, di due luoghi particolarmente interessanti per gli ambienti naturali ancora conservati e per la particolarità delle specie presenti. Luoghi importanti e da tutelare, tali da poter divenire aree da inserire nella rete europea di aree protette Natura 2000.

Il Comitato TAG Costa Mare, che raccoglie le maggiori associazioni di protezione ambientale nazionali e locali, ha consegnato già mesi fa, seguendo le azioni svolte negli anni da alcune Associazioni attive sul territorio, che fanno parte del Comitato, prime fra tutte LIPU, Italia Nostra e WWF, un programma di lavoro, una sorta di progetto di massima, denominato: “Litorale fermano 2020“ .

Il Comitato ha individuato nel progetto anche le forme di finanziamento europeo utili a portare avanti sia il progetto di candidatura che i conseguenti interventi di valorizzazione e protezione delle aree. Il percorso passa per una prima assunzione di responsabilità da parte del Comune che deliberi tale volontà di avviare un percorso di tutela e valorizzazione di queste aree attraverso Natura 2000 e, successivamente in una predisposizione die formulari di candidatura con la regione Marche che si è detta già interessata qualora il comune deliberasse in tal senso.

Piena la disponibilità degli esperti delle associazioni facenti parte il Comitato, ad aiutare gli uffici tecnici e urbanistici del Comune di Fermo nell’avanzare la candidatura e
seguire la Regione Marche nel predisporre i formulari europei.

A DIFESA DI MARINA PALMENSE, LIDO DI FERMO E NON SOLO

Il Comitato è tornato, nel corso della conferenza stampa di questa mattina,  a parlare della rete ecologica Natura 2000 lungo la costa marchigiana. L’occasione è stata offerta dalle ultime vicende che si sono registrate nel Comune di Fermo per ciò che riguarda alcune aree costiere presso Marina Palmense. Da qualche tempo le aree naturali a Sud di Porto San Giorgio, oltre il fiume, prima dell’abitato, appunto, di Marina Palmense sono entrate nel mirino di associazioni venatorie che vogliono farne un’area di addestramento dei propri cani da caccia.

A tale ipotesi si sono levate le proteste di alcune associazioni ambientaliste, prima fra tutte la LIPU-Lega Italiana Protezione Uccelli, che presso la foce del fiume svolge ricerche da tempo per l’importanza delle specie presenti, ma anche Legambiente, Italia Nostra ed il Comitato TAG Costa Mare al completo, ma di particolare importanza è stata anche la presa di posizione dei campeggiatori della zona, che si sono fermamente opposti ad una ipotesi che non contempli la libera fruizione e protezione naturalistica dei luoghi.

“Gli amministratori comunali, che stanno correttamente cercando di capire meglio la situazione -spiegano dal Comitato –  hanno apprezzato l’impegno delle associazioni di protezione ambientale, le quali hanno presentato un programma di co-gestione di quelle aree con una proposta di protezione naturalistica ed usi compatibili. Il Comitato TAG Costa Mare ha avviato allora anche gli studi preliminari necessari a far rientrare tali spazi nella Rete Ecologica Regionale e per proporre una candidatura per la rete europea Natura 2000, insieme e congiuntamente ad un’altra area particolarmente importante del Comune di Fermo, già oggetto di tali approfondimenti, a Nord di Porto San Giorgio, nella fascia centrale delle spiagge di Lido di Fermo, dove la presenza di dune naturali e la nidificazione di rare specie di uccelli ne fanno un luogo di particolare importanza. Una specie in particolare è segnalata come Endangered nella lista Rossa IUCN delle specie in estinzione: il Fratino (Charadrius alexandrinus). L’approccio conservazionistico specie-specifico (come quello dedicato al Fratino) – sottolinea coordinatore regionale della LIPU, l‘avv. Stefano Quevedo – che in passato ha
ottenuto molti risultati con numerose specie, è ormai ritenuto insufficiente dai più aggiornati orientamenti scientifici, i quali indicano come ben più efficace una generalizzata opera di modifica dell’approccio antropocentrico, che vada a garantire tratti di ambiente naturale rispettato, sottratto alle attività umane, magari anche di limitata estensione, ma ripetuti in tutto il territorio regionale e nazionale e connessi in rete“. Il TAG Costa Mare, allora, tramite il proprio Portavoce l’avv. Maurizio Mattioli, della Società Operaia „G.Garibaldi“ di Porto San Giorgio, una delle associazioni aderenti al TAG, chiede al Comune di Fermo di voler impegnare i propri uffici tecnici a completare la candidatura presso la regione Marche dell’area di Lido di Fermo, aggiungendovi ora anche quella di Marina Palmense,  compresa la foce fluviale limitrofa, per un riconoscimento di Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) o Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.), entrambe possibili forme di protezione per entrare a far parte, con riconosimento UE, della Rete Natura 2000”.

Anche gli operatori economici del turismo, maggiormente interessati avendo in zona i campeggi più estesi, rappresentati dalla Associazione Villaggi Marche, hanno offerto una piena adesione alla poposta, convinti, come sono, che la crescita del turismo passa inevitabilmente per una tutela e riqualificazione ambientale del mare e delle coste. Luigi Silenzi, tra i fondatori del Comitato TAG, ha evidenziato l’importanza della fascia di mare sottocosta, oggi martoriata dall’attività di pesca industriale oltre i livelli di sostenibilità per i fondali sabbiosi tipici della costa adriatica, chiedendo che nella proposta del Comune di Fermo si guardi anche alla tutela dei fondali del primo miglio di mare a tutela dell’ecosistema marino che, se lasciato indisturbato, offre un ulteriore importante servizio ecosistemico anche in chiave turistica, quello di depurazione delle acque: ricerche scientifiche dimostrano che un metro quadro di fondale ben conservato ha la capacità di filtrare le acque marine, grazie agli organismi che vi vivono,
immersi nella sabbia, in quantità di 10 litri in una sola ora di tempo.

Per Marina Palmense e Lido di Fermo il Comitato ha presentato un documento di indirizzo per la candidatura richiesta al Comune di Fermo, presentato in Conferenza Stampa da Fabio Vallarola del coordinamento delle aree protette adriatiche AdriaPAN. Tale documento, un rapporto preliminare del Progetto „Litorale Fermo 2020“, raccoglie le prime analisi utili a creare una candidatura che la Regione Marche potrebbe accogliere di buon grado, essendo la stessa oggetto di non pochi interessamenti sia da parte del Ministero dell’Ambiente italiano che da parte diretta della DG Environment della UE per l’istituzione dei siti Natura 2000 marini e costieri, dei quali nelle Marche si registra una importante carenza (anche più grave in altre parti d’Italia) , che è valsa all’Italia una Procedura di Infrazione, avviata dall’UE anni addietro e dalla quale, nonostante gli sforzi del Ministero dell’Ambiente, ancora non si riesce ad uscire.

La LIPU di Fermo, ha presentato comunque progetti di fruizione sostenibile di tali spazi a terra ed a mare, per lo svago e la balneazione, progetti di massima curati dal Dr. Leonardo MAROTTA, in cui apposite attrezzature consentono anche di godere meglio di tali spazi, oggi semiabbandonati. Si pensa a spazi verdi, punti di osservazione, altane, spiagge attrezzate, delimitazioni delle aree di duna e aree floristiche didattiche.


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