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Due furti in poche ore al ‘Jolly’,
Chahboune: «Qui è un massacro,
non si dorme più»
(Le Foto)

PORTO SAN GIORGIO - Il titolare dello chalet ristorante pizzeria Jolly, sul lungomare Gramsci nord, deve fare i conti con i danni di due furti subiti tra le 19 di ieri e le 5 di questa mattina. I banditi sono entrati nel locale dopo aver rotto un vetro. Indaga la polizia
martedì 18 Dicembre 2018 - Ore 13:47
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Simone Chahboune

di Giorgio Fedeli

“Qui è un massacro, non si riesce più a dormire. Io penso che tenendo la mia attività commerciale aperta anche di sera contribuisco a aumentare un minimo la sicurezza per la zona e per i residenti. Ma alla mia di sicurezza chi ci pensa? Quasi conviene restare chiusi. Ma poi il lavoro, i dipendenti, i clienti. Penso a loro e vado avanti”. Non si fa piegare dalla microcriminalità ma la tentazione di tirare i remi in barca, Simone Chahboune, titolare dello chalet ristorante Jolly, sul lungomare Gramsci nord, quella si sente dal tono di voce.

Dalle parole con cui commenta i due furti subiti nell’arco di poche ore: il primo intorno alle 19, il secondo alle 5 di questa mattina. “Ieri sera è scattato l’allarme intorno alle 19. e’ intervenuta la vigilanza e quando sono arrivato ho trovato un vetro spaccato. Da quel buco hanno aperto la porta e sono entrati nel locale. Una volta dentro hanno frugato dappertutto rubando pochi spiccioli tra la cassa e i giochi per bambini. Ma non è finita qui. Alle 5,49 di nuovo l’allarme che entra in funzione. Di nuovo i ladri. Forse gli stessi balordi. Hanno spostato un frigorifero che avevo piazzato davanti al buco e sono rientrati. Questa seconda volta hanno banchettato rubando e bevendo delle birre. Qui è dura andare avanti così, il bottino ammonta a qualche spicciolo. Tanto di soldi nel locale non ce ne sono. Ma resta il danno. Quello costa. E non è facile andare avanti. Non si dorme più. Per affetto nei confronti dei clienti, per la passione con cui porto avanti il mio lavoro, per rispetto e tutela dei dipendenti, e anche per i residenti in zona, continuo a lavorare anche d’inverno. Ma, ripeto, così è davvero dura”. Sul posto la polizia di Stato che ha avviato le indagini per cercare di dare un nome ai malviventi.


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