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Cavalcata dell’Assunta, scambio
degli auguri con l’Arcivescovo Pennacchio

FERMO - L'arcivescovo, che ha vissuto il suo primo Palio la scorsa estate, si è detto lieto di aver partecipato ai momenti più importanti della Cavalcata dell'Assunta, confermando l'interesse e il coinvolgimento annunciati sin dall'inizio del suo operato.
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Un quadro raffigurante lo stemma dell’Arcidiocesi di Fermo contornato dagli scudi con i colori delle dieci contrade, una targa ricordo con la famosa “staffa”: sono i doni che la Cavalcata dell’Assunta, ufficio di presidenza, priori e collaboratori, ha portato questa mattina all’Arcivescovo Mons. Rocco Pennacchio, per il consueto scambio di auguri in vista del Natale.

Oltre ai priori e ai rappresentanti delle contrade cittadine, erano presenti il Presidente e Sindaco Paolo Calcinaro, i vice presidenti Andrea Monteriù e Orlando Ramini, il regista Adolfo Leoni, il tesoriere Gaudenzio Santarelli, il delegato della Curia Don Michele Rogante, la segretaria Maria Vittoria Ortenzi, i collaboratori Marcella Ciferri Stabile, Ilario Del Moro e Marco Marziali.

L’arcivescovo, che ha vissuto il suo primo Palio la scorsa estate, si è detto lieto di aver partecipato ai momenti più importanti della Cavalcata dell’Assunta, confermando l’interesse e il coinvolgimento annunciati sin dall’inizio del suo operato.
In particolare, Pennacchio ha apprezzato come la rievocazione sappia tenere ben amalgamati sia l’aspetto religioso, cui la Cavalcata deve la sua origine, sia quello più legato alla vita di contrada e alla competizione.
“La sensibilità religiosa è sempre da incentivare, promuovendo iniziative che siano il più possibile consone al contesto, ponendo sempre attenzione all’origine e al senso della rievocazione, oltre che a quello più culturale”, ha suggerito, attraverso iniziative che aiutino la riflessione.
Una strada, quella formativa, di divulgazione e avvicinamento alla Cavalcata intrapresa dall’ufficio di Presidenza che si rivela quindi giusta, e sulla quale si proseguirà, dopo la tavola rotonda organizzata in occasione dei 100 anni della Tovaglia Policroma e l’approfondimento legato alla fortunata mostra sul Quattrocento nel Fermano.
Altro aspetto per cui l’Arcivescovo ha dimostrato forte apprezzamento è la valorizzazione delle contrade, da attuare sempre attraverso un giusto equilibrio, e il senso di appartenenza e comunità che il coinvolgimento nella rievocazione stimola nei confronti dei più giovani.


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