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Senso Civico per Santa Vittoria sulla condanna degli ex amministratori per debiti fuori bilancio: “I nodi vengono al pettine”

SANTA VITTORIA IN MATENANO - Il gruppo di minoranza:"Consiglieri di minoranza che oltre al voto contrario, allegavano alla deliberazione un copioso verbale nel quale venivano elencati e puntualizzati tutti i motivi per i quali non era assolutamente possibile riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio"
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“Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine”. Esordiscono così dal gruppo d’opposizione “Senso Civico per Santa Vittoria”, a seguito delle condanne inflitte dalla Corte dei Conti agli amministratori Comunali di maggioranza ed alla Segretaria del Comune di S. Vittoria in Matenano, responsabili dell’approvazione nel Dicembre 2013 di una deliberazione di riconoscimento di Debiti Fuori Bilancio.

“La sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti per le Marche – si legge nella nota del gruppo d’opposizione –  ha infatti recentemente posto fine ad una lunga e complessa vicenda di responsabilità amministrativa, emettendo e pubblicando ben due sentenze di condanna per danno erariale nei confronti di: Carlo Maria Pettinelli, sindaco pro tempore nel 2013 del Comune di Santa Vittoria in Matenano e  di altri rappresentanti della maggioranza e della segreteria comunale. Tutti ritenuti responsabili dalla Procura della Repubblica Regionale, di rispondere del danno prodotto al Comune di Santa Vittoria in Matenano, in conseguenza dell’aver riconosciuto nell’anno 2013 debiti fuori bilancio in assenza dei presupposti previsti dalla legge”.

I  componenti di Senso Civico per Santa Vittoria spiegano: “Come testualmente riportato in una delle due sentenze pubbliche emesse dalla Corte dei Conti per le Marche; l’istruttoria è stata aperta delegando per le indagini la Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, dopo aver ricevuto copia della deliberazione consiliare n. 28/2013, di riconoscimento di debiti fuori bilancio per un importo complessivo di € 92.079,43.  Il riconoscimento di legittimità del debito, veniva approvato con il voto favorevole dei 7 consiglieri di maggioranza e quello contrario dei 2 di minoranza; consiglieri di minoranza che oltre al voto contrario, allegavano alla deliberazione un copioso verbale nel quale venivano elencati e puntualizzati tutti i motivi per i quali non era assolutamente possibile riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio. Motivi peraltro tutti riportati e confermati nella sentenza n. 162/2018, nella quale la Procura Regionale, pone in evidenza che l’atto di riconoscimento del debito era stato adottato: con pareri di non conformità sia del responsabile dell’area economica e finanziaria che dell’organo di revisione; che mancavano le schede attestanti la congruità dei debiti; che l’eventuale avanzo presunto del 2013 da applicare al 2014 era subordinato al non utilizzo di anticipazioni di tesoreria ed al rispetto del patto di stabilità; ma soprattutto, che il riconoscimento era avvenuto in mancanza dei presupposti normativi fondamentali ed indispensabili stabiliti dagli artt. 78; 191 e 194 del TUEL”.

Due sono state le procedure intraprese nei confronti delle figure chiamate a giudizio difese dagli avvocati Carlo e Luca Scarpantoni,  Francesco Capitani e dall’avvocato Lucchetti. Senso Civico per Santa Vittoria spiega le contestazioni sollevate dalla Procura Regionale: “Come riportato nelle sentenze pubbliche, il comportamento posto in essere dai convenuti in giudizio, risulta essere: “gravemente colposo”, assunto in una condotta “conta legem” connotata da gravissima “negligenza e superficialità”. Il riconoscimento dei debiti è avvenuto in una situazione di “conclamato disordine amministrativo” in “mancanza dei presupposti di legge ed omettendo di verificare sia la sussistenza di obbligazioni giuridiche che i necessari presupposti di utilità ed arricchimento richiesti”. L’ente è stato caricato di un “debito non spettante”, in considerazione di spese “tutte prevedibili e facilmente programmabili” da parte del Comune. La Procura inoltre, non ha ritenuto persuasive sia le deduzioni pervenute. I pareri favorevoli della segretaria Comunale, sono stati espressi “nonostante le evidenti illegittimità” ed “omissione di ogni adeguata istruttoria”. Inoltre, sempre a parere della Procura Regionale, i pareri resi dagli organi qualificati a ciò deputati, seppur negativi, non hanno mai evidenziato la principale criticità del mancato perfezionamento di contratti validi per l’ente, questo riprova di un “un generale disordine organizzativo/gestionale”, imputabile ai soggetti preposti dall’ordinamento alla direzione/organizzazione dell’ente locale (Sindaco, Segretaria Comunale e Dirigenti)”.

“Il tempo è galantuomo –  concludono dal gruppo Senso Civico per S. Vittoria” –  sono trascorsi quasi cinque anni dall’approvazione della “scellerata” delibera 28, che nel corso del tempo ha scaturito in ambito amministrativo numerosissime diatribe, polemiche, vicende giudiziarie, annullamenti, riconoscimenti parziali o mancati pagamenti, culminati perfino con la mozione di sfiducia nel 2015 nei confronti dell’allora Sindaco Fabiola Di Flavio, la quale, si era fermamente opposta al riconoscimento e pagamento di quei debiti fuori bilancio, ereditati dall’amministrazione Pettinelli e ritenuti a suo parere illegittimi. Illegittimità oggi ampiamente confermata dalla Corte dei Conti con le condanne per danno nei confronti dei soggetti indicati nelle sentenze n. 39/2018 e 162/2018. La vicenda – concludono dal gruppo civico – dovrebbe indurre ad una profonda riflessione, nei confronti delle accuse infamanti rivolte a coloro che si erano opposti con forza al pagamento di somme ritenute illegittime, da parte di chi non conosceva, o chi faceva finta di non conoscere in modo appropriato la realtà dei fatti”.


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