di Alessandro Giacopetti

“Quella che si apre oggi è la mia prima mostra, ed è un piacere avere qui la presenza di un personaggio come il professor Stefano Papetti”. Così l’architetto Giacomo Beverati ha preso la parola durante l’inaugurazione dell’esposizione Ri-disegnare l’antico, città, macchine, disegni di invenzione e dal vero, allestita alla sala Incontri, al piano terra di palazzo dei Priori.

Appese alle pareti, a costituire il percorso espositivo, si possono ammirare 27 tavole, copie degli originali visibili anch’essi in quanto contenuti all’interno di teche al centro della sala. Tra i soggetti ci sono viste dall’alto di paesi e città reali quali Fermo, Falerone, Montefalcone Appennino, Ortezzano, Petritoli, oltre al centro di San Marino. Poi, palazzi storici come il palazzo Ducale a Montegranaro, teatro dell’Iride a Petritoli, palazzo Giustiniani a Monte Rinaldo, il centro storico di San Marino. Quindi la città di fantasia chiamata Liszell.

Patrocinata dal comune di Fermo, la mostra ha visto la presenza dell’assessore all’Urbanistica Francesco Nunzi e del vicesindaco Francesco Trasatti: “conoscendo la professionalità e la capacità artistica di Beverati – ha detto l’assessore alla Cultura a Fermo – è l’occasione per mostrare un disegno commissionato nella precedente consiliatura, di cui abbiamo realizzato delle stampe. Ne realizzeremo una maxi riproduzione da mettere nel nuovo punto musei quando verrà aperto affinché possa essere di impatto per i visitatori”, ha concluso il vicesindaco Francesco Trasatti. Nella giornata di apertura della mostra i lavori sono stati osservati con attenzione dai sindaci Ediana Mancini per Montegranaro, Adamo Rossi per Montefalcone, Luca Pezzani per Petritoli, Raffaele Tassotti per Montalto delle Marche, oltre che da numerosi curiosi.

L’architetto Giacomo Beverati, “l’artigiano della china”, come ama definirsi, è oggi assessore alla Cultura con delega al Centro Storico al Comune di Montegranaro. Nel suo intervento ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione della mostra e gli amministratori che hanno collaborato e collaborano con lui. Quindi è intervenuto il professor Stefano Papetti. Recentemente relatore alla mostra dedicata all’artista originario del Fermano, Osvaldo Licini, organizzata a Venezia, Papetti ha citato un passo scritto dallo stesso Licini. “Il pittore di Monte Vidon Corrado sostiene che l’architettura non può essere una forma d’arte – ha detto il critico d’arte – perché non c’è fantasia al suo interno.

Fin da bambino Beverati ha maturato un interesse verso l’architettura che è poi andato crescendo negli anni. Distinguiamo il rilievo artistico di città e palazzi realmente esistenti dai luoghi di fantasia. I primi – ha proseguito Papetti – sono quelli in cui si mostra l’alzato delle costruzioni con una tecnica perfettissima. L’ultimo è relativo ad Ortezzano. Altri luoghi rivelano la capacità di cogliere nel tessuto urbano dettagli che gli stessi abitanti della città non considerano: lo spaccato con le sale interne di palazzo Giustiniani a Monte Rinaldo, che aveva un prezioso arredo interno disperso nel corso degli anni. Oppure il teatro dell’Iride rappresentato con tutti i dettagli dell’orditura del tetto.

Beverati ha frequentato la facoltà di architettura a Venezia – ha ricordato Papetti – con insegnanti di primo livello che lo porta a realizzare dei lavori fantasiosi ma che nella realtà sarebbero possibili. La città oggetto della sua tesi di laurea si chiama Liszell ed è di fantasia. Di ispirazione nord europea ha comunque una sua coerenza. Poi c’è la parte dedicata a San Marino dove ha potuto dare largo alla sua passione e ispirazione”. In conclusione, Stefano Papetti ha affermato, con tono scherzoso che “le città inventate da Beverati si potrebbero realizzare davvero dal punto di vista tecnico ed esecutivo, un po’ meno da quello finanziario. Il tutto trasmesso con un codice linguistico e tecnico tradizionale. Nessun architetto di oggi è in grado di fare questi disegni perché oramai abituati a usare il disegno automatico e digitale. C’è, quindi, la qualità della presentazione dell’elaborato tecnico” ha concluso il curatore di una mostra che resterà visitabile fono al 6 gennaio 2019 nella sala Incontri a Palazzo dei Priori.

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