Porto Sant’Elpidio prova a compattare tutte le posizioni in un documento unico che raccolga tutte le osservazioni al Piano di difesa della costa. Il tempo è scarso, la scadenza per presentarle è giovedì, stamattina se n’è parlato in una commissione consiliare che si è aggiornata a mercoledì pomeriggio, per tirare le conclusioni. Rimangono delle distanze tra maggioranza e opposizione ed i rilievi sono numerosi.
A partire dalla speranza che le scogliere non rimangano un sogno, ma possano diventare qualcosa di concreto. Passando per un pennello a nord da abbattere e per un robusto piano di manutenzioni e ripascimento del litorale sud.

Alla seduta presieduta da Silvia Santini c’erano stamattina il sindaco Nazareno Franchelluci, il vice Daniele Stacchietti, i consiglieri Annalinda Pasquali, Mariano Langiotti, Giorgio Marcotulli, Monica Genovese, Marco Fioschini a rappresentare il Movimento 5 stelle. In aula alcuni balneari e Maria Teresa Scriboni di Confcommercio. Tra il pubblico anche i consiglieri Laura Cifani e Sergio Ciarrocca.

Auspica una sintonia Stacchietti, partendo dalla gravità dell’erosione, che fa capo però ad uno studio fermo al 2015 in cui Porto Sant’Elpidio figura solo diciassettesima tra gli interventi da attuare. “Chiediamo di rivedere i criteri e quindi la scala delle priorità. Per questa Amministrazione la soluzione definitiva sono le scogliere emerse, ma non c’è certezza sulle risorse. Chiediamo quindi che si prevedano sia la realizzazione che le tempistiche di attuazione. E’ chiaro che occorrerà procedere per step, ma almeno con la prospettiva, ad intervento ultimato, di aver dato una soluzione stabile al nostro litorale”. Il sindaco Nazareno Franchellucci aggiunge che, pur consapevole dei costi ingenti, circa 29 milioni di euro stimati, “una somma di spalmare anno dopo anno. A Fermo e Civitanova Marche, dove c’è un cofinanziamento privato, è possibile attuare questi interventi, vogliamo subito partire anche noi dalla zona sud”.

Auspica la sottoscrizione di un documento unico la consigliera Pasquali, “dove inserire tutte le osservazioni per la salvaguardia della costa. In altre città la scogliera emersa è presente, spero quindi che il piano specifichi tempi ed aree di intervento. Altro aspetto importante è che ci sia monitoraggio continuo sulle azioni adottate. Altro aspetto necessario è il taglio del pennello nord, per il quale più volte abbiamo ciesto una risposta. Infine il ripascimento deve rientrare nel normale piano di manutenzione della costa”.

Prolungato e capillare l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli. Diverse le sue osservazioni, “che metto a disposizione dell’Amministrazione comunale. L’inserimento della direttiva alluvioni nel piano di gestione della costa è una novità e porta gli eventi alluvionali ad incidere per i due terzi sulla valutazione delle priorità. Ci sono delle valutazioni a mio avviso grossolane, discutibile anche la fascia di rispetto a 100 metri dalla linea di costa che metterebbe a rischio nuove costruzioni. Illogico che la costa nord e sud della nostra città vengano trattati allo stesso modo. E’ un piano che non parla minimamente di manutenzioni, questo lascia un margine preoccupante di discrezionalità politica. Quando leggo che la nostra scogliera a sud viene definita in buono stato, penso che la rilevazione visiva sia stata superficiale. Il ripascimento previsto per il nostro litorale sia abbinato alle scogliere esistenti che non svolgono più la loro funzione”.

Si accoda alle valutazioni tecniche di Marcotulli la consigliera Genovese, che sottolinea la necessità di tagliare il pennello e di garantire manutenzioni. Per il pentastellato Fioschini, “le manutenzioni debbono avere la priorità rispetto alle scogliere. Assurdo prevedere 288 milioni di interventi strutturali e solo 22 di manutenzioni. Prima serve salvaguardare per poi cambiare. Il lungomare sud della nostra città ha un’opera che non è mai stata completata”.
Dopo gli interventi di tutti, gli animi si scaldano. Il leghista Giorgio Famiglini auspica “un documento unico condiviso da tutti”, che avrebbe anche una forza maggiore rispetto ad un atto presentato singolarmente dalle forze politiche. Marcotulli è disponibile ma rimarca: “Se non affrontiamo le questioni con osservazioni tecniche mirate non concluderemo nulla, mi aspettavo che la maggioranza studiasse in modo più approfondito”. A farsi carico di cercare una sintesi la dirigente Giulia Catani, che ha raccolto tutte le proposte e si è presa 48 ore per elaborare un’osservazione unica che rappresenti tutti. Mercoledì una nuova commissione per valutare una proposta unica che porti il nome di tutta l’Amministrazione comunale, maggioranza e opposizioni. Altrimenti, ognuno presenterà le proprie memorie.

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