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Cresce il premio Urbani: il concorso
del polo scolastico diventa regionale,
a marzo anche Simone Riccioni

PORTO SANT'ELPIDIO - Presentata la quarta edizione del premio giornalistico dedicato al medico a cui è intitolata la scuola; per la prima volta coinvolti gli istituti di tutte le Marche, il tema su cui dovranno comporre un elaborato scritto o video sarà "la passione"
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di Pierpaolo Pierleoni

Cresce ancora il premio giornalistico Carlo Urbani. La manifestazione indetta dal Polo scolastico che porta il nome del medico marchigiano che identificò la Sars, in collaborazione con l’Aicu, Associazione italiana Carlo Urbani, diventa, per la sua quarta edizione, di caratura regionale. Stamattina sono stati il dirigente Roberto Vespasiani, affiancato dalla prof. Irene Cassetta, il giornalista Rai Vincenzo Varagona e Luca Urbani, figlio del professionista, a presentare il concorso, che conta la collaborazione dell’Ordine dei giornalisti Marche, il sostegno dell’Ufficio scolastico regionale, il patrocinio di Regione Marche e dei comuni di Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare e Jesi.

Avvicinare i ragazzi al giornalismo e diffondere i temi della cultura e della solidarietà sono gli obiettivi dell’iniziativa. Due le sezioni del premio: una dedicata agli studenti delle scuole medie, l’altra per gli alunni delle superiori. Ci sarà anche, fuori concorso, la partecipazione di alcune scolaresche delle primarie. Tema del 2019 su cui i ragazzi saranno chiamati a comporre elaborati scritti o video sarà la passione, “sentimento che dà la spinta a raggiungere risultati eccezionali, rendendo spesso gli uomini comuni degli eroi, come Carlo Urbani, che con la passione per il suo lavoro e per l’uomo è riuscito, sacrificando se stesso, ad arrivare dove neanche lui avrebbe immaginato”.

Da fissare la data di premiazione, che si terrà comunque a fine marzo, con la premiazione rivolta alle scuole superiori, mentre quella per le medie si terrà a Jesi. Ci sarà per l’occasione anche l’attore e regista Simone Riccioni, intervenuto telefonicamente, che proprio in quei giorni uscirà con il suo secondo film, La mia seconda volta, girato tutto nelle Marche. “Aderisco con entusiasmo, è bello che dei giovani pieni di speranze siano coinvolti in questo percorso educativo. Nel nuovo film ci sono diversi attori noti e con un grande seguito, da Aurora Ruffino a Federico Russo a Luca Ward, lo abbiamo girato tutto nelle Marche, tra Civitanova, Porto Sant’Elpidio, Macerata, Montegranaro. E’ anche un messaggio positivo per la nsotra gente che vive in una regione meravigliosa”. Al nuovo film di Riccioni il Polo Urbani dedicherà anche una mattinata speciale, con la proiezione riservata alle scolaresche.

Carlo Urbani

“Si è innescato un processo di contaminazione positiva, il premio è diventato di portata regionale, hanno aderito diverse scolaresche, da Recanati, Loreto ed altri comuni – notano il dirigente Vespasiani e la prof. Cassetta – Quella del dottor Urbani è una storia contemporanea e possibile, il medico che diventa eroe dei nostri giorni. Tutte le persone coinvolte in questo progetto partecipano gratuitamente”.

Vincenzo Varagona, che di Urbani ha curato la biografia, sottolinea come “il rapporto con le scuole sia fondamentale, i valori se passano per i ragazzi arrivano alle famiglie. Quando ho avuto modo di parlare col presidente della Repubblica di Taiwan all’epoca in cui Urbani combatté la Sars ho capito la portata di questa persona, che da quelle parti viene ricordato come l’uomo che ha salvato un Paese. Non solo un medico, ma anche un dirigente dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha dovuto fare anche attività diplomatica e si batteva per rompere la barriera delle multinazionali del farmaco”.

Il figlio del medico, Luca Urbani, sottolinea l’importanza “di trasmettere gli ideali di mio padre nelle scuole, vi ringrazio per quanto state facendo. Non avrei mai pensato che dopo 15 anni dalla morte, si sarebbe continuato a ricordare la figura di mio padre, invece più passa il tempo, e più capita che realtà diverse ne vengano attirate. Il tema di quest’anno era la passione, lui ne aveva molte, oltre al lavoro ed alla voglia di migliorarsi sempre, era appassionato di deltaplano, di moto, di fotografia, di viaggi, molte le ha trasmesse a noi figli”.


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