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Glass: arriva il sequel e crossover di Unbreakable e Split

Per gli appassionati di cinema la recensione di Eraldo Di Stefano
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La sensazione che si ha guardando questo film, ricorda un po’ il pathos che aveva quel Batman Returns di Tim Burton, quando ancora i personaggi dei fumetti non erano il genere predominante di Hollywood, dove il protagonista Bruce Wayne (al tempo Michael Keaton), si percepiva ancora come una stranezza.

Il sapore che M. Night Shyamalan ha valuto dare alla sua strana trilogia è la stessa, popolata da persone che filtrano il loro terribile passato attraverso personaggi esagerati e polposi, diventando quasi dei fumetti che esistono nel modo reale. Il primo film è uscito nel 2000, Unbreakable – Il predestinato, con Bruce Willis nei panni di David Dunn e Samuel L. Jackson in quelli di Elijah Price, mentre per il secondo nel 2016, Split, con James McAvoy in una grande interpretazione di un criminale affetto da un disturbo dissociativo dell’identità, pellicola liberamente ispirata alla figura di Billy Milligan. Nell’ultimo film della trilogia, Glass, ritroviamo tutti e 3 i personaggi, con James McAvoy che interpreta nuovamente Kevin Wendell Crumb.

David Dunn (Bruce Willis) è un soggetto taciturno, divenuto consapevole di essere invincibile dopo essere sopravvissuto ad un orribile incidente ferroviario. Elijah Price (Samuel L. Jackson), il suo antagonista, è un malvagio genio chiamato “Mister Glass” che ha progettato l’incidente alla ricerca di qualcuno che sia fisicamente invulnerabile. Kevin Wendell Crumb (James McAvoy), uomo con personalità multiple che ama rapire e cannibalizzare le cheerleader.

Il montaggio iniziale aveva una durata di 210 minuti (3 ore e mezza), così Shyamalan ha tagliato il film fino ad arrivare a 128 minuti nella versione finale (comunque oltre le 2 ore). Dopo l’enorme successo di Split, il regista ha voluto riunire i suoi 3 protagonisti in questa pellicola fanta-horror per affrontarsi l’un l’altro in un imprevisto e sorprendente crossover.

di Eraldo Di Stefano


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