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Il sottosegretario Crimi all’ospedale di Amandola,
il Comitato scrive a Farabollini:
‘La preghiamo d’intervenire’

AMANDOLA - L’appuntamento è previsto per le 9 di martedì 22 gennaio. Ad attenderlo, oltre alle autorità, anche una delegazione del Comitato per la tutela della salute nelle aree montane che da tempo si batte per il ripristino del vecchio presidio ospedaliero
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di Maria Nerina Galiè

Un intenso programma quello che è stato organizzato nelle Marche per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla ricostruzione, Vito Crimi. Dopo aver trascorso l’intera giornata di lunedì 21 gennaio nel piceno accompagnato da Piero Farabollini, Commissario straordinario alla ricostruzione, il senatore pentastellato visiterà l’ospedale Vittorio Emanuele II di Amandola, vittima “eccellente” del terremoto del 2016.

L’appuntamento è previsto per le 9 di martedì 22 gennaio. Ad attenderlo, oltre alle autorità, anche una delegazione del Comitato per la tutela della salute nelle aree montane che da tempo si batte per il ripristino del vecchio presidio ospedaliero.

E’ datata 16 gennaio una lettera aperta della presidente Luisa Di Venanzi, indirizzata al commissario Farabollini. “E’ di circa due mesi fa – scrive – la delibera del Comune di Amandola di usare i fondi della Protezione civile, per realizzare un prefabbricato del costo di 2 milioni e mezzo di euro, che dovrebbe ospitare il reparto di medicina e che andrebbe a trovarsi a più di un chilometro di distanza dall’Ospedale Vittorio Emanuele II, in cui funziona la diagnostica per immagini ed il punto prelievi, servizi inseparabili ed indispensabili per la medicina generale. L’Ospedale esistente, che non ha subito danni strutturali, potrebbe continuare a garantire l’emergenza sanitaria. Ora invece si va a costruire una struttura provvisoria che, a nostro avviso, andava fatta due anni fa, risparmiando tante sofferenze e salvando vite umane. Chi, se non lei, può fermare questo scempio? Chi, se non un’autorità nazionale, può affrontare una problematica così delicata? E’ compito dello Stato dare concretezza e senso alle risorse stanziate. Il Comune di Amandola non ha alcun referente politico, perché elettoralmente fa parte del Collegio di Ascoli Piceno ed amministrativamente a quello di Fermo, un territorio di nessuno, il cui l’ospedale è stato saccheggiato. La preghiamo di intervenire, a nome del Comitato per la salute della Cittadinanza dei Sibillini e delle altre Aree montane. Ci dica dove e quando possiamo incontrarla”.

Nel frattempo la dialisi, precedentemente appoggiata in uno dei moduli allestiti nell’immediato post sisma a Piandicontro, è stata riportata nell’ala agibile del Vittorio Emanuele II. Uno spazio di 250 metri quadrati, adiacente al punto prelievi e agli ambulatori specialistici, con 7 postazioni, una camera per la preparazione dei pazienti, il monitor e gli spogliatoi. Attualmente 11 persone ricorrono al servizio, nel quale sono impiegati un nefrologo e 4 operatori.


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