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LO STRAPPO
Aziende turistiche contro Franchellucci: “Rapporti chiusi con l’Amministrazione, cifre irrisorie”

PORTO SANT'ELPIDIO - Duro j'accuse di nove attività cittadine, tra cui i due villaggi Holiday e Mimose, dopo la scelta di introdurre la tassa di soggiorno: "Inutile la nostra collaborazione, avevano già deciso, non hanno idea di cosa sia la programmazione turistica"
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“Dalla laconica lettera con la quale l’amministrazione comunale ha congedato il comparto turistico e ha, in un sol colpo, accantonato tutte le proposte che erano state messe sul tavolo, si consuma in poche righe, uno strappo tra noi operatori del settore e l’amministrazione comunale. Prendiamo atto della decisione precisando comunque che sono più di trenta anni che rischiamo ed investiamo di tasca nostra, per scommettere in un paese come Porto Sant’Elpidio e per far crescere un comparto turistico in condizioni quanto meno disagiate”.

E’ l’avvio della lettera con cui gli operatori turistici della città commentano l’introduzione della tassa di soggiorno a Porto Sant’Elpidio. Toni duri, amarezza, l’annuncio di una rottura dei rapporti con l’Amministrazione comunale, il tutto per una somma modesta. A sottoscriverla sono 9 attività, tra cui 2 dei tre villaggi vacanze che portano la stragrande maggioranza delle presenze a Porto Sant’Elpidio.  Firmatari Villaggio turistico Le Mimose, Holiday Family Village, B&B Porto Sant’Elpidio, Pensione Pineta, Hotel Promenade, Hotel Belvedere, Hotel Gilda, Pensione degli ulivi, Frontemare Parking.

“Quello che più da fastidio, all’esito di tutta la vicenda, è l’imbarazzante pochezza delle cifre; pochezza che svela due elementi: intanto è chiaro che l’amministrazione non ha la più pallida idea delle somme che servono per un basilare programma di investimenti nel settore; le cifre in gioco non permettono alcun tipo di intervento e di programmazione veramente efficace. Il fatto che queste somme verranno incassate quanto meno ad ottobre, cioè a stagione finita, svela che la finalità del balzello è di natura contabile e non programmatica. Basti pensare che con il contributo che eravamo disposti a versare, i soldi ci sarebbero stati fin da subito per intervenire sulla stagione prossima. Già perché, per ribadire quello che noi pensiamo del nostro lavoro e del paese, va sottolineato che anche quest’anno eravamo disposti a metterci le mani in tasca per raggiungere una cifra superiore a quella dello scorso anno”.

I toni con cui il sindaco Nazareno Franchellucci ha annunciato l’introduzione dell’imposta erano concilianti, pur nel servire l’amaro calice, con l’invito a continuare il dialogo e collaborare. Ma per le aziende turistiche il confronto, dopo la porta chiusa in faccia, è finito. “E’ stato tutto inutile: incontri, riunioni, coinvolgimento delle associazioni di categoria, aperture a destra e manca; tutto per una decisione che era già stata presa. Quale concertazione, quale dialogo, quale scambio costruttivo di idee? Non chiedeteci, almeno per rispetto alla nostra dignità, di sederci a qualche tavolo per programmare l’utilizzo ‘dell’ingentissimo’ gettito della tassa. Siete stati così bravi a fare tutto da soli, lo sarete altrettanto per gestire tale introito. Quel che più dispiace, però, è che oggi avete gettato al vento la possibilità di dialogare concretamente e costruttivamente con noi per lo sviluppo di un comparto che, se non ve ne siete accorti, è e deve essere il traino dell’economia della nostra città”.


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