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Bambini dell’Infanzia
conquistati da Anna Frank
e dalle storie dell’Olocausto

FERMO - Le attività si sono svolte nella scuola di Montone. “Ricordare è fondamentale - afferma la dirigente Corallini - soprattutto quando bisogna cercare di rimediare alle brutture perpetrate dalla follia umana"
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Il Giorno della Memoria, che si è celebrato il 27 gennaio, è un momento importante tanto da dover essere affrontato già con i bambini di cinque anni. E così ha fatto la scuola dell’infanzia di Montone, facente parte dell’Istituto Comprensivo “Da Vinci-Ungaretti” diretto dalla dirigente Marinella Corallini.

“Ricordare è fondamentale – afferma la stessa Corallini – soprattutto quando bisogna cercare di rimediare alle brutture perpetrate dalla follia umana”.

Le insegnanti Agodi e Cimadamore hanno fatto riflettere i bambini sui valori dei diritti umani, sulla “non discriminazione” e sul rispetto e la valorizzazione delle diversità e delle differenze, riservando all’Olocausto un’intera settimana perché ritengono che buona parte del lavoro educativo vada speso per far crescere nei bambini una coscienza sociale che li porti ad accettare “naturalmente” le diversità come valore e non come un ostacolo.

Le attività svolte hanno cercato di coinvolgere gli alunni senza traumatizzarli con un approccio adeguato, utilizzando gli strumenti più adatti alla sensibilità e alle capacità cognitive dei bambini. Innanzitutto è stata utilizzata una bibliografia adatta ai bambini di cinque anni, tra cui un riassunto della storia di Anna Frank, che ha consentito di evitare la rappresentazione realistica dell’orrore sottolineando invece quegli aspetti meno angosciosi e più comprensibili: dover celare la propria identità, dover trovare il rifugio per nascondersi, l’essere costretti a lasciare la propria casa e affrontare delle fughe un po’ avventurose.

In tal modo i bambini hanno potuto vivere qualche aspetto della discriminazione che è sempre in agguato in qualsiasi gruppo nei confronti dei diversi ed ha luogo facilmente anche nei gruppi di bambini piccoli. In seguito i piccoli alunni hanno potuto discutere tra loro, posto domande e rappresentato graficamente ciò che hanno compreso, condividendolo anche con i propri genitori che, guidati dalle insegnanti, hanno contribuito all’apprendimento di un così delicato argomento. Perché “quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo (Anna Frank)”.


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