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Melchiorri: “Lavoro fatto di diritti e doveri, servono mezzi non burocrazia: bloccati dalla fatturazione elettronica”

INDUSTRIA - Il vicepresidente Confindustria Marche centrali Ascoli-Fermo: "Serve un’assunzione di responsabilità e deve crescere l’autocritica, fondamentale per migliorare. Questo al segretario della Cgil Landini lo dovrebbe ricordare ogni giorno il nostro presidente di Confindustria Vincenzo Boccia"
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“Macro e micro economia si intrecciano rapidamente. Il punto chiave è sapersi muovere in mezzo a quell’intreccio che in troppi vogliono rendere non scioglibile. Due questioni non sono più rinviabili: il ritorno della parola doveri, quando si parla di lavoro, e la semplificazione che è diventata una chimera dopo l’introduzione della fattura elettronica”. Così il vicepresidente di Confindustria Marche centrali Ascoli-Fermo, Giampietro Melchiorri che entra nel dettaglio del suo ragionamento a tutto campo sul lavoro di oggi e di domani.

DOVERI, NON SOLO DIRITTI
“Gli imprenditori – la riflessione di Melchiorri – hanno iniziato il 2019 dovendo affrontare una serie di questioni che aumentano i problemi, già enormi per la crisi economica che ha investito l’Italia e buona parte del sistema internazionale. Eppure, c’è chi appena eletto, come il segretario generale della Cgil Nazionale Maurizio Landini, come slogan usa ‘Il nodo non è solo creare lavoro, ma occupazione con dignità e diritti’. È la riprova di un sistema che rischia di tornare indietro: manca la parola doveri. Serve un’assunzione di responsabilità e deve crescere l’autocritica, fondamentale per migliorare. Questo, però, al segretario della Cgil lo dovrebbe ricordare ogni giorno il nostro presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. E lo deve fare con forza, glielo chiedono gli imprenditori che ogni mattina si alzano per dare uno stipendio ai dipendenti, non tanto per diritto ma per dovere, parola che noi imprenditori conosciamo bene.
La battaglia sociale in questo momento non può essere rivolta esclusivamente al ripristino dell’articolo 18, per essere chiaro, ma alla vera creazione di posti di lavoro e questo ci sarà solo se le imprese stanno meglio, se alle imprese vengono date garanzie. Ben vengano gli incentivi, ma l’obiettivo resta la riduzione del costo del lavoro. E su questo dobbiamo continuare a dialogare con il Governo con cui stiamo giocando una partita decisiva: l’area di crisi complessa. Siamo vicini al completamento del percorso: abbiamo messo sul Tavolo dello Sviluppo la scatola – rimarca Melchiorri – ora va riempita con le norme e i mezzi mirati e definiti per il nostro distretto fatto di micro imprese, con poche grandi eccellenze pronte a trasformare la crisi del sistema in un ulteriore sviluppo. Il Governo si è mostrato sensibile e attento, ora dobbiamo completare l’iter. In questo contesto, attendiamo con fiducia anche il bando della Regione annunciato dall’assessora Manuela Bora: 4,3milioni per manifattura sostenibile, meccatronica, che è un’eccellenza del Fermano, e domotica.

FATTURAZIONE ELETTRONICA
Siamo nelle mani della burocrazia, il sistema è ingolfato. E tutto è stato peggiorato dalla fatturazione elettronica, un sistema a dir poco zoppicante. Venduta come il mezzo per ridurre l’evasione fiscale, è già uno dei blocchi e dei costi più invisi agli imprenditori. Doveva essere il mezzo per far emergere il sommerso, ma da dieci anni di sommerse ci sono solo le imprese e così i lavoratori. Un’indagine del Sole 24 Ore di pochi giorni fa ha confermato che oltre il 60% dei titolari di partite Iva ha problemi legati al software, alla conoscenza dei mezzi, alla mancata chiarezza dei passaggi. E l’indagine è stata svolta tra commercialisti, fiscalisti e consulenti del lavoro.
A riprova un dato: secondo la stessa Agenzia delle entrate, viene emessa in questo periodo una media di 2,65 milioni di documenti al giorno contro gli 8,5 milioni di fatture attese. E se le fatture non partono, i pagamenti si fermano. Qualcuno sta poi sottovalutando la problematica privacy, che rischia di essere violata ogni giorno con una fattura. Come Confindustria siamo al fianco dei nostri associati e mettiamo a disposizione consulenti ed esperti, consci che la questione vada affrontata a livello macro da tutte le associazioni di categoria”.


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