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Giorno del Ricordo, la promessa
di Balestrieri (FdI): “Mi impegno
a far crescere questo momento in città”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il portavoce provinciale FdI: "Mi auguro che le scuole facciano sempre di più per ricordare momenti di storia della nostra Italia"
domenica 10 Febbraio 2019 - Ore 17:10
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“Ringrazio i presenti, ringrazio chi ha voluto ricordare quello che è successo a molti nostri connazionali dal 1943 al 1948 nelle Foibe. Moltissime persone private delle loro terre, dei loro usi e costumi solo perché italiani furono infoibati. Grazie alla nota che ci è stata inviata dalla vicepresidente dell’associazione Venezia, Fiume e Dalmazia, Elisabetta Sabatini, al presidente Orazio Zanetti delle Marche Sud, agli amministratori locali presenti all’associazione di quartiere San Filippo e ai cittadini presenti”. Così il portavoce provinciale di Fdi, Andrea Balestrieri che promette: “Il mio impegno come portavoce provinciale è quello di far crescere nella nostra città questo momento di ricordo insieme a tutte le altre forze politiche, perché non esistono vittime di serie A e di serie B. Tutte le morti ingiuste sono degne di essere ricordate in egual modo. Mi auguro che le scuole facciano sempre di più per ricordare momenti di storia della nostra Italia. Viva l’Italia, viva gli italiani”.

Balestrieri che rilancia la nota della Sabatini che ha voluto far recapitare il suo messaggio anche a Porto Sant’Elpidio: “Carissimi, mi scuso per la mia assenza ma le piazze da coprire in questi giorni sono molte e non c’è stato proprio possibile. Sono fondamentali questi momenti di ricordo sono la linfa vitale per i nostri connazionali uccisi dal ’43 fino al ’48. L’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che io rappresento nasce a ridosso di questi anni, proprio al termine della seconda guerra mondiale, quando sotto la spinta della pulizia etnica delle milizie jugoslave con al comando il generale Tito, padre e padrone della nuova Jugoslavia comunista iniziarono le persecuzioni, le violenze e gli eccidi dei nostri connazionali.
Che cosa succede? Succede che un nuovo padrone arriva e prende tutto quello che vuole…case, attività, paesi e vite. Succede che che un nuovo padrone arriva e caccia via quello che non vuole più…gente,tradizioni,identità e soprattutto un popolo, quello italiano.  Cosa succede? Che un nuovo padrone arriva e cancella tutto. Esattamente, la volontà è quella di cancellare, cancellare tutto quello che era italia nomi delle città, vite e storia.

E come farlo? Semplice, con il modo più rapido e meno dispendioso. Con il terrore e la violenza e le foibe. Le foibe sono insenature carsiche, fori naturali a forma di imbuto, tipici di quel territorio. Queste foibe furono il contenitore e la tomba di tutto quello che vi ho detto.
I nostri italiani furono prelevati dalle loro case e tenuti in fermo per poi essere fatti  sparire. Si…quando parlavo di cancellare. Le foibe servivano a cancellare e far sparire tutte quelle persone che non dovevano più stare lì. Spesso si dice che la storia la scrivono i vincitori, in questo caso possiamo con certezza affermare che invece l’hanno fatta sparire. Ma oggi noi siamo per dare voce ai nostri 15 mila italiani uccisi,ai 350 mila esodati, siamo qui a dare giustizia a chi come noi volle restare italiano”.


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