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Robert Rodriguez dirige uno strabiliante spettacolo sul manga “Alita”

Per gli appassionati di cinema la recensione di Eraldo Di Stefano
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Solitamente quando si parla di adattamenti cinematografici, si finisce a pensare a come la pellicola storpierà e non renderà giustizia all’originale. Ecco, questo è esattamente il caso contrario, nel quale invece pensi di aver visto qualcosa di molto forte, che a tratti non riesci a spiegarti. Poi quando trovi il nome di James Cameron (Avatar, Titanic, per dirne alcuni) tra i produttori e tra gli sceneggiatori del film, inizi a capire perché. Cameron si innamorò del manga dopo averlo conosciuto grazie alla segnalazione di Guillermo del Toro prima degli anni 2000 e dopo tanto tempo, alla fine questa produzione ha visto la luce.

 

Nata come manga dall’idea di Yukito Kishiro del 1990, il film è ambientato in un lontano futuro, quando un cyborg adolescente viene trovato su un enorme mucchio di scarti e pian piano, attraverso una sequenza di azioni, scopri chi è e chi vuole essere. Questo cyborg è Alita, interpretata da Rosa Salazar, che successivamente incontra il dottor Daisuke Ido (Christoph Waltz), il gentile tecnico che la ripara e diventa in un certo senso il padre surrogato.

Nessuno sa da dove la nostra eroina provenga, poiché il suo corpo è tecnologicamente molto avanzato e lei conosce un’arte marziale cyborg perduta da tempo. Da qui di storia ce n’è tanta: Alita indaga su un serial killer, diventa una cacciatrice di taglie, si innamora, si unisce ad una lega spotiva cyborg e scopre la verità sulla sua esistenza. Durante questo percorso si imbatte in Vector (Mahershala Ali) e la sua scienziata Chiren (Jennifer Connelly), che gestiscono gara di “motociclisti” e si dilettano in rapimenti e mutilazioni.

Data l’imponente mole di intreccio che la storia crea, nonostante i co-sceneggiatori Cameron e Laeta Kalogridis cerchino di tenere insieme tutti i pezzi, il film ha una struttura episodica, dove la protagonista corre attraverso una trama, che cresce attraverso enormi climax, per poi riprendere fiato prima che ricominci “la parte successiva”. Ma il film dura 122 minuti e scorre in fretta, la crisi esistenziale al centro della storia originale si risolve rapidamente per lasciare spazio alle sequenze d’azione. L’universo della storia è affascinante, un mondo dettagliato di cittadini cibernetici e luoghi misteriosi, fuori dalle righe e al contempo realistici.

Al centro di tutto c’è Alita, con una grande interpretazione di Rosa Salazar, che riesce a infondere calore e umanità ad un personaggio animato, alternando il solido guscio di guerriera alla tenerezza con il suo aspirante fidanzato Hugo (Keean Johnson). L’ambientazione, la storia e i personaggi rendono questo film d’animazione magico e assolutamente da vedere.

di Eraldo Di Stefano


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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