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Via Martiri delle Foibe, nuovo round
in tribunale: i privati ricorrono
in Consiglio di Stato

PORTO SANT'ELPIDIO - Il Tar Marche aveva rigettato il ricorso contro l'esproprio di un tratto di terreno per il completamento della strada; i privati ricorrono in appello
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Non è finito lo scontro in tribunale su via Martiri delle Foibe. Dopo il pronunciamento del Tar Marche, la vicenda andrà ora all’attenzione dei giudici del Consiglio di Stato. I proprietari della porzione di terreno espropriato dal Comune per la realizzazione di strada e marciapiedi hanno infatti deciso di impugnare la sentenza del giudice amministrativo, chiedendone l’annullamento o la riforma, previa sospensione.

Lo scorso luglio i privati hanno impugnato al Tar il decreto di esproprio adottato dal Comune per realizzare il tratto di strada, oltre alle delibere di giunta in cui si erano approvati progetto ed avvio del procedimento. Il tribunale ha dato ragione al Comune, respingendo il ricorso e dichiarandone inammissibile una parte. Un verdetto che dava all’ente il via libera ad avviare il cantiere, assegnato alla ditta Pro.Ge.Co. Di Muccia, vincitrice di un appalto da 295.000 euro. Ma nei giorni scorsi, i privati hanno presentato appello in Consiglio di Stato. Il Comune ha affidato la difesa delle sue ragioni all’avvocato Fabrizio Chioini.

L’esproprio è finalizzato a realizzare, oltre alla strada, servizi di illuminazione e marciapiedi. Si tratta del completamento dell’urbanizzazione prevista dal Piano regolatore alla Faleriense, sul versante ovest dell’abitato. Nel Prg si indica la realizzazione di una strada tra via XX settembre e via V Giornate, con prosecuzione fino al collegamento con via San Filippo. Un intervento in parte realizzato, di cui manca il tratto finale. Il Comune ha deciso di sostituirsi al privato, eseguendo le opere di urbanizzazione non realizzate: strada, scivoli per persone diversamente abili, rete fognaria, pubblica illuminazione e sottoservizi. Per procedere, però, manca ora l’ultimo verdetto davanti al Consiglio di Stato.

P.Pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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