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Barriere antirumore,
si spacca il fronte del no
Vitturini:”Favorevole al progetto”

PORTO SAN GIORGIO - Si accende anche in città il confronto sul progetto di installazione delle barriere antirumore lungo il tracciato ferroviario. Tra i tanti no c'è l'apertura della consigliera civica, Maria Lina Vitturini favorevole all'intervento promosso da Rfi.
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di Sandro Renzi

Maria Lina Vitturini apre alle barriere antirumore a Porto San Giorgio. L’opposizione si spacca e la consigliera civica annuncia di essere pronta a fare un comitato, se necessario, a supporto del progetto avanzato da Rfi. “Le barriere sono necessarie per attutire il rumore causato dal passaggio dei treni” sostiene la Vitturini “ci sono tantissimi cittadini che vivono a ridosso dei binari e non sopportano più i fastidi legati al transito di questi convogli. Trovo ingiusto che Nicola Loira abbia dichiarato che fin quando sarà sindaco le barriere non saranno mai installate. E tutti coloro che le chiedono non sono ugualmente cittadini di Porto San Giorgio?“. Se il capogruppo della Lega, Marco Marinangeli, si appella a tutte le forze politiche, di maggioranza e minoranza, affinché il progetto venga stoppato, la Vitturini, voce fuori dal coro politico su questo argomento, rilancia l’idea ed invita a prendere contatti con Rfi per conoscere nel dettaglio il progetto.

“Non è assolutamente vero che si tratta di pannelli in cemento alti 7 metri -prosegue- si possono infatti installare pannelli trasparenti di sicuro meno impattanti e di altezza variabile. Inoltre si potrebbe aprire un confronto sui luoghi in cui posizionarli, non necessariamente su tutto il tracciato, magari in quelle aree più densamente popolate”. Per l’ex assessora, quindi, il no a priori di Loira rischia di “far perdere alla città un’altra occasione importante, come quella, già sfumata, della terza corsia. E a farne le spese sarebbero tutti i cittadini che devono fare i conti con questi rumori e chiedono soluzioni definitive“. Altra questione da affrontare è quella relativa al tavolo di lavoro promosso dalla Regione Marche ed al quale sono stati invitati Rfi e Arpam. “Mi chiedo perché tra i comuni a cui è stata indirizzata per conoscenza questa lettera non ci sia anche Porto San Giorgio” rimarca la Vitturini.


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