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Fermo città modello del baratto amministrativo, Stefano Paci: “Vince la voglia di sentirsi utili”

FERMO - "Ho cercato di dare concretezza ad un’ idea per i cittadini fermani più in difficoltà"
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“L’altro giorno la nostra città ha vissuto un momento di importante ribalta a livello nazionale grazie ad una trasmissione su Rai 2 in cui il nostro sindaco è stato intervistato durante un programma di attualità politica per raccontare l’esperienza del baratto amministrativo approvato da questa amministrazione comunale”. Inizia così l’intervento del consigliere comunale di maggioranza e presidente della prima commissione Stefano Paci, promotore dell’iniziativa per la quale Fermo è diventata città modello, alla ribalta della cronaca sia sul Venerdì di Repubblica che su Rai 2.

“Quando ho pensato a questo progetto – spiega Paci –  che ho voluto fortemente per la città di Fermo, nonostante alcune difficoltà burocratiche incontrate durante la definizione del regolamento comunale, ho cercato di dare concretezza ad un’ idea per i cittadini fermani più in difficoltà; e cioè fornire uno strumento che potesse in qualche modo aiutarli e anche gratificarli. E così ho trovato all’interno della legge Sblocca Italia la possibilità di inserire anche a Fermo il baratto amministrativo e cioè il diritto di poter pagare le tasse comunali invece che con il denaro con un servizio di pubblica utilità, sfruttando appieno quello che viene giuridicamente chiamato principio di sussidiarietà.  Ho pensato: ma quanto sarebbe bello che dei cittadini decidessero di fare qualcosa per il proprio Comune magari ottenendo anche un vantaggio economico e soprattutto sociale”.

Paci che spiega: “Il principio che sta alla base di questo strumento è il seguente : se sei una persona in difficoltà, se sei senza lavoro, se sei un lavoratore occasionale, e hai comunque dei debiti da pagare in particolare verso il tuo Comune, ebbene il Comune stesso ti offre l’opportunità di saldarli anche se non hai subito la liquidità sufficiente, ma facendo un lavoretto con spirito di volontariato per un progetto che ti indica il tuo Comune oppure che proponi tu stesso. Alla fine vince in tutto questo la voglia di fare qualcosa e di condividerla con gli altri , di sentirsi utili per la propria comunità, anche se si trattasse di fare piccole cose. Voglio ringraziare tutti gli amici consiglieri e non che in questi giorni mi hanno rivolto veramente delle belle parole in merito a questo progetto e che mi hanno fatto veramente piacere: cito particolarmente tra gli altri Daniele Iacopini, Nicola Pascucci e Cristian Falzolgher”.

 


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