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‘Scintille’ al Consiglio aperto sull’erosione: “Per la città è una questione di sopravvivenza”
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PORTO SANT'ELPIDIO - Non sono mancati in momenti di tensione (VIDEO). Assente il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, l'assessore Cesetti assicura: "Nel bilancio 2020 ci saranno 4,5 milioni di euro per il primo stralcio funzionale delle scogliere emerse"; i consiglieri votano la mozione a maggioranza
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di Pierpaolo Pierleoni

Sì alla mozione, ma senza un voto unanime, per sollecitare interventi di difesa del litorale di Porto Sant’Elpidio. Si conclude così il Consiglio comunale aperto sull’erosione costiera convocato a Villa Baruchello. Dopo 4 ore di interventi e momenti a dir poco accesi, i consiglieri hanno votato un documento, approvato da tutta la maggioranza e dagli esponenti di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli ed Andrea Putzu, con cui si chiede “l’impegno ad individuare tutte le soluzioni idonee a garantire la difesa della costa dal Chienti al Tenna, in tempi certi, entro la conclusione dell’iter di approvazione del Piano. Adottare interventi con tempi certi da comunicare alla cittadinanza, facendo ricorso a coprogettazione, strumenti di monitoraggio continuo, massima condivisione tra Regione e città su percorso, tempi e strumenti. Si chiede infine di approvare le osservazioni presentate dal comune di Porto Sant’Elpidio alla bozza del Piano. Bocciato invece l’emendamento proposto da Alessandro Felicioni del Laboratorio civico, che proponeva di cancellare una parte della mozione e di apporre un passaggio con “l’inserimento degli interventi di difesa di Porto Sant’Elpidio al primo posto tra le priorità di intervento, con il conseguente stanziamento delle risorse necessarie.

Diversi i concessionari di spiaggia presenti in sala ed i rappresentanti delle associazioni di categoria. Assente il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, ci sono gli assessori Fabrizio Cesetti, Angelo Sciapichetti e Moreno Pieroni, i consiglieri dell’Assemblea regionale Francesco Giacinti, Marzia Malaigia, Jessica Marcozzi e Peppe Giorgetti. A rappresentare la Provincia di Fermo il vicepresidente Stefano Pompozzi.

Ad aprire la seduta la presidente del Consiglio comunale Milena Sebastiani: “Una seduta aperta non è un fatto usuale nella nostra città, l’ultimo risale a 17 anni fa. Ringrazio i consiglieri di Fratelli d’Italia Andrea Putzu e Giorgio Marcotulli per averla proposta, l’abbiamo votata all’unanimità. E’ un problema determinante per Porto Sant’Elpidio, oggi siamo qui per chiedere con forza che si possa fermare con soluzioni definitive il processo erosivo”.

L’INTERVENTO DI FRANCHELLUCCI

“Oggi parliamo di una questione che è diventata non solo importante, ma di sopravvivenza – le parole del sindaco Nazareno Franchellucci – Quella di oggi non è la seduta dei processi sommari, ma quella della presa d’atto di un problema serio di cui farsi carico. Partiamo dal 2004, quando inizia l’iter per la realizzazione delle così dette scogliere soffolte. All’epoca era possibile pensare ad opere di questo tipo, oggi quel progetto è totalmente inapplicabile, avrebbe richiesto, ogni anno, rilevanti interventi di ripascimento e manutenzione. Altro problema è la burocrazia. Ci abbiamo  messo due anni e mezzo per 20.000 metri cubi di ripascimento, senza poter attingere a materiali naturali dai fiumi, quando invece ne servirebbero 300.000 . Oggi vediamo enormi danni anche in zone che non erano mai state interessate dal problema erosione. Franchellucci mostra poi una foto del 1978 della spiaggia di Porto San Giorgio, in cui le onde arrivavano a ridosso delle abitazioni. “La scattò mio padre poco più di 40 anni fa – spiega il primo cittadino – Questa era la situazione. Sappiamo bene come sia Porto San Giorgio oggi, con una bellissima spiaggia ed un lungomare. Anche per questo spero che prima possibile possa arrivare l’unica soluzione, le scogliere emerse. L’iter è già avviato. C’è un accordo con il Comune, che si farà carico delle spese di progettazione preliminare ed individuazione del progettista per il primo stralcio”.

GLI ALTRI INTERVENTI

Tocca poi agli interventi dal pubblico. Parlano il titolare del villaggio vacanze La Risacca Alberto Monelli, l’avv. Enrica Ciarrocchi, l’avv. Erika Tama, legale dello stabilimento Pepenero, Mario Pezzola. Tocca a seguire ai rappresentanti di categoria. Maria Teresa Scriboni di Confcommercio Marche centrali è sintetica: “Ci vogliono le scogliere emerse, questo è l’unico grido che si leva dagli operatori. La risposta deve arrivare dalla Regione. Oggi è il tempo di dire che il tempo non c’è più. Meglio un no che un forse”. La portavoce di Cna balneatori Fermo Maria Teresa Silenzi sulla stessa linea: “L’unica vera soluzione sono le scogliere emerse, di fronte ad erosioni importanti serve salvaguardare la costa con interventi strutturali. Il piano di salvaguardia della costa complica la difesa delle zone costiere, anziché agevolarla”. Paolo Tappatà di Confartigianato evidenzia la disillusione dei balneari: “Discutiamo ancora dopo 5 anni di difesa della costa e barriere emerse. Abbiamo sentito troppe promesse elettorali ma senza risultati”. Secondo il vicepresidente della Provincia Stefano Pompozzi, “è importante tutelare una delle poche località con la possibilità di incrementare il proprio dinamismo”.

LE PAROLE DELLA REGIONE

Tocca ai consiglieri regionali. Francesco Giacinti del Pd ricorda: “In regione abbiamo progetti per 62 milioni di euro, la problematica ne richiederebbe più di 100. Per la difesa della costa riceviamo dal Governo appena 560.000 euro l’anno. Avevamo 9 milioni di euro che spettavano alle Marche per l costa nei fondi per Italia sicura, che sono stati rastrellati per altre finalità. L’accordo tra Comune e Regione è chiaro: il Comune si fa carico della progettazione preliminare e la Regione finanzierà il primo stralcio funzionale delle scogliere emerse, per una somma intorno ai 4,5 milioni di euro. La giunta ha dato questa rassicurazione”.

Marzia Malaigia della Lega punta l’attenzione su “un cambio di rotta nelle normative, attualmente il Piano di difesa della costa non prevede interventi, se non innalzare le scogliere già esistenti. Abbiamo un Piano paesistico ambientale regionale che ha 30 anni e non consente scogliere emerse. Non si tratta solo di trovare i fondi, ma di procedure molto complesse che vanno snellite”. La consigliera di Forza Italia Jessica Marcozzi invita a rompere gli indugi: “Viviamo un’emergenza e non possiamo più andare avanti con soluzioni tampone. La Regione deve trovare le risorse per fermare l’erosione costiera”. Peppe Giorgini del Movimento 5 stelle non vede nel Piano di difesa della costa in approvazione la soluzione: “Ci troviamo a combattere ciò che abbiamo creato noi, sono state le opere antropiche a produrre danni, bloccando in primis il flusso di sedimenti dall’interno verso il mare. Serve adottare nuove tecnologie, nel mondo si realizzano porti in mezzo al mare e noi non riusciamo a proteggere le coste”.

E’ la volta della Giunta regionale. L’assessore al turismo Moreno Pieroni spera che “da questa seduta esca un impegno forte, ma anche un messaggio chiaro volto all’incentivazione di un turismo sostenibile”. L’assessore al bilancio Fabrizio Cesetti entra nel merito delle risorse: “La Regione in questa parte del territorio ha trasferito 7,9 milioni di euro. Non sono stati sufficienti nè risolutivi. Oggi l’intervento definitivo va dalla foce del Tenna a quella del Chienti, ci vogliono circa 30 milioni di euro e non li ha nessuno. Dobbiamo guardare ai fondi comunitari 2021-2027. Nel frattempo non stiamo fermi ed è questo il senso dell’inserimento delle scogliere nel Piano di difesa della costa. Al massimo dopo l’estate arriveremo all’approvazione definitiva. Realizzare un primo stralcio funzionale è un’idea intelligente. Significa che possiamo partire a breve e la Regione, per 4,5 milioni di euro, lo finanzierà. Queste risorse verranno previste nel bilancio di previsione 2020-22. Se arrivate prima ci sarà spazio anche per anticiparle”. Per l’assessore Sciapichetti “la difesa della costa oggi è una priorità nazionale. Il Piano di difesa ha richiesto tempi più lunghi, perchè si è scelto il metodo della condivisione, ascoltando categorie ed operatori”.

LA BAGARRE

La seduta si accende sugli interventi degli assessori regionali. Rumoreggia per primo il consigliere della Lega Giorgio Famiglini, poi arrivano domande e mugugni dal pubblico. E’ bagarre quando Sciapichetti evidenzia il taglio dei fondi da parte del Governo centrale. Si infiammano alcuni concessionari di spiaggia, protesta di nuovo Famiglini. La presidente Sebastiani minaccia l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma.

I CONSIGLIERI E IL VOTO

Tocca ai capigruppo consiliari, secondo Marcotulli di Fratelli d’Italia “non si è sentita una parola: Scusa. Mi aspettavo delle scuse per i tanti errori commessi negli anni, scuse da chi in uno chalet è venuto l’anno scorso a rinnegare le azioni di altri esponenti del proprio stesso partito. Ho sentito promesse da un lato rassicuranti e dall’altro pericolose. Parlare di stralci di intervento senza forza programmatica per interventi pluriennali produrrà danni irreparabili. Le scogliere, se non le facciamo completamente, rischiano di non essere la soluzione ideale. Qui non perde la giunta Ceriscioli, ma perdiamo noi”. Giorgio Famiglini si chiede: “Come possiamo fidarci di chi ci promette qualcosa forse tra 4-5 anni? Complimenti per l’organizzazione della seduta, mancano solo le bandiere del Pd. Dove sono i soldi della Regione che doveva ripagare le scogliere radenti con risorse anticipate dal Comune?”.

Parlano gli esponenti della maggioranza: per Sergio Ciarrocca “viviamo una situazione drammatica, aiutate questa città”. Laura Cifani aggiunge: “Con i danni facciamo i conti tutti i giorni. È tempo delle certezze”. Nicolò Renzi esprime “fiducia in un intervento finalmente risolutivo”.

Spiazza tutti il civico Alessandro Felicioni: “Volevamo votare contro una mozione troppo fumosa, ma scopriamo che si è deciso di ritirarla. Noi abbiamo pronto un emendamento che chiede ciò che vogliono tutti, le scogliere emerse, ma con un impegno più circostanziato. Spaventa questa idea della realizzazione a pezzi dell’intervento di difesa della costa. Ma come funziona? Si prendono 4 milioni di euro di scogliere e poi le posizioniamo a sorteggio, decidendo chi si salva e chi no?” Secondo Moira Vallati del M5S “Ci avete garantito soldi per lo stralcio di un progetto ancora non scritto. Noi ci chiediamo se sia invece più facile, immediato e opportuno finire le scogliere soffolte mai terminate”.

La capogruppo del Pd Annalinda Pasquali chiarisce: “Qui chiediamo di snellire le pratiche, perchè di burocrazia si muore. Ci fidiamo dei tecnici, ma siano affiancati da studi scientifici, perchè ci servono interventi efficaci e risolutivi. Non possiamo più sperimentare solo sul nostro lembo di costa. Il ripascimento fatto in due stralci come si è previsto qui a Porto Sant’Elpidio non serve a nulla, è davvero materiale buttato in acqua. Avevo proposto di ritirare la mozione perchè nel corso di questo dibattito, stamattina, sono arrivati interventi qualificati che potevano essere integrati e presentati in una nuova mozione da sottoporre al prossimo Consiglio comunale. Ma dato che c’è sempre chi vuole fare il primo della classe, propongo di procedere”.

L’ultima parola, prima del voto, ad Andrea Putzu, che propose il Consiglio aperto. L’esponente di Fdi stuzzica Felicioni, “Hai parlato di questa seduta come teatrino e passerella elettorale, a voi civici la politica non interessa, però alle elezioni provinciali votate la Lega”. Per finire, ricorda: “E’ sorprendente che tutti oggi la pensano come la pensavamo 15 anni fa quando eravamo in Alleanza nazionale ed eravamo gli unici a chiedere scogliere emerse. Dividerci oggi è un errore, per questo voteremo la mozione, che non è solo della maggioranza, ma deve rappresentare tutti”.

Lo striscione preparato dal consigliere di Fdi Giorgio Marcotulli ed attaccato nell’aula del Consiglio comunale aperto

 

 


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