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Il black out del “Recchioni”
oggetto di scherno sul web

SERIE C - Il guasto all'illuminazione dello stadio (il secondo in un anno e mezzo) è stato oggetto di ilarità anche sul profilo Facebook di Elevensport, la piattaforma che trasmette le partite in diretta tv. Caso fortuito o no, nuova figuraccia che si sarebbe dovuta evitare, che si aggiunge alle condizioni del campo e a tante altre piccole criticità dello stadio fermano
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Le immagini in diretta di Serie C TV – Elevensport durante il black out

 

di Paolo Bartolomei

FERMO – Il black out di dieci minuti nel finale di Fermana-Pordenone è stato oggetto di scherzi, battute e ilarità, com’era prevedibile che fosse. Agli scherzi non si è sottratto nemmeno il profilo facebook di Elevensport, la piattaforma su cui vengono trasmesse le dirette televisive delle partite della serie C, Fermana compresa, visibili a pagamento.

Elevensport ha realizzato un post intitolato “quando lo stadio decide di farti uno scherzo. Una partita a lume di candela” che riporta un video con gli attimi del black out. Il post ha avuto oltre 30mila visualizzazioni, 17 condivisioni e molti commenti scherzosi, tra cui cui alcuni anche piuttosto piccanti come: “Recchioni al buio sembra il titolo di un film porno“.

La pagina facebook di Elevensport e sotto alcuni commenti

Al di là dell’ironia, si è trattato in ogni caso di un’altra brutta figura in diretta tv dello stadio fermano, e quindi della città di Fermo in genere, a poco più di un anno dal guasto al generatore che portò al rinvio di Fermana-Samb.

In questa circostanza dall’ufficio stampa della Fermana FC dicono che l’interruzione sia dipesa dal differenziale che è scattato, fatto che può dipendere da molti tipi di malfunzionamenti, anzi, spesso negli impianti domestici, il “salvavita” che scatta, a volte senza apparente motivo, è una delle cose che fa impazzire di più gli elettricisti.
Però potrebbero essere provocati da scarsa manutenzione o attenzione superficiale. Non lo sapremo mai.

Sebbene a volte queste cose accadano anche in stadi di serie A (all’Olimpico in un derby Lazio-Roma nel 2012, a Palermo nel 2016 anche se il più celebre è quello della gara di Coppa dei Campioni a Marsiglia con il Milan nel 1991), è di sicuro un’altra figura “di emme” della città di Fermo che probabilmente si poteva evitare con un minimo in più di attenzione.

Il limitatissimo spazio di transito in tribuna stampa, che costringe a camminare lateralmente come i granchi

Figuraccia che si aggiunge alle pessime condizioni del manto erboso, ormai oggetto settimanale delle critiche degli avversari, sia quando perdono, sia se vincono (condizioni che però forse non svantaggiano la Fermana…) e a tante altre criticità, magari piccole, che esistono da molti anni, ma che sommate tutte insieme hanno un certo peso.

Ad esempio, si va dalla limitata visibilità del rettangolo di gioco dalla cabina destinata alle telecamere (in tv non si vedono la linea laterale più vicina e i due calci d’angolo, salvo che non venga piazzata una seconda telecamera in diversa 

posizione) fino allo spazio (simile agli interni di un’astronave oppure di un sottomarino) destinato ai giornalisti i quali (anche i più smilzi) devono entrare nelle loro postazioni camminando lateralmente come i granchi, in un corridoio largo pochi centimetri, dopo aver percorso una scaletta ripidissima e con gli scalini che non sembrano del tutto antisdrucciolevoli, forse ai limiti delle norme antinfortunistiche, soprattutto quando piove. E in tribuna stampa piove e si bagna quasi tutto come se non ci fosse copertura, perché quella che esiste è paragonabile al massimo ad una visiera.

Insomma non una gran bella figura di accoglienza con giornalisti o troupe televisive che provengono da grandi città, con le cui squadre ora la Fermana si confronta.

Criticità, queste ultime, che esistono dal 1999, quando i tre lati (ovest, sud ed est) dello stadio furono riprogettati per la serie B, spremendo al massimo i pochi centimetri disponibili, ma che a venti anni di distanza cominciano a far sentire il peso del tempo e su cui prima o poi bisognerà cominciare a ragionare.

I ripidi scalini di accesso alla tribuna stampa, ormai privi delle strisce antinfortunistiche, e che si riempiono pericolosamente d’acqua quando piove non avendo gli scoli


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