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Finisce in coma dopo l’aggressione,
un collega indiziato di gravi lesioni

FERMANO - Gli agenti della Questura di Fermo hanno rappresentato alla magistratura la personalità dell'artigiano, che in passato si è distinto per altri atti di violenza. Ora l'uomo è in carcere a Fermo
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foto di repertorio

Nella mattinata di oggi, la Questura di Fermo ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere disposta dal locale Tribunale nei confronti di un artigiano, gravemente indiziato di lesioni personali gravissime.
“Era la tarda serata dell’11 gennaio 2019, quando – la ricostruzione dei fatti fornita dalla questura – dinanzi ad un bar del centro, c’è stata una violenta aggressione da parte dell’uomo, ubriaco, ad un suo conoscente e collega di lavoro, verosimilmente per un debito di gioco alle slot-machine.
Le indagini della Polizia hanno permesso di ricostruire la scena dell’evento: la vittima, appena uscita dal bar dov’era insieme al suo carnefice, dopo essere stata insultata, è salita a bordo della sua auto per allontanarsi ma il suo amico ha cominciato a prendere a calci la vettura.
L’uomo al volante è sceso per cercare di calmare il conoscente, ma è stato raggiunto al volto da alcuni violenti pugni che lo facevano stramazzare al suolo, tanto da perdere conoscenza.
Questi è stato soccorso da un avventore del locale e, ripresosi, si è recato a casa, mentre l’aggressore ha raggiunto a piedi la sua abitazione. Nei giorni a seguire però, ha iniziato a lamentare dei lancinanti dolori e solamente tre giorni dopo ha deciso di recarsi all’ospedale per le cure del caso, venendo ricoverato per le gravi lesioni riportate.
La situazione clinica si aggravava notevolmente, costringendo i medici a riservarsi nella prognosi: l’uomo è entrato in coma per effetto di un edema cerebrale diffuso con ipertensione endocranica.
La prognosi è stata sciolta dai sanitari solo dopo un mese, ma le condizioni del paziente rimangono gravi, con la presenza di una neurolesione.

Gli Agenti della Questura di Fermo hanno rappresentato alla magistratura la personalità dell’artigiano, che in passato si è distinto per altri atti di violenza, richiedendo la misura cautelare al fine di impedire che potesse reiterare le sue azioni. Ora l’uomo è in carcere a Fermo”.
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