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Lo sballo con un click
e la rete che crea astinenza:
crescono (e cambiano) le dipendenze

PORTO SAN GIORGIO – Le parole della dottoressa Sacchini: "Un fenomeno che si trasforma e che avanza continuamente e proprio quando crediamo di aver compreso qualcosa, lo scenario è già cambiato". Interessante momento di confronto organizzato dal presidio Libera di Fermo.
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di Andrea Braconi

Quello delle dipendenze è un fenomeno che si trasforma e che avanza continuamente. E proprio quando crediamo di aver compreso qualcosa, lo scenario è già cambiato, rimettendo in discussione parametri, prospettive e strategie di azione. È questo, in estrema sintesi, il pensiero di Gianna Sacchini, responsabile del Servizio Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 4, espresso a Porto San Giorgio in occasione di un convegno organizzato dal presidio Libera di Fermo.

Dopo aver puntualizzato il concetto di dipendenza, delineato l’aspetto fisiologico e quello patologico, evidenziato la caratteristica della compulsività e alcune delle cause per le quali si può diventare dipendenti, (oltre ad aver precisato come “alcune persone siano più vulnerabili di altre in presenza dello stesso rischio”), la Sacchini ha scandagliato una dimensione multiforme, marcata non solo dall’uso di sostanze ma anche da uno sbagliato approccio alla tecnologia digitale.

“Le dipendenze che trattiamo si distinguono in due categorie: da sostanze e comportamentali. Prendiamo la pericolosità dell’alcol, una droga legalizzata considerata da giovani e adulti come una parte normale della socialità. Tra le sostanze più usate c’è anche la cannabis, ma la nuova frontiera dello sballo sono gli psicofarmaci, soprattutto quelli acquistati via internet. E la più esposta alle sostanze sintetiche è la popolazione giovanile”.

Ci sono poi le smart drugs, camuffate anche da sali da bagno e deodoranti, “con una fantasia dei produttori infinita tanto quanto la voglia di sballo dei giovani”. Una diffusione, questa, aumentata negli ultimi anni anche per la facilità di acquisto in rete. “Spopolano i siti che con un click inviano a casa sostanze spacciate per prodotti naturali, con i ragazzi che ne ignorano i reali effetti collaterali senza sapere di assumere droghe”.

Di strettissima attualità il tema delle nuove dipendenze senza sostanze. “Con internet ci sono stati profondi cambiamenti nel modo di informarci, di esprimerci e persino di conoscerci. Internet ci espone però anche a rischi inediti, può divenire strumento di condotte patologiche. Le dipendenze sono accomunate da sintomi caratteristici, a partire dall’aumento del tempo consumato stando in rete e la diminuzione di interesse per altre attività, oltre allo sviluppo di veri e propri sintomi da astinenza”.

Esiste una dipendenza dal gioco d’azzardo, dalla televisione e anche dal cellulare, “un oggetto di uso comune indipendentemente dall’età e dal ruolo sociale che si riveste”. “Ne consegue anche un maggiore utilizzo – ha aggiunto la Sacchini -, con attività organizzate e scandite da suonerie e chiamate. Ci serviamo del cellulare anche come riempi tempo e questo apre la via all’abuso e alla dipendenza. Secondo un recente sondaggio i genitori passano molto tempo connessi ai dispositivi, circa 9 ore come gli adolescenti, più dell’80% delle volte è per piacere e non per lavoro”.

Ma quante volte al giorno guardiamo lo smartphone? “Il numero medio, secondo una ricerca inglese, è di 221 volte e questo ci fa capire che si tratta dell’oggetto che maggiormente influenza ritmi e cadenze del quotidiano, senza che noi ne siamo coscienti. Dovremo chiederci: cosa ci sta togliendo il digitale? quali valori importanti della nostra vita sta condizionando? è possibile rimettere la tecnologia al proprio posto?”.

Senza dimenticare, ha concluso la dottoressa, come droghe e dipendenze comportamentali, anche attraverso il web, servano a finanziare malavita ed organizzazioni criminali. “Le connessioni tra gioco e illegalità sono altissime e non limitate solo a contesti clandestini. Occorre, quindi, promuovere la partecipazione di tutta la comunità per contrastare il fenomeno delle dipendenze”.


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