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Urbinati e la Fermana:
raggiunta quota cento

SERIE C - "Apice rappresentato dalla tappa di San Nicolò, in serie D, in cui prendemmo consapevolezza di poter vincere il campionato. Quest'anno a Pordenone in cui ho visto gli occhi della tigre in tutti noi e personalmente non dimenticherò mai il gol con la Cremonese, in Tim Cup, ed il 2-0 che ribaltammo con il Teramo vincendo 4-2, lo scorso anno" ammette il granitico centrocampista
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FERMO – Le cento presenze in gialloblù probabilmente quattro anni fa il centrocampista Gianluca Urbinati (foto) non le avrebbe neanche immaginate.

E’ lui stesso a confermarlo ed a confidare che non le avrebbe mai immaginate in una cornice del genere. Trascinatore della Fermana dalla serie D al ritorno tra i professionisti in serie C, fino allo splendido campionato di questa stagione è uno straordinario crescendo quello di cui si sta rendendo protagonista Urbinati.

Sono cresciuto in maniera sbalorditiva dal punto di vista tecnico – ammette – credo che sia frutto della disciplina che metto durante l’allenamento, voglia di migliorarsi ed essere protagonisti. Poi la domenica vengono fuori i frutti di quello che facciamo durante la settimana. Ho preso anche consapevolezza che era necessario fare un salto di qualità e un passo in più in avanti perché la serie C lo richiedeva, non bastava solo la fisicità che magari in serie D potrebbe essere sufficiente”.

Raggiungere le cento presenze con questa maglia è una grande soddisfazione – ammette Urbinati – sia personale che a livello di gruppo. Sono sincero, questa maglia mi responsabilizza e sono una persona a cui piace prendersi le proprie responsabilità, sono orgoglioso di farlo e lo faccio più che volentieri. Avere una grande responsabilità significa anche avere importanza”.

Ripercorre questi anni alla Fermana, dal punto di vista personale e di squadra, come se avesse ancora le immagini di ogni singolo momento davanti agli occhi: “Delle cento presenze le più belle prestazioni sono state: quella col San Nicolò, in serie D, in cui prendemmo consapevolezza di poter vincere in Campionato; quest’anno a Pordenone in cui ho visto gli occhi della tigre in tutti noi e una forza di sacrificio indescrivibile. Poi personalmente non dimenticherò mai il gol con la Cremonese, in Tim Cup, il 2-0 che ribaltammo col Teramo vincendo 4-2, l’anno scorso”.

“Ricordo, poi, che il mio esordio contro la Sambenedettese in casa personalmente non fu positivo, ma pareggiammo 3-3 al 90 con un eurogol di Cremona“. Urbinati torna dunque al presente: “Vincere col minimo scarto dà grande soddisfazione perché ti fa sudare tanto quei tre punti, come se in quel momento fossero la cosa più importante della propria vita e conquistarli alla fine è straordinario. Con la salvezza ormai ci siamo, il prossimo obiettivo che tutti abbiamo in testa e per cui tutti daremo l’anima sono i play off: un obiettivo che conferma che ogni anno abbiamo alzato l’asticella e siamo migliorati. Questa Fermana ha un carattere d’acciaio. I meriti della miglior difesa vanno equamente distribuiti perché siamo una squadra che corre tanto e si sacrifica a 360 gradi”.

Concentratissimo sulla stagione in corso, Urbinati chiude ricordando la lunga trattativa dell’estate scorsa: “Il direttore ci vuole molto bene, ma in fase di trattativa non guarda in faccia a nessuno. Tutto poi si risolse per il meglio perchè alla base c’era l’interesse per la Fermana e per questa maglia e sono contento di essere rimasto”.


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