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“Di Ruscio parla di ospedale e strutture
sanitarie mentre Calcinaro tace, città
e Comune nel caos” l’affondo di Zacheo

FERMO - Il capogruppo di Io Scelgo Fermo incalza anche su videosorveglianza e personale comunale: "Calcinaro è ormai in balia delle tante situazioni che stanno affiorando e non riesce neppure a rispondere alle interrogazioni che gli vengono rivolte. Qualcuno, prima o poi, dovrà intervenire"
sabato 16 Marzo 2019 - Ore 14:40
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Pasquale Zacheo

“Abbiamo letto attentamente le dichiarazioni di Saturnino Di Ruscio sulla questione dell’ospedale (leggi l’articolo). Una questione molto seria nei diversi aspetti proposti, che vanno dalla destinazione futura dell’attuale ospedale alla programmazione sanitaria, per finire ai (presunti) investimenti esteri per la realizzazione di cliniche private ed al silenzio della conferenza dei sindaci. Una conferenza, presieduta, guarda caso, da Calcinaro. Non sappiamo quale casacca abbia voluto indossare Di Ruscio, se quella da dirigente comunale o da sindaco, sta di fatto che gli argomenti sollevati meritano attenzione, come merita rispetto la presa di posizione. Una presa di posizione che doveva indubbiamente appartenere al sindaco in carica, il quale, invece, sulle questioni importanti, continua a dare prova di scarsa personalità politica e inadeguatezza rappresentativa“. E’ la dura reprimenda del capogruppo consiliare di Io Scelgo Fermo, Pasquale Zacheo che, sulla scia dell’ipotesi progettuale sollevata dall’ex sindaco Di Ruscio, torna alla carica contro l’amministrazione.

“E’ ormai inesorabile – l’affondo di Zacheo – lo scivolamento della città capoluogo in una condizione di secondo o addirittura terzo ordine. D’altronde come si può pensare di prendere posizione nell’organizzazione di questioni complesse come quelle della sanità, se non si è in grado neppure di gestire il funzionamento degli uffici e dei servizi comunali? Ormai sono una costante quotidiana le estenuanti file di cittadini nell’androne comunale, dopo la chiusura delle delegazioni comunali e l’isolamento delle periferie. Ma è ancor più grave constatare come il caos e l’inadeguatezza organizzativa abbiano esacerbato gli animi del personale e alimentato una inusuale conflittualità interna che sta portando anche a strascichi giudiziari. A breve il sindaco dovrà rispondere ad una nostra specifica interrogazione, salvo una sua rinuncia per possibile conflitto di interessi. E fin qui, ci limitiamo al Comune, senza ancora parlare di ciò che stiamo registrando in Asite. Ma a giorni renderemo tutto pubblico.

L’ intervento del dirigente-sindaco Di Ruscio è certamente significativo di un enorme vuoto politico, ma l’assenza di carisma politico la si rinviene dalle affermazioni pubbliche del sindaco, circa la videosorveglianza, che sarebbero prive di fondamento. A distanza di ben quattro mesi, infatti, non ci sono state ancora fornite le fatture di acquisto, i collaudi e i modelli delle telecamere istallate”. Per Zacheo, infatti, non esisterebbe “nessun progetto di rete, regolamento sulla privacy, e soprattutto alcun collegamento con le forze di polizia e quindi nessun controllo dei veicoli sospetti in transito. Cosa di cui invece continuano a vantarsi Calcinaro e Torresi, da ben tre anni, partendo dall’istallazione del varco Ocr alla rotatoria di Santa Petronilla. Nel frattempo, però, continuiamo ad acquistare telecamere con tecnologia Ocr (per la lettura delle targhe) che non servono praticamente a nulla, neppure per il controllo della circolazione stradale. Da una prima verifica, alcune telecamere istallate sarebbero addirittura cieche, nel senso che non sarebbero collegate a nulla, neppure ad un registratore in loco. Calcinaro è ormai in balia delle tante situazioni che stanno affiorando e non riesce neppure a rispondere alle interrogazioni che gli vengono rivolte. Contemporaneamente, i servizi per i cittadini sono stati portati ai minimi storici, il personale dipendente versa in una condizione di caos e tensione, mentre alcuni aspetti della spesa pubblica sono senza criterio logico. Qualcuno, prima o poi, dovrà intervenire“.

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