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Gioie e dolori del Pronto soccorso fermano col primario Giostra: “Siamo sempre di meno,
entro 5 anni molte strutture chiuderanno

PORTO SANT'ELPIDIO - Assemblea pubblica sulla prevenzione promossa da Croce verde e Centro studi Carducci con i primari Giostra e Amadio del Murri e il cardiologo Santillo dell'Inrca; i numeri del Pronto soccorso fermano, utenti soddisfatti oltre l'80%
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di Pierpaolo Pierleoni

Prevenire per vivere più a lungo e meglio. Era questo il titolo dell’assemblea pubblica organizzata al salone della Croce verde di Porto Sant’Elpidio ieri sera dalla pubblica assistenza e dal Centro studi Carducci. Sono stati proprio i rispettivi presidenti, Ezio Montevidoni e Fabio D’Erasmo, ad aprire i lavori sottolineando l’importanza di promuovere momenti di dibattito e confronto con i medici. Sono intervenuti il primario del pronto soccorso all’ospedale Murri di Fermo Fabrizio Giostra, il dirigente di cardiologia dell’Inrca Emilio Santillo ed il primario del reparto malattie infettive del Murri Giorgio Amadio. Un’ora e mezza per affrontare le principali tematiche relative alla prevenzione ed agli interventi d’emergenza.

Particolarmente interessante la relazione del dottor Giostra, partito da un’analisi generale del pronto soccorso a livello nazionale, per poi concentrarsi sulla situazione dell’Area vasta 4 Asur. “La perfezione non esiste – ha esordito Giostra – abbiamo compiuto tanti passi avanti, pur permanendo molte criticità. I dati del Ministero della salute del 2015, dai quali non dovremmo discostarci di molto, dicono che ogni anno ci sono circa 20 milioni di accessi al pronto soccorso, in pratica un italiano su 3. Un lavoro sulle spalle di 12.000 medici e 25.000 infermieri sparsi in 660 pronti soccorsi.

Le statistiche evidenziano come la stragrande maggioranza delle persone arrivi con un codice verde, quindi, situazioni non urgenti, mentre i codici rossi sono poco più dell’1%. “Le attese sono sicuramente aumentate – ammette il primario – La maggior parte degli utenti termina l’iter entro 12 ore, una quota ancora rilevante impiega tra le 12 e le 24 ore. Idealmente entro 6 ore dovrebbe essere ultimato l’iter dall’arrivo alle dimissioni, o ricovero del paziente. A volte in 6 ore non si riesce nemmeno a fare la presa in carico”.

Uno dei grandi mali dei pronti soccorsi è il sovraffollamento, figlio, come osserva il medico, “di diversi fattori: l’invecchiamento della popolazione, la difficoltà di gestire malattie cronache, la riduzione dell’assistenza familiare, staff ridotti, scarso funzionamento della medicina difensiva, la difficoltà ad ottenere prestazioni non urgenti. Da non trascurare anche la povertà, perchè il pronto soccorso non costa nulla e per chi ha difficoltà economiche può essere un elemento significativo. Ma il vero problema è l’imbuto che si trova in uscita, pensiamo alle difficoltà di dare collocazione ad un anziano solo che ha bisogno di terapie. I posti letto per acuti si riducono, prima ce n’erano 3,8 per 1000 abitanti, ora siamo scesi a 3, la nostra area vasta sta a 2,5, significa che mancano almeno 80-100 posti letto rispetto alla necessità”.

Numeri importanti, quelli del pronto soccorso fermano, “Nel 2018 abbiamo superato i 40.000 accessi, un terzo è composto da persone ultrasettantenni, che generano i due terzi dei ricoveri. I picchi massimi arrivano a 60-65 persone, numeri che fanno del pronto soccorso il reparto più grande dell’ospedale”. Giostra mostra i turni settimanali di un medico di pronto soccorso, che prevedono di restare in servizio tutti o quasi tutti i sabati o le domeniche. “Questi sono turni che risalgono a quando eravamo in 16, ora siamo solo 13. In pratica, diventa molto difficile gestire un minimo di vita familiare”. In un anno, circa 18.000 I movimenti dei mezzi di pronto soccorso nell’arco di tutta l’area vasta, circa il 10% della popolazione ha avuto bisogno di un’ambulanza. “Al pronto soccorso il 70% degli utenti arriva con propri mezzi, il 24 con ambulanze semplici, il 6% con ambulanze con medico”.

Tante difficoltà, ma in definitiva il PS fermano soddisfa l’utenza. “Tre anni fa abbiamo effettuato un’indagine sulla percezione del servizio offerto dal pronto soccorso del Murri, effettuata dall’Urp – aggiunge il dottor Giostra – Il dato è incoraggiante, nel senso che oltre l’80% ha espresso complessivamente un giudizio positivo sul trattamento ricevuto e in particolare sono stati positivi I pareri sul personale. Quasi metà degli utenti ha dichiarato di aver trovato un servizio migliore delle attese, il 28% una qualità in linea con le aspettative, il 16% si aspettava di meglio. La maggior parte dei pazienti vorrebbe inferiori tempi d’attesa. Interessante è un dato: il 90% degli interpellati ritiene si debba andare al pronto soccorso solo per reali emergenze e problemi urgenti. Ma I dati dicono che invece, il 90% delle prestazioni richieste non ha questo carattere. Come si suol dire, tra il dire e il fare…”

Amara la chiusura del dottor Giostra. “Se qualcuno ha avuto difficoltà in un pronto soccorso e si lamenta dei disservizi, vi do una buona notizia, non succederà più. Nel giro di 5 anni verranno a mancare ben 4.200 medici, in proporzione significa che a Fermo, che ad oggi ne ha 13, non ne rimarranno più di 11, molti pronti soccorsi saranno chiusi perchè non avranno più le condizioni per garantire i servizi minimi”.


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