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Nuove tecnologie, quali effetti
su bambini e adolescenti?
Alleanza educativa tra scuola e genitori

PETRITOLI - Importante percorso proposto dall’associazione "Il Sorriso di Stefania". E venerdì 22 marzo, nella sala consiliare di Valmir alle ore 21, incontro-dibattito ad ingresso gratuito
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L’associazione “Il Sorriso di Stefania”, nel promuovere la cultura come strumento interpretativo della realtà, ha proposto all’ISC di Petritoli il progetto formativo per l’area Salute e Benessere “Gli effetti delle nuove tecnologie sui bambini e sugli adolescenti”.

Il progetto coordinato dalla dottoressa Laura Carlomè, psicologa clinica-psicoterapeuta familiare e psicologa scolastica, ha avuto il consenso della dirigente Andreina Mircoli, dei professori e dei genitori della scuola secondaria di Petritoli. La Carlomè ha incontrato gli alunni delle classi 1A e 1B nelle aule del plesso della scuola secondaria di Petritoli per dialogare direttamente con loro sulle dipendenze tecnologiche nel periodo pre-adolescenziale toccando, con sensibilità ed efficacia, anche il tema del cyberbullismo.

Il percorso proposto dall’associazione “Il Sorriso di Stefania” prevede che i ragazzi vengano sostenuti sull’uso corretto della tecnologia anche dagli adulti a loro più vicini: a tal proposito venerdì 22 marzo, nella sala consiliare di Valmir di Petritoli alle ore 21, ci sarà un incontro-dibattito, ad ingresso gratuito, dal titolo “Gli effetti delle nuove tecnologie sui bambini ed adolescenti” durante il quale si rifletterà sulle cause e le conseguenze psico-patologiche delle dipendenze tecnologiche, dando anche consigli utili su come aiutare un ragazzo che trascorre troppo del proprio tempo in rete. Genitori, docenti, esperti uniti in questa alleanza educativa insieme ai ragazzi, protagonisti indiscussi di questo percorso formativo.

“Il tema delle nuove tecnologie in riferimento alle giovani generazioni è uno degli argomenti educativi più attuali – spiega per l’associazione Ylenia Pagliari -. La velocità di comunicazione, il crescente utilizzo di dispositivi, l’instaurarsi di relazioni fra pari sui social e le conseguenze che questi stimoli continui procurano alle varie aree di sviluppo, sicuramente interrogano genitori, docenti, psicologi, formatori in modo sempre più attento e consapevole. Di conseguenza è importante far riflettere i ragazzi sull’uso della tecnologia intesa come l’applicazione e la scelta di strategie operative funzionali e sulle reali conseguenze di un uso totalizzante, soprattutto rispetto alla sfera relazionale”.

“E’ sempre un piacere interfacciarmi con gli alunni e dialogare con loro, soprattutto se la tematica concerne ‘La tecnologia e i suoi effetti’ – aggiunge la dottoressa Carlomè -. A mio avviso è urgente e prioritario parlare con i preadolescenti per sensibilizzarli e renderli consapevoli dei vantaggi, certo, dei mezzi tecnologici, ma anche e soprattutto dei rischi e dei pericoli che la rete può nascondere. Parlarne è il primo passo per conoscere, riflettere e tutelarsi. Ci tengo a ringraziare l’associazione, la dirigente e i professori dell’Isc di Petritoli per la loro collaborazione nella realizzazione del progetto”.

 

LE PAROLE DEI RAGAZZI (Classe IA)

Abbiamo iniziato l’incontro parlando dei rischi legati all’uso dei social network e del bullismo, o meglio del cyberbullismo, che significa “bullismo in rete”. Il discorso che ha fatto la Dottoressa è servito un po’ a tutti noi alunni, perché quando navighiamo dobbiamo fare attenzione alle insidie. Ad esempio non dobbiamo dare amicizia a qualcuno se non lo conosciamo in carne ed ossa, perché non sappiamo chi si possa nascondere dietro quel nome, quindi non dobbiamo fidarci. Bisognerebbe passare meno tempo con gli apparecchi elettronici e passarne di più fuori, all’aperto, con gli amici, altrimenti potremmo finire per isolarci. Le nuove tecnologie sono importanti e ci possono salvare la vita (in caso di pericolo) ma, se usate in modo sbagliato, possono fare l’opposto. Dopo questa osservazione noi ragazzi ci siamo sentiti impauriti perché, di fronte ad un cellulare, non ci viene in mente che dietro allo schermo potrebbe esserci una persona che vuole farci del male, ma poi la Dott.ssa Carlomè ci ha spiegato che se non diamo informazioni private, non accettiamo l’amicizia o non diamo il nostro numero, non ci accadrà niente.Venerdì abbiamo visto un film, “Cyberbulli”, questo ci ha suscitato molte emozioni: la tristezza, il dispiacere, perché ci siamo sentiti vicini alla protagonista vittima di bullismo, ma anche felicità perché lei, alla fine, è riuscita a superare questo momento di difficoltà facendosi aiutare da psicologi e gruppi di sostegno. Alla fine del film ci siamo chiesti: “ A cosa serve prendersela con qualcuno? Cosa si prova a tormentare un ragazzo/a?”, Non serve a nulla; “Se io fossi stata la protagonista”, ha commentato una nostra compagna, “ Mi sarei cancellata dal sito e sarei ritornata a scuola senza paura, perché in fondo non bisogna ascoltare quello che gli altri dicono di brutto, nessuno è perfetto!”. Ci sono alcune persone che assistono a queste ingiustizie ma non si fanno avanti per aiutare, noi crediamo che bisogna porre fine a queste cose, bisogna prendere posizione, farsi alleati in modo da diventare tanti e bloccare il bullo, farlo smettere, non però umiliandolo, come faceva lui, ma parlandoci e cercando di farlo diventare un amico, perché il bullo forse non si rende conto di quanto realmente soffre la vittima, per questo bisogna prendere posizione e fermare questo fenomeno: il mondo ha bisogno di persone amiche e non di bulli! Tutto ciò ci ha fatto capire che con un “clic” si può davvero rovinare la vita di una persona che non ha fatto niente. L’amica della protagonista è risultata essere una falsa amica, gli amici veri ti aiutano a superare gli ostacoli della vita, mentre a quelli falsi non importa davvero di te e capita che, volontariamente, facciano soffrire. Questi incontri ci sono piaciuti perché abbiamo trattato argomenti attuali che ci interessano, ringraziamo l’associazione e la scuola che li hanno resi possibili.


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