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Marcotulli sull’ex Gigli: “Scriverò anch’io all’Agenzia del demanio, evitiamo di pagare più del dovuto”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il capogruppo di Fdi chiede approfondimenti sulla stima da oltre 1,9 milioni per l'acquisto di parte dell'immobile in Piazza Garibaldi: "Giusto valutare dettagliatamente la questione per evitare un esborso eccessivo"
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“Scriverò anche io all’Agenzia del demanio per formulare le mie osservazioni. E’ opportuno valutare bene ogni aspetto per evitare di spendere più del dovuto”. E’ l’impegno del capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli in merito all’ex cineteatro Gigli, di cui si è ultimato il restauro e che ora attende l’ultimo passaggio, con la conclusione dell’acquisto, da parte del Comune, di circa due terzi dell’edificio. Un’operazione che potrà essere perfezionata solo previo accertamento di congruità del prezzo pattuito da parte dell’Agenzia del demanio. Proprio per questo, l’ente ha inviato nei giorni scorsi una dettagliata relazione con cui motiva la conclusione di una somma, per l’operazione, di poco superiore ad 1,9 milioni di euro.

“Credo sia il caso di focalizzare ogni aspetto, non dobbiamo pagare più del reale valore – commenta Marcotulli – La somma definitiva è stata calcolata attraverso una perizia per comparazione con altri immobili venduti nel centro cittadino, da cui si è stimato un valore di 2.168 euro al metro quadro, da moltiplicare per la superficie che il Comune intende acquisire, di 781,50 metri. Non discuto la stima effettuata, ma siamo sicuri che tutta la superficie abbia lo stesso valore? A mio avviso, ad esempio, il soppalco non può essere valutato più di 2.100 euro al metro come il resto della struttura, andrebbe calcolato con un coefficiente minore”.

Nella relazione del Comune, al calcolo effettuato sulla metratura si è aggiunto un ulteriore valore di 270.000 euro, che tiene conto dell’unicità ed irripetibilità di un bene dall’importante valore storico per la città, del fatto che sia l’unico immobile nella nuova piazza, della corte esterna da 500 metri quadri compresa nell’acquisto, delle migliorie costruttive realizzate durante il restauro. “La plusvalenza rspetto al normale valore di mercato non mi sembra supportata da elementi oggettivi – commenta Marcotulli – Ad esempio non trovo che la corte esterna di cui si parla rappresenti un valore aggiunto. Invierò le mie riflessioni all’Agenzia del demanio in modo che abbia tutti gli elementi per valutare se quella di 1.964.294 euro sia in effetti la somma appropriata da pagare. In caso contrario sarà il caso di trattare con la proprietà per valutare una cifra congrua”.


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