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Fermana-Vis Pesaro, derby da sogno:
sul prato del Recchioni
anche i ragazzi di Montepacini

FERMO - Il Soccer Dream composto da ragazzi con disabilità scenderà in campo indossando i colori gialloblù. Le parole dell'allenatore Francesco D'Addio su un progetto di grandissima rilevanza sociale e sportiva
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di Andrea Braconi

Quello tra Fermana e Vis Pesaro è un derby che genera sempre grandi emozioni. Ma domenica 24 marzo lo sarà ancora di più. Perché oltre alla presenza sugli spalti di Francesco Ghirelli, presidente di Lega Pro, in campo, mano nella mano con i calciatori gialloblù, scenderanno i ragazzi del Soccer Dream Montepacini, militanti nel campionato di Quinta Categoria.

“Per i nostri ragazzi sarà un momento unico – spiega l’allenatore Francesco D’Addio -. Da giorni mi chiedono cosa dovranno fare quando metteranno le magliette della Fermana, con quale giocatore cammineranno fianco a fianco. Ma pestare il campo del Recchioni anche per me, tifoso della Fermana, sarà una grandissima emozione”.

Fermana Calcio, ricorda D’Addio, che ha adottato la squadra di giovani disabili, come accaduto in Italia per tante realtà come Juve, Milan, Inter, Sampdoria e altre squadre di serie A, serie B e Lega Pro. Uno stimolo in più per il Soccer Dream Montepacini, che sta già vivendo un anno d’oro: nel torneo Marche-Abruzzo con Lanciano, Pescara e Ascoli, infatti, il team fermano è già matematicamente primo in classifica e qualificato per le finali nazionali, che si svolgeranno in Valtellina.

D’Addio, però, coadiuvato da mister Marco Calcinaro, tiene a ribadire come la competizione venga vissuta in maniera quasi inesistente. “La partita conta poco (anche se ci divertiamo con qualche simpatico sfottò) al punto che ad Ascoli Piceno, dove si giocano le partite del nostro girone, facciamo sempre pranzo con le squadre avversarie a Borgo Solestà. Ci tengo a ringraziare Adriano Pistolesi, che è il fautore di questa meravigliosa ospitalità, un momento bello di condivisione e non solo”.

Famiglie che vivono la stessa situazione, famiglie che sono il motore importante di un progetto di grande rilevanza. “Non abbiamo un mezzo e un autista per andare a prendere i ragazzi, quindi sono i genitori che li portano agli allenamenti. E a questo proposito voglio anche ringraziare il Centro sociale di Rione Murato che ci ha dato gratuitamente tutti i mercoledì il campo, le luci e le docce”.


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