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Fermana-Vis Pesaro, le
voci dalla sala stampa

SERIE C - Mister Flavio Destro, il collega della sponda vissina Leonardo Colucci ed il centrocampista canarino Lamine Fofana analizzano il derby a reti bianche andato in scena quest'oggi al Bruno Recchioni
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Il tecnico della Fermana, Flavio Destro

di Paolo Gaudenzi

 

FERMO – “E’ stata la Vis Pesaro che mi aspettavo. I biancorossi venivano da un periodo non facile quindi sapevamo di trovare una squadra pronta a chiudere ogni varco”.

Approccia così l’analisi del derby finito 0-0 contro i biancorossi mister Flavio Destro, primo protagonista del match ad entrare in sala stampa al termine dei giochi.

Abbiamo rischiato poco, ci siamo fatti vivi in un paio di situazioni su palla ferma nelle quali siamo stati pericolosi – ha proseguito il timoniere canarino -. “E’ vero, avevamo dei problemi in chiave formazione, ma chi è sceso in campo ha fatto la parte che doveva. Le assenze di Iotti e Maurizi? Non parlo mai di chi manca ma è chiaro, fino ad ora sono stati importanti per i nostri equilibri, per come ripeto chi li ha sostituiti oggi è stato del tutto all’altezza della situazione”.

Le nostre sollecitazioni si spostano sull’assetto di centrocampo. “Fofana sì, ha agito da mezz’ala, sulla destra di Giandonato. L’ho visto positivo, ci ha dato molto dal punto di vista dell’interdizione anche se, di ruolo, non ha i tempi e le caratteristiche di inserimento. Marozzi è stato un altro elemento impiegato nello stesso ruolo in corso d’opera, che invece gode di caratteristiche più offensive“.

Il centrocampista canarino, classe 1998, Lamine Fofana

Infine, sull’episodio del gol annullato Destro chiude per come segue. “Negli spogliatoi i ragazzi mi hanno detto che si trattava di una palla buona, ma sinceramente devo rivedere il tutto. Se così fosse siamo proprio sfortunati contro il Pesaro, già all’andata come tutti sanno abbiamo pagato pegno da questo punto di vista con la rete annullata a Comotto“.

Dopo l’esperto allenatore gialloblù è stata la volta del promettente centrocampista Lamine Fofana. Il classe 1998, spesso ad agire da regista in assenza di Giandonato, in considerazione delle tante defezioni (anche in mediana) per come già affermato ha agito da interno destro di centrocampo.

“Per me non cambia nulla, dove vengo chiamato in causa dal mister cerco di applicarmi e dare tutto quello che ho – ammette senza esitazione alcuna lo stesso Fofana -. Un concetto, quello dell’elasticità tattica, che non riguarda solo me, ma come visto da tutti nel corso della stagione anche dai miei compagni di squadra. Il gol annullato a mio avviso era regolare – ha proseguito -, ci rimane comunque un bel punto, potevamo portare a casa la partita ma è finita così, quindi adesso pensiamo solo al futuro. Calcoli in vista dei playoff non ne facciamo, ragioniamo partita dopo partita, i conti li faremo alla fine“.

Molto spesso il terreno di gioco del Bruno Recchioni è stato oggetto (e lo rimane ancora ad oggi) di critiche. Su questo aspetto ci piace però sottolineare la riflessione Leonardo Colucci che, dopo un flash sul derby che è stato, si esprime nel merito dei fondi di gara.

Mister Leonardo Colucci, timoniere della Vis Pesaro

“I 95′ di sfida hanno detto questo, che si è trattato di uno 0-0 senza grosse emozioni. Nei derby, e nelle gare che cominciano a pesare ai fini della classifica, spesso lo spettacolo va in secondo piano ed oggi è stato così”.

Il terreno di gioco non deve mai essere un alibi per nessuno, discorso ovviamente generico – il parere dell’allenatore in sella alla Vis Pesaro -. Ci si adatta al luogo che si trova innanzi. Ho visto errori gravi commessi anche in categorie superiori e prati qualitativamente sopra alla media. Secondo me dipende da come il giocatore va sulla palla, se ci arriva convinto, con lo stop orientato. I bambini al parco pubblico trovano anche fondi con le radici degli alberi a spuntare dal terreno, ebbene, lo trovo un ottimo modo per allenare il controllo di palla e la coordinazione. Tutto questo, con l’esempio ovviamente esasperato in ottica professionisti, per dire che l’aspetto del campo, positivo o negativo che sia, passa sempre in secondo piano“.

 

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