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Ospedale di Campiglione,
Tulli contro Ceriscioli:
“Da lui nulla di nuovo”

POLITICA - Il consigliere comunale della Lega torna anche sulle linee di indirizzo del Piano Socio Sanitario Regionale e sull'accessibilità del cittadino al servizio sanitario
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“Tanto hanno reso più forte la sanità pubblica, come ha affermato Ceriscioli, che il prossimo 13 aprile in Ancona, in piazza del Papa, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, hanno proclamato una giornata di manifestazione contro le politiche della sanità della regione Marche”. È l’attacco di Gianluca Tulli, consigliere comunale della Lega a Fermo, nei confronti del presidente regionale.

“Le parole dette da Ceriscioli, pochi giorni fa, invece di fugare i dubbi aumentano se non confermano, le nostre preoccupazioni. In merito alla costruzione del nuovo ospedale nulla di nuovo. Sull’aspetto tecnico, facendo melina, si è limitato a parlare della parte archeologicamente compromessa dell’area , ma anche sulla certezza delle risorse per completare l’ospedale, nessuna garanzia. Ha ribadito che ci sono 70 milioni di euro già stanziati che, se da una parte garantirà il completamento della struttura, come contenitore per intenderci, dall’altra non sappiamo come e cosa conterrà in termini di specialistiche, di diagnostica ecc… Basandomi su alcuni studi effettuati da esperti, se un posto letto completo per un ospedale di rete dovrebbe costare circa 295.000 euro, avendo la stessa Regione affermato che il nuovo ospedale avrà a disposizione 360 posti letto ecco che mancano all’ appello oltre 36 milioni. Visti gli annunci della costruzione di nuovi ospedali nelle altre province e la delibera di giunta, per la costruzione del nuovo ospedale di secondo livello a Pesaro, reperire le risorse mancanti sarà molto difficile e si rischia, nuovamente, che le parole dell’attuale presidente Ceriscioli e della sua giunta rimangano solo promesse elettorali e Fermo avrà una struttura ospedaliera depotenziata”.

Nella presentazione delle linee di indirizzo del Piano Socio Sanitario Regionale, prosegue Tulli, uno dei punti riguarda l’accessibilità del cittadino al servizio sanitario. “Ne abbiamo sempre sentito parlare, ma l’accezione della accessibilità in termini di visite specialistiche o diagnostiche è ben altra. Lunghe liste di attesa con tempi inaccettabili, tanto che la maggir parte dei cittadini è costretta a rivolgersi a professionisti privati. Visti gli insignificanti passi in tal senso, il rischio che le parole del presidente Ceriscioli rimangano solo promesse elettorali è reale”.


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