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Il Rotary si mobilita per combattere “l’occhio pigro”: screening gratuito a tutti i bambini dell’Infanzia

SALUTE - “L’ambliopia - spiegano dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini - è una condizione che interessa circa il 4% della popolazione mondiale ed è caratterizzata da una riduzione più o meno marcata della capacità visiva di un occhio o, più raramente, di entrambi"
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Contrastare l’ambliopia (detta anche ‘occhio pigro’) con controllo oculistico di tutti i bambini delle scuole dell’Infanzia della provincia: è il progetto di service presentato dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini, realizzato in collaborazione con il Reparto Oculistica dell’Ospedale “Murri” di Fermo e con il supporto del dottor Fabrizio Mennecozi.

“L’apparecchio utilizzato per la diagnosi dell’ambliopia – commentano dal Rotary – è un Autorefrattometro Pediatrico Binoculare che permette all’operatore, in pochi secondi, senza alcun intervento invasivo sul piccolo paziente, di procedere all’esame della vista rilevando le eventuali anomalie”.

Al termine della visita strumentale il medico o l’ortottista fornirà ai genitori le opportune informazioni sui risultati ottenuti, consigliando l’iter terapeutico successivo che prevede comunque sempre il coinvolgimento del pediatra di riferimento che dovrà indirizzare, se necessario, i piccoli pazienti verso gli ambulatori oculistici dello stesso Murri.

“Per effettuare lo screening oculistico – proseguono – chiediamo la possibilità che i bambini, per alcuni giorni al mattino, possano sottoporsi ad un controllo avvalendosi della preziosa collaborazione di una equipe medica di alto livello, che vedrà il dottor Mennecozi come responsabile”.

Una volta ultimato l’esame, ad ogni studente verrà consegnato il proprio risultato con le eventuali indicazioni da seguire.

“L’ambliopia – spiegano – è una condizione che interessa circa il 4% della popolazione mondiale ed è caratterizzata da una riduzione più o meno marcata della capacità visiva di un occhio o, più raramente, di entrambi”.

Un danno visivo, aggiungono, che è sostenuto da un‘alterata trasmissione del segnale nervoso tra l’occhio e il cervello che, non tollerando due immagini diverse esclude quella meno nitida. “Il risultato finale è che il cervello privilegia un occhio a causa della ridotta acuità visiva dell’altro che viene progressivamente disattivato sino alla cecità. Quindi, viene meno la visione binoculare, cioè la capacità di vedere in modo tridimensionale: non si riescono più ad apprezzare la profondità e le distanze degli oggetti”.

“Allo stato delle conoscenze attuali può essere trattata con possibilità di successo più o meno completo sino agli 8-10 anni di età. Più frequentemente monolaterale, l’Ambliopia può essere determinata da patologie oculari che, durante lo sviluppo dell’apparato visivo in età infantile (0 – 6 anni), impediscono allo stimolo luminoso di raggiungere la retina (per esempio la cataratta in età pediatrica, molto spesso congenita). Nella maggioranza dei casi, però, si presenta in occhi perfettamente integri dal punto di vista anatomico. In questi occhi risulta alterata la corretta stimolazione sensoriale dell’apparato visivo, molto spesso a causa di difetti di refrazione non corretti. I segnali e i sintomi dell’occhio pigro sono molto raramente riferiti dal paziente perché è spesso troppo piccolo per denunciare una vista inferiore in un occhio rispetto all’altro. E’ per questo motivo che si raccomanda di effettuare una prima visita oculistica al bambino, anche in assenza di sintomi, entro i 3-4 anni di età. Attualmente vi è la tendenza ad anticipare ulteriormente la prima visita così che venga effettuata entro il primo anno di vita. Anche se l’occhio pigro colpisce solitamente solo un occhio, esiste la possibilità che interessi entrambi gli occhi. Per un genitore – concludono – è molto difficile accorgersi se uno dei due occhi vede di meno: il modo migliore per affrontare l’Ambliopia è prevenirla, cioè intervenire sulle cause che possono provocarla, lavorando quindi su quella che viene definita prevenzione primaria”.


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