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«Sanità fermana in salute,
ai detrattori miopi dico basta
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Livini stoppa le critiche

FERMO - Il direttore Av4 a tutto campo: "Portate a termine le stabilizzazioni da legge Lorenzin e si stanno completando le stabilizzazioni da legge Madia. il trend complessivo sull’anno è positivo, il focus sul tema Operatori Socio-Sanitari che allarmano a dismisura la rappresentanza sindacale evidenzia un equilibrio del turnover senza alcuna penalizzazione organizzativa"
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Il direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini

di redazione CF

Critiche gratuite per un sistema di welfare a cui non si perdona niente“. Va giù duro il direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini. Negli ultimi giorni, infatti, da alcune componenti sindacali sono arrivate aspre critiche. Ed ecco servita la replica del direttore, con numeri e tabelle a corredo.
“Il complesso sistema sanitario pubblico – spiega, in replica, il direttore Livini – è garantito da una organizzazione che, adeguata ai tempi, vive appieno le difficoltà socio-economiche del Paese, ma che ogni giorno ed ogni momento è presente e da risposte alla propria comunità. In una visione di ‘bene comune da preservare e tutelare’, la macchina sanitaria ha bisogno di forza e sostegno da parte di tutti i portatori di interesse che gravitano nella galassia dei camici bianchi. Invece no, spesso diventa oggetto di critica aspra, di strumentalizzazioni, di evidenze negative e di giochi estranei al contesto tecnico assistenziale che minano la integrità del sistema sanitario pubblico e lo rendono vulnerabile mettendolo addirittura in discussione.
La sanità fermana ha praticato nel tempo tutti i passaggi che le norme nazionali e locali hanno definito negli anni ed oggi fortunatamente si trova pronta a sviluppare azioni su direttive definite in ambito ospedaliero ed in ambito territoriale che la rendono forte.

I PRIMARI
Il presidio ospedaliero unico di Area Vasta ha sistematizzato una lunga serie di attività ed implementato servizi importanti affidandoli a professionalità di notevole valore, tanto che negli ultimi tre anni sono stati nominati 17 primari nelle varie discipline garantendo così non solo il completamento del turnover generazionale, ma acquisendo competenze capaci di implementare il valore complessivo della nostra offerta di servizi.
Le strutture di degenza – continua Livini nella sua disamina – hanno a disposizione un organico di personale adeguato preparato dal nostro Polo di formazione universitaria, l’Università Politecnica delle Marche, capace di garantire livelli assistenziali non solo appropriati, ma in molti casi superiori agli standard minimi di legge previsti”.

LA RAZIONALIZZAZIONE 

Questa direzione – rimarca il direttore Av4 – ha da tempo attivato percorsi virtuosi di razionalizzazione sull’utilizzo dei propri operatori, professionali e non, sia in ambito territoriale che in ambito ospedaliero, anche al fine di migliorare le risposte ai bisogni dei cittadini utenti che ricorrono alle strutture non solo di degenza, in una logica di utilizzo consapevolmente appropriato dei fondi assegnati. In questa logica è stato recentemente attivato un servizio di supporto logistico alle attività assistenziali finalizzato a gestire, con personale dipendente, il trasferimento internamente al presidio ospedaliero (P.O.), di materiali sanitari e degenti da e per le strutture di diagnosi e cura (Blocco operatorio, Endoscopie, Radiodiagnostiche, Medicina Trasfusionale…). La gestione trasversale e centralizzata di queste attività ha implementato ulteriormente i percorsi assistenziali restituendo alle strutture di degenza ‘tempo assistenziale’ a favore dei pazienti, evitando che lo stesso potesse essere impiegato, come in passato, in misura rilevante per attività assistenziali riconosciute non core. Questa organizzazione di nuovo conio è riuscita in breve tempo, e parliamo di due settimane di attivazione, a intercettare oltre l’80% dei trasferimenti interni di cose e persone (valore stimato), movimentando circa 70 pazienti al giorno ed attivando un servizio di ritiro da e per i reparti di campioni biologi, sei volte al giorno. Tutto ciò ha permesso di restituire all’assistenza diretta nelle Unità operative circa 20’ paziente/die, che si aggiungono ai valori erogati e già rappresentati.

L’ospedale Murri di Fermo

Non possono e non deve apparire come negativi i doverosi e necessari interventi di razionalizzazione delle organizzazioni interne, sempre realizzate secondo scienza e coscienza e frutto di attenti studi preliminari, sempre orientate ad un utilizzo più attento delle professionalità e/o risorse disponibili nel doveroso tentativo di conservare compatibilità economica e di posizionamento al Sistema Sanitario locale. A volte sono necessari aggiustamenti e rivisitazioni organizzative che ad una visione distratta o strumentale, possono apparire penalizzanti. I sistemi, quelli sanitari nello specifico, debbono essere letti con particolare attenzione e lucidità e soprattutto nel loro insieme, pertanto il trasferimento del tempo lavoro non deve apparire come taglio di assistenza. Ci si riferisce alla paventata modificazione dell’orario degli operatori di supporto, che non assume le proporzioni che qualcuno ha voluto sottolineare, ma che resta possibile se accompagnata, da interventi di sostegno o come nel caso di specie , migliorativi.

L’Inrca di Fermo

LA GERIATRIA DELL’INRCA AL MURRI

Solo un detrattore non apprezza e solo un miope – l’affondo di Licio Livini – non vede, ma purtroppo ci sono detrattori e miopi malinformati. Noi proviamo a fare chiarezza e ad informare i nostri cittadini con dati reali, ma soprattutto a smentire tradimenti o inganni verso la nostra comunità come viene strillato da qualcuno. Anzi rafforziamo ancor più gli impegni assunti verso le istituzioni e verso i cittadini di questo territorio ed esempi di buone pratiche e di efficienza è anche l’accordo con Inrca che ha come obiettivo fondamentale quello di mettere in comune risorse umane, materiali e conoscenze per garantire servizi vicini ai cittadini fermani con una qualità superiore a risorse pressoché invariate. Il trasferimento del reparto di Geriatria per acuti dell’Inrca presso il presidio ospedaliero di Fermo dell’Av4 consentirà, tra l’altro, la trasformazione del Por Inrca di Fermo in struttura dedicata completamente alla post acuzie (ospedaliera ed extraospedaliera), alla riabilitazione ed all’attività ambulatoriale. Il progetto di integrazione nella prima fase prevede il trasferimento della Geriatria per acuti dell’Inrca di Fermo, all’interno del presidio Murri dell’Av4. Contestualmente l’Av4 in una seconda fase attiverà all’interno del reparto lasciato libero dalla Geriatria del Por Inrca di Fermo, 20 posti letto di residenzialità extraospedaliera per pazienti anziani. Il saldo dei posti letto diventerà positivo e il territorio fermano aumenterà di 20 posti letto rispetto all’attuale.

LE CASE SALUTE E LE RSA

Il percorso di riconversione e di potenziamento del territorio si sta completando e dopo avere riclassificato le strutture periferiche in Case della Salute che allocano 40 posti letto di Cure Intermedie (Sant’Elpidio a Mare-Montegiorgio), dopo avere attivato una ulteriore Rsa a Montegranaro (20 posti letto) e dopo aver riposizionato nel post sisma la Rsa di Amandola (20 posti letto) che si aggiunge alla oramai collaudata Rsa di Petritoli (20 posti letto) abbiamo avviato i percorsi per la implementazione di ulteriori posti letto territoriali con oltre 200 ripartiti in Residenze Protette/Rsa/Residenze per Disabili che contiamo possano andare a regime entro il corrente anno.

Il progetto del nuovo ospedale di Campiglione

OSPEDALE DI CAMPIGLIONE

Sul versante ospedaliero, nella rimodulazione del progetto dell’ospedale a Campiglione, si sono aggiunti ulteriori 30 posti letto che sommati ai 312 più 20 di Inrca fanno recuperare a questo territorio un gap storico per cui potremmo contare su 362 posti letto per acuti di AV4.

GLI ACCORDI TRA AREE VASTE E LE COLLABORAZIONI

Sono stati già avviati e siglati anche accordi tra le Aree Vaste di Marche Sud su settori strategici come la Gastroenterologia, la Cardiologia con Laboratorio e servizio di Emodinamica e Radiologia Interventistica presenti anche su Fermo, la Medicina Fisica e Riabilitativa ed altre forme di sussidiarie come Pediatria e Fisica Medica. Collaborazioni importanti già in essere con Ospedali Riuniti di Ancona su Neurochirurgia ed Oncologia, oltre alla Chirurgia Vascolare ed Anatomia Patologica.
Sanità fermana in salute, all’interno di compatibilità economiche dettate dal contingente e con pareggi di bilancio certificati tali da rispettare la programmazione annuale budgettizzata.

IL PERSONALE

Le politiche del personale portate avanti da questa direzione con molta oculatezza seppure con qualche limitazione nei numeri, che tanto fanno strillare i nostri denigratori, parlano chiaro
Il piano assunzioni cessazioni parla di 31 rapporti di lavoro cessati per dirigenti medici e 76 assunti di cui 30 a tempo determinato, 36 assunti di cui 14 a tempo determinato a fronte di 23 cessazioni nei ruoli amministrativi, 62 assunzioni, di cui 19 a tempo determinato, a fronte di 43 cessazioni per i ruoli sanitari e 84 assunzioni, di cui 45 a tempo determinato, a fronte di 79 cessazioni per i ruoli tecnici”.

IL BILANCIO DEL DIRETTORE

Livini che, quindi, numeri alla mano, passa alle conclusioni: “Sono state portate a termine le stabilizzazioni da legge Lorenzin e si stanno completando le stabilizzazioni da legge Madia, sono state privilegiate le assunzioni a tempo indeterminato,  il trend complessivo sull’anno è positivo, il focus sul tema Operatori Socio-Sanitari che allarmano a dismisura la rappresentanza sindacale evidenzia un equilibrio del turnover senza alcuna penalizzazione organizzativa. In definitiva ogni allarmismo a riguardo è non veritiero, non pertinente ed ingiustamente denigratorio verso gli operosi lavoratori della sanità pubblica fermana. 

 

 


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