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La ‘ricetta’ di Servigliano:
un centro professionale
e due corsi sulla ristorazione

SCUOLA - Mattinata con i vertici di Comune, Provincia, Regione, Confindustria e Cna per la presentazione di una nuova offerta formativa gratuita, nata per combattere l'abbandono scolastico grazie al Centro di Formazione Professionale gestito dalla Wega Impresa Sociale
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di Andrea Braconi

Cresce l’offerta formativa nel Fermano. Ma questa volta ad essere protagonisti non sono i maggiori centri, sedi di istituti di lungo corso o di corsi innovativi. Questa volta è l’entroterra ad accendere i riflettori sulla scuola e sul futuro delle nuove generazioni. Nasce infatti a Servigliano, all’interno del recuperato ex Convento Santa Maria del Piano, un nuovo Centro di Formazione Professionale gestito dalla Wega Impresa Sociale, presieduta da Domenico Baratto.

Un’occasione di straordinaria importanza, anche per la presentazione del nuovo corso biennale di “Operatore della Ristorazione – Preparazione Pasti” e dell’inizio del programma di alternanza scuola-lavoro del corso gratuito “Operatore della Ristorazione – Servizi e Sala Bar”, destinati a giovani dai 16 ai 19 anni, entrambi gratuiti, autorizzati e finanziati dalla Regione Marche.

Tre ordini del giorno, quindi, come li ha definiti Baratto: “Siamo qui perché vogliamo far conoscere e rendere protagonisti i ragazzi, per un progetto in cui crediamo veramente”.

Progetto che inizialmente è stato ospitato all’Hotel San Marco e che ha visto il convinto supporto del sindaco Marco Rotoni, con quest’ultimo che ha espresso la propria soddisfazione: “È un esempio di come facendo sinergia si può raggiungere un obiettivo importante per il nostro territorio. E quindi non potevamo che dargli la sede migliore, un luogo storico all’interno del quale i ragazzi potranno formarsi. La ricetta è questa: capire il percorso da fare, trovare i giusti partner, cercare le risorse necessarie, aggregare risorse umani importanti e costruire un futuro”.

“Qui conseguiamo diversi obiettivi – ha rimarcato l’assessore regionale Fabrizio Cesetti -. C’è quello prioritario della formazione intorno ad un settore come l’enogastronomia e l’accoglienza turistica, strategico per lo sviluppo della nostra regione, in particolare per le aree interne ferite dal terremoto. Cito solo due dati che riguardano proprio queste zone: sono cresciuti del 22,29% gli occupati, con un +41% per alloggio e ristorazione che dimostra come sia pertinente questa attività di formazione. E c’è anche quello dell’integrazione, dimostrato dalla bellezza di questi ragazzi”.

Una figura che ha contribuito al lancio del progetto è stata Don Franco Monterubbianesi che, impossibilitato a partecipare, ha voluto comunque inviare un saluto ai ragazzi.

“All’inizio c’erano 15 iscritti ma in un anno e mezzo abbiamo una sede fissa in questa bellissima location, un altro corso biennale e nel corso triennale sfioriamo le 30 unità – ha ricordato Stefano Pompozzi, vice presidente della Provincia -. Ora siamo fiduciosi che tutto questo porti anche, chiudendo il cerchio, un indotto professionale ed occupazionale sul territorio”.

“Fino a metà maggio – ha ricordato Baratto – restano 6 posti liberi” (Saranno 1.500 ore in aula tra teoriche e pratiche e 500 di stage in attività ristorative del Fermano, ndr).

Non potevano mancare i vertici delle associazioni di categoria. “Guardo con ammirazione a questa esperienza – ha detto Fabrizio Luciani, responsabile del Comitato Piccola Industria Centro Adriatico – perché si intrecciano tanti temi sociali di integrazione e di aiuto, oltre che su temi a noi cari come il learning by doing e la formazione”.

Presenti anche Alessandro Panico di Confindustria Centro Adriatico e Alessandro Migliore per la Cna.

“Due associazioni che parlano la stessa lingua non sono scontate – ha sottolineato il direttore della Cna -, così come garantire una rete per un sistema come il nostro. Questo è un territorio che sempre più deve avere quelle opportunità che ci siamo prefissi”.

 


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