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Tassa di soggiorno: ecco come saranno spesi i 50.000 euro, Marcotulli all’attacco

PORTO SANT'ELPIDIO - Gli introiti serviranno per promozione radiotelevisiva e web, bus navetta estivi, infopoint turistici, contributi a manifestazioni e software gestionale della tassa, secondo il consigliere di Fdi "avremo le stesse somme che ci sarebbero state con il contributo volontario"
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di Pierpaolo Pierleoni

Con il bilancio di previsione 2019 prossimo all’approvazione a Porto Sant’Elpidio andrà dettagliato anche il modo in cui verranno spesi gli introiti della tassa di soggiorno, introdotta come noto, non senza polemiche, dall’Amministrazione comunale per i mesi di luglio ed agosto. L’importo preventivato dal Comune è di 50.000 euro, anche se, secondo alcuni operatori delle strutture recettive, si tratterebbe di una stima leggermente superiore alle reali somme che verranno introitate quest’estate.

Le due voci principali riguardano i 15.000 euro da investire nella promozione della città mediante “sistemi telematici e radiotelevisivi”. Ci sono poi 11.000 euro per pagare i collegamenti tramite bus navetta, che faranno la spola da nord a sud della città durante la bella stagione. Ci sono inoltre 5.000 euro per i punti d’informazione turistica e 3.000 per materiale promozionale cartaceo. E ancora, 9.000 euro in manifestazioni per incentivare la destagionalizzazione turistica con positivo impatto sulle strutture recettive. In concreto, è il caso del contributo al triathlon, che si svolgerà ad inizio giugno, evento sportivo che porta migliaia di presenze a Porto Sant’Elpidio, ma che quest’anno non avrà più le agevolazioni da parte delle strutture recettive della città che erano state concordate in passato. Altri 7.000 euro, infine, serviranno per l’acquisto di un software gestionale per i dati relativi alla tassa di soggiorno ed altre spese amministrative.

Una stima degli introiti criticata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli. “Fatti i conti sull’utilizzo dei proventi dell’imposta di soggiorno, non si può che dar ragione agli operatori delle strutture recettive che erano fermamente contrari alla tassa – nota il consigliere di minoranza – Si è deciso di andare allo scontro con tutto il comparto turistico della città per ottenere di fatto le stesse somme che avremmo avuto col contributo volontario. La previsione di 50.000 euro, secondo i calcoli di alcuni operatori, appare superiore alle reali entrate. Aggiungiamo che vanno tolti 7.000 euro che serviranno per il software gestionale. Inoltre, imponendo la tassa, è venuta meno la disponibilità delle strutture a partecipare economicamente ad alcuni eventi, come il triathlon. Andando a sommare tutti questi aspetti, ci troviamo di fatto con una tassa che renderà le stesse somme che avremmo avuto col contributo volontario. Serviva massima collaborazione con le categorie e le attività, l’Amministrazione comunale invece è voluta andare alla spaccatura. Cifre alla mano, lo ha fatto per non ottenere nulla”.


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