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Tajani suona la carica: “Cresciamo”
Marcozzi rieletta
coordinatrice provinciale FI

FERMO - Questa mattina, all'hotel Royal di Casabianca di Fermo, il congresso provinciale. Tajani, in corsa per le europee: "Le Marche hanno bisogno di una politica che aiuti le imprese e che favorisca l'occupazione"
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di Paolo Paoletti

La coordinatrice Jessica Marcozzi rieletta alla guida del provinciale fermano di Forza Italia. E il presidente del Parlamento europeo e vicepresidente degli azzurri, Antonio Tajani benedice la sua rielezione. Questa mattina all’hotel Royal di Casabianca di Fermo si sono riuniti gli stati generali di FI per il congresso provinciale propedeutico alla rielezione dei vertici partitici del Fermano. A presiedere l’appuntamento azzurro il vicecapogruppo Fi alla Camera, Simone Baldelli. Con lui il coordinatore regionale Marcello Fiori, il senatore Andrea Cangini, il vicepresidente del consiglio regionale Piero Celani e la vicecommissaria regionale Claudia Regoli. E poi la visita, anzi molto più di un semplice passaggio, del presidente Tajani che, nel rallegrarsi con la Marcozzi ha caricato i presenti in vista delle europee: “Noi ci siamo, siamo in crescita in tutti i sondaggi. E nelle Marche avremo un risultato straordinario perché siamo gli unici in grado di dare risposte alla gente, alle categorie produttive”. 

Da dx Antonio Tajani, Marcello Fiori e Jessica Marcozzi

Ma andiamo per ordine: la mattinata si è aperta con un minuti di silenzio per le vittime e la tragedia de L’Aquila, a dieci anni esatti da quel tremendo sisma che ha squarciato il cuore dell’Italia mietendo 309 vittime. Poi la parola al presidente Simone Baldelli che, poco prima di aprire i lavori si è concesso ai taccuini. E lì non sono mancate stilettate al M5S: “Siamo uomini e donne che si riconoscono in questa storia politica che va avanti con forza e entusiasmo. Uomini e donne che si incontrano e si confrontano, a differenza di altre strade, come le consultazioni online. Un aspetto che ci preoccupa molto. Il M5S racconta che l’80% dei provvedimenti del Governo è merito loro. E su quest’80% di provvedimenti si pronuncia la piattaforma Rousseau. Il garante per la privacy ha multato per 50mila euro la piattaforma perché il voto non è segreto e non è sicuro. Ci possiamo quindi fidare di questi signori?”.

Il microfono al coordinatore regionale Marcello Fiori: “Oggi a Fermo e domani in Ancona celebriamo dei congressi. Radicamento, per noi, vuol dire far scegliere ai nostri simpatizzanti ed elettori i propri rappresentanti. Questo significa costruire un partito popolare, radicato sui territori e che fa della sua organizzazione un punto importante di ascolto ma anche di rappresentanza dei diritti e dei problemi dei territori anche attraverso gli amministratori locali. Sono presenti molti di loro, anche non iscritti a FI ma che vedono nel nostro partito un’organizzazione politica che può rappresentare le istanze degli enti locali”. Amministratori locali, appunto. In sala anche il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, l’assessore Chiara Scirè, nominata vicecoordinatrice provinciale, il sindaco di Magliano di Tenna, Federica Paoloni e esponenti politici dell’entroterra fermano.

Antonio Tajani e Andrea Cangini

“Stiamo vivendo la rinascita del Partito – il punto del senatore Andrea Cangini – un nuovo inizio per Fi e per il Paese, purtroppo afflitto da un’assoluta incapacità di programmazione per lo sviluppo dei territori. Un esempio? Nel trattare le barriere antirumore lungo la rete ferroviaria, ho lanciato la proposta di riaprire un dialogo con le Ferrovie dello Stato per l’arretramento del tracciato ferroviario. Una proposta che nessuno ha raccolto, caduta nel vuoto. Ecco perché dinanzi a simili scenari siamo noi ad avere sulle nostre spalle il futuro dell’Italia e dei territori”.

Si passa al voto: la Marcozzi eletta, o meglio, rieletta coordinatrice provinciale.

E a farle i complimenti è arrivato, si diceva, Antonio Tajani. Che carica i forzisti e si lancia nell’avventura elettorale con la ricandidatura al Parlamento europeo: “L’Italia è piombata in recessione, aumenta il debito pubblico, la disoccupazione giovanile è altissima e il governo, invece di affrontare i problemi, continua a litigare. La ricetta? La cura? Semplice: diminuire la pressione fiscale alle imprese e alle famiglie, pagare tutti i debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese e – l’esordio del vicepresidente FI – dei professionisti, e avviare una grande operazione per la realizzazione delle infrastrutture a cominciare dalla Tav. C’è, comunque, un grande fermento democratico e lo spazio creatosi tra la Lega e il Pd, sempre più a sinistra, è nostro. La situazione è preoccupante, basti pensare a una disoccupazione giovanile che supera il 22%. Le Marche sono una regione a forte vocazione imprenditoriale, l’industria manifatturiera è di altissimo livello eppure l’accesso al credito è difficilissimo. Il Paese ha bisogno di una politica che aiuti le imprese e, di riflesso, che favorisca la creazione di occupazione. Abbiamo bisogno di infrastrutture, anche digitali, per essere davvero competitivi. E di certo non possiamo abbandonare le zone interne, abbiamo il dovere di proteggere i territori. Ecco perché serve anche una politica economica. Reddito di cittadinanza? Non aiuta nessuno. Quota 100? Operazione per racimolare qualche voto.

Simone Baldelli

Qui bisogna abbassare la pressione fiscale e aiutare le imprese perché senza lavoro non c’è dignità. Bisogna iniziare a pagare i debiti che il pubblico ha nei confronti delle imprese, che fra l’altro ammontano a 50 miliardi. In questi casi, sì, si può sforare il 3%. Non si alzi l’iva ma si incrementino i consumi. E lo si fa solo con il lavoro. Si stanno vendendo i porti ai cinesi. Noi difenderemo quello di Ancona. Il manifatturiero, a partire proprio dal Fermano, conosce bene la concorrenza sleale che arriva proprio dalla Cina. Non sottovalutiamo il pericolo che arriva proprio dalla Cina”. Dalle stilettate all’appello al voto: “In questo scenario globale, l’Italia, da sola può poco. Ecco perchè serve un’Europa che conta politicamente, e in quest’Europa l’Italia può contare davvero, basta volerlo. L’unico utile è quello a FI, siamo gli unici che possono avere, nell’alveo del Ppe, uno spazio politico europeo. Siamo gli unici a poter continuare ad avere una posizione di vertice in Ue, per questo motivo mi ricandido alla presidenza del Parlamento europeo. Certo, serve un’Europa diversa. Ma se abbiamo vissuto un eccesso di burocrazia e tecnocrazia è solo perché la politica è venuta meno. Abbiamo assistito a insulti rivolti all’Europa subito seguiti da genuflessioni. Noi non siamo né per gli uni né per le altre. Noi siamo e vogliamo continuare ad essere corretti, leali, forti e determinati. Contare per cambiare. E abbiamo dimostrato di avere la capacità di saper fare e contare davvero”. Dal disegno economico al faro per Tajani e gli azzurri: “I valori, sì, i valori. Se ne parla sempre troppo poco. Noi ne abbiamo, e fanno di noi un partito dall’identità ben definita. Da cosa partirei? Dal diritto che ognuno di noi ha, dalla culla fino alla vecchiaia di potersi realizzare nella propria vita. 

Antonio Tajani e Jessica Marcozzi

Non è mancato, poi, un passaggio su una delle infrastrutture più importanti delle Marche: il porto di Ancona: “Le Marche, per essere più competitive hanno bisogno di un sistema infrastrutturale sempre più efficiente. Il porto dorico può essere davvero un trampolino per spalancare le porte a nuove presenze turistiche ma anche a un incremento dell’esportazione dei prodotti dell’industria marchigiana verso tutta l’area del mar Adriatico e verso il sud, verso l’area mediorientale. Ci sono straordinarie opportunità, l’Europa ha finanziato dei progetti per rendere ancor più efficiente il porto di Ancona. Seguiamo questo percorso e continuiamo a valorizzare quest’infrastruttura che mi auguro non finisca mai in mano ai cinesi ma continui ad essere saldamente in mani italiane“.

“Abbiamo anche un preciso modello di città, non certo come quelle devastate dalle amministrazioni targate M5S o del Pd. Siamo un partito in crescita – ribadisce Tajani – e continueremo a crescere. Nelle Marche – la chiosa di Tajani – alle prossime elezioni europee dobbiamo avere un risultato straordinario. Le realtà produttive di questo territorio sappiano che noi ci siamo e vogliamo essere per loro un preciso punto di riferimento. Noi ci siamo, ci siamo per servire i territori, le Marche, un’Italia e un’Europa diverse, più forti”. 

“Oggi ripartiamo per rilanciare Fi sul territorio – le conclusioni di Jessica Marcozzi – alle europee, con il collegio dell’Italia centrale, abbiamo una fortuna enorme nell’avere come capolista Antonio Tajani. Le recenti elezioni regionali hanno fatto emergere un sentimento ben chiaro: gli italiani non vogliono piegarsi alle destre sovraniste ma si affidano a un modello liberale rappresentato da Forza Italia. Sentire due ministri che definiscono iettatori coloro che rappresentano dati economici allarmanti, è davvero umiliante per tutti gli italiani. Viviamo un momento drammatico con un’emergenza occupazionale senza precedenti. La disoccupazione, nelle Marche, è elevatissima. E la nostra regione, da ‘modello Marche’ è passata ad essere un ‘caso Marche’, abbiamo numeri da regione del sud Italia. Ma la nostra proposta è vincente. Imprescindibile porre le nostre imprese in condizione di creare occupazione partendo dalla riduzione delle tasse. Ora tutti al lavoro perché l’obiettivo si può centrare“.


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