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Monte Urano sotto l’occhio
delle telecamere
“Lettura targhe importante
per le indagini”

SICUREZZA - Il sindaco Moira Canigola ha voluto presentare i dettagli del lungo iter partito nel 2016 e che, dopo tre anni, ha portato a questo importante risultato
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di Marco Pagliariccio

Dieci varchi di accesso alla città sotto il controllo degli occhi elettronici, 150 mila euro messi sul piatto per una rete all’avanguardia che però sarà solo un punto di partenza. Il sistema di videosorveglianza è partito nei giorni scorsi a Monte Urano, ma questa mattina il sindaco Moira Canigola ha voluto presentare i dettagli del lungo iter partito nel 2016 e che, dopo tre anni, ha portato a questo importante risultato.

Una rete di dieci telecamere a rilevazione ottica delle targhe con al fianco una telecamera di contesto che rilevano tutte le entrate e le uscite dal territorio comunale. Il server del sistema è collegato a quello della motorizzazione civile, per cui rileva in tempo reale i veicoli non provvisti di assicurazione o revisione. Questo però non vuol dire che tutte saranno multate: sarà comunque necessario che le forze dell’ordine fermino materialmente l’auto. Per farlo, comunque, basterà posizione un posto di blocco a qualche centinaio di metri da uno dei varchi controllati e da remoto verrà segnalata alla pattuglia in loco il mezzo non in regola. L’importanza del controllo sul posto è data dal fatto che non sempre il database della Motorizzazione civile è aggiornato al 100%. Un sistema fondamentale anche e soprattutto per rilevare auto rubate o sospette.

«Si tratta di un sistema che coprirà tutti i punti di accesso al territorio comunale e che ci permetterà così di controllare mezzi sospetti in transito – ha spiegato il primo cittadino – Dopo un periodo, intorno al 2015, con tanti furti e situazioni critiche segnalate in città, abbiamo deciso di intervenire in questa maniera sia per migliorare le condizioni della nostra città che per inserirci in una rete provinciale insieme ai Comuni vicini. Questo tassello dà un’altra porzione di territorio coperta alle forze dell’ordine. Il primo aspetto è quello di deterrenza verso i malintenzionati, ma ovviamente le immagini, che resteranno in archivio per una settimana, sono utili anche come strumento di indagine».

Monte Urano non è riuscita ad intercettare finanziamenti statali perché, per fortuna, il tasso di criminalità è troppo basso per avere accesso a fondi per interventi sulla sicurezza. Ma prevenire è meglio che curare.

«E’ un progetto che abbiamo intrapreso in corso di mandato ma ci abbiamo creduto fino in fondo – ha affermato il vicesindaco Massimo Brasili, che ha seguito da vicino l’iter – ci siamo andati con i piedi di piombo, abbiamo voluto fare tutto per bene, confrontandoci prima col comando provinciale dei carabinieri. È stato proprio il comandante Peluso a dirci che l’unico modello davvero efficace è quello di lettura targhe. L’ingegner Tarozzi ha stilato il progetto nei dettagli secondo le nostre esigenze e le nostre possibilità economiche. Tecnogroup ha fornito telecamere e software, Baghetti ha portato l’alimentazione, Carletti-Andrenacci ha realizzato la rete di trasmissione dati wireless».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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