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“Consiglieri senza idee, gazzarra inutile”
Stoccata di Loira sul caso dei revisori

POLITICA - Il sindaco interviene dopo le polemiche scatenate in occasione dell'ultimo Consiglio comunale dall'opposizione e da Bisonni
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Nicola Loira

“I consiglieri di opposizione e il consigliere Bisonni si agitano sulla delibera di adeguamento del compenso del Collegio dei revisori dei conti cercando maldestramente di creare un polverone su una questione obiettiva e trasparente che, posata la polvere delle polemiche, dimostra solo la già ampiamente conosciuta povertà di idee e l’inconcludenza dell’opposizione sangiorgese”. È dura la presa di posizione del sindaco Nicola Loira dopo quanto accaduto in Consiglio comunale di giovedì (LEGGI QUI).

“Sin dal 2012, anno della prima nomina prefettizia, i revisori hanno fatto presente l’inadeguatezza del compenso fissato nel 2005 in 5.000 euro, alla luce dei crescenti adempimenti richiesti e conseguenti responsabilità. Le reiterate richieste di revisione del compenso non sono state accolte in quanto le norme vigenti non lo consentivano (D.L. 78/2010).

Con decreto del Ministro dell’Interno del 21.12.2018 sono stati fissati nuovi limiti massimi dei compensi secondo la classe demografica e tenendo conto che le funzioni del revisore contabile nell’ultimo decennio sono esponenzialmente aumentate alla luce dei diversi adempimenti richiesti dalle normative di finanza pubblica e anche per rispettare il principio sull’equo compenso. Il Decreto del 2018 fissa in 12.890 euro il tetto massimo del compenso spettante a ciascun revisore per i comuni con popolazione tra 10.000 e 19.999 abitanti.

Nel mese di gennaio, nel verbale della verifica trimestrale del bilancio, il Collegio dei revisori faceva riferimento al nuovo decreto ministeriale e sollecitava la revisione del compenso in quanto non più ritenuto equo alla luce dei nuovi parametri ministeriali.

Questa Amministrazione dopo una lunga e approfondita discussione, considerati i crescenti compiti e responsabilità attribuite all’organo di revisione, ha ritenuto di procedere all’aumento nei limiti di quanto ritenuto necessario per assicurare, nei confronti dei revisori in carica, il rispetto del principio dell’equo compenso, quindi entro un parametro di congruità ed adeguatezza in rapporto alla prestazione professionale richiesta, anche per non esporre il Comune ad eventuali contenziosi per il mancato rispetto dell’equo compenso.

Il compenso così rideterminato, a cui non vengono nemmeno applicate ulteriori maggiorazioni, seppur previste dal decreto ministeriale, rimane non solo al di sotto del limite massimo della classe demografica da 10.000 a 19.999 abitanti, ma addirittura al di sotto del limite massimo della classe demografica inferiore, quella da 5.000 e 9.999 abitanti.

Questo significa che l’Amministrazione, prendendo come scala di misurazione i limiti massimi fissati dai due Decreti ministeriali, non ha incrementato il compenso dei revisori, ma nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e in una logica di oculata gestione delle risorse, ha soltanto adeguato il compenso di 5.000 euro precedentemente determinato, sulla base delle percentuali del tasso di inflazione utilizzate nel decreto MI 21/12/2018 per determinare i nuovi limiti massimi per classe demografica.

Se i consiglieri che si strappano i capelli per questa delibera fossero minimamente avveduti – conclude Loira – vedrebbero il compenso riconosciuto ai revisori dal Comune di Porto San Giorgio uguale o inferiore a quello di altri Comuni spesso citati a sproposito come termine di paragone”.

Il consiglio approva i nuovi compensi per i revisori dei conti Bagarre in aula


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