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Il Modello Montani stupisce gli imprenditori
E Santori invita gli studenti
a collaborare con la sua azienda
(VIDEO E FOTO)

FERMO - “Il nostro futuro di imprenditori è nelle vostre mani” ha rimarcato Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio regionale, nel premiare i 4 studenti che hanno trionfato in Cina al Beijing Youth Science Creation Competition
sabato 13 Aprile 2019 - Ore 12:49
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di Andrea Braconi

Prima la fugace passerella in occasione del taglio del nastro dei nuovi laboratori del Montani all’interno del Polo Scolastico. Poi la cerimonia nella Sala Olivetti del Miti alla presenza del sindaco Calcinaro, del rettore della Politecnica Longhi e dell’ispettore del Miur Marucci. Oggi, a chiudere il cerchio, un’importante cerimonia alla presenza dei vertici della Camera di Commercio regionale.

Sono state settimane molto intense quelle vissute da Massimiliano Ceci e Alessandro Verrocchio (frequentanti il 5° chimica A), Francesco Vittori (5° Informatica) e Leonardo Iantomasi (5° Meccatronica A), reduci dal trionfo al Beijing Youth Science Creation Competition, manifestazione che si tiene in Cina e che è giunta alla sua 39 edizione.

A dare il benvenuto Andrea Santori, membro di Giunta della Camera di Commercio. “Questa è una festa che abbiamo voluto organizzare in sede perché abbiamo ritenuto molto importante l’obiettivo da voi raggiunto” ha detto rivolgendosi agli studenti.

Una scuola, il Montani, che sta rilanciando settori importanti come informatica, meccatronica e chimica. “Come imprenditore ho un’idea che vorrei condividere con voi, potrebbe interessare alla mia azienda per lo sviluppo di prodotti” ha annunciato tra lo stupore degli stessi giovani.

“Essere qui – ha affermato il segretario generale Fabrizio Schiavoni – è un’opportunità che mi consente ancora una volta di cogliere i segnali di un territorio che magari economicamente soffre una crisi, come in tante altre zone, ma che ha comunque nella vicinanza tra la componente imprenditoriale e quella scolastica uno dei segnali di risveglio e fermento che hanno trovato nell’assegnazione di questo riconoscimento una merita cornice internazionale, in un Paese che oggi guarda all’Italia con particolare interesse”.

Il sapere dei ragazzi, ha precisato, non è soltanto tecnico ma è anche un sapere che diventa concretezza ed è spendibile nell’attività imprenditoriale. “Santori ha già lanciato un ponte interessante da questo punto di vista. Vi siete impegnati nel campo del riciclo dei materiali plastici e questo risponde anche ad una grande esigenza sociale, cioè trasformare i rifiuti plastici in nuova componentistica, ma avete affrontato anche l’innovazione delle suole di scarpe in particolari condizioni climatiche, proprio in un distretto che fa delle calzature il suo elemento principale”.

A vincere in Cina, per la dirigente Margherita Bonanni, è stato soprattutto lo stile ed il modello tipico del Montani, con il quale è nato nel 1854. “In quel momento è stato un atto d’amore dei conti Montani e poi ha preso enorme piede con il primo direttore, il francese Langlois, quindi con un respiro europeo. Con questa spinta enorme il Montani è andato avanti e ha offerto sempre al territorio un importante servizio. A Pechino abbiamo avuto la conferma del nostro saper fare e del nostro approccio: noi racccogliamo le esigenze del territorio, per sperimentare, trovare soluzioni e restituirle al territorio”.

La Bonanni ha anche spiegato con il primo premio ottenuto da Ceci, Verrocchi e Vittori sia frutto dello studio sul recupero dell’economia circolare, per rendere riutilizzabili i rifiuti in plastiche che nel giro di un anno riescono ad essere biodegradate. “Uno dei temi di maggior attualità è stato affrontato da questa scuola, sono stati fatti esperimenti grazie anche al fatto che accogliamo ragazzi che fanno tesi di laurea all’università. Le strumentazioni utilizzate sono state importanti, ma tanto hanno fatto le notevoli capacità dei nostri docenti, come Teresa Cecchi, Daniele Trasatti, Elvezio Serena e Daniela Giuliani, la coordinatrice del progetto. Siamo una grande comunità e lì eravamo l’unica scuola a rappresentare l’Italia”.

E a decine di migliaia di chilometri da casa, la scienza ha unito i vari Paesi, con i ragazzi del Montani che si sono confrontati con altri coetanei provenienti da tutte le parti del mondo. “Lo spirito non era quello di competere – ha aggiunto la preside – quanto quello della curiosità di confrontarsi. È stato un trionfo di scienza, tecnica e innovazione”.

La proposta di Santori agli studenti ha colpito in maniera particolare Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche. “Andrea ha colto al volo un’opportunità di crescita di questi ragazzi che ci rendono orgogliosi. Sono loro il futuro”.

Sabatini ha anche confessato come fosse sicuro della loro vittoria. “Più ascoltavo le vostre spiegazioni, più ero sicuro che quella fosse un’idea vincente. Per questo ci tenevamo alla presenza camerale con l’Istituto Tecnico Montani. Qui sono venuti studenti da tutte le parti d’Italia e oggi doveva avere quella possibilità di rivalutazione. Voi giovani siete stati l’anello, quella parte di Dna che ha unito questa nuova rinascita del Montani. Molte volte bisogna lanciare il cuore oltre l’ostacolo e sognare quello che può essere difficoltoso. Ma sognare vuol dire aiutare i giovani. Sono dei ragazzi eccezionali, ma non solo loro: rappresentano, infatti, un istituto tecnico dove tutti i ragazzi mettono l’anima nello studio. E oggi la valorizzazione di questi giovani può dare la possibilità al mondo industriale di trovare nuova linfa”.

Un ringraziamento Sabatini ha voluto farlo a Fabrizio Luciani di Confindustria Centro Adriatico per i progetti sviluppati. “Confindustria è una delle associazioni che più ha creduto nel rapporto tra scuola e mondo del lavoro” ha rimarcato.

Stimolati da Santori, i quattro studenti hanno preso la parola per raccontare le loro sensazioni. “È un qualcosa che non dimenticheremo mai – ha detto Francesco – ed è stata un’opportunità per immergerci nella cultura cinese. Il fulcro dell’esperienza sono state le relazioni intraprese con gli altri studenti, in un clima di confronto aperto, onesto e senza nessuna pretesa. C’era solo la curiosità di conoscere i progetti altrui, con altri giovani provenienti da Israele, Australia, America e tante altre zone”.

“Anche per me è stata un’esperienza indimenticabile – ha aggiunto Leonardo – e siamo stati accolti in maniera fantastica in questo campus. Ho apprezzato molto i giudici che hanno voluto approfondire l’aspetto economico e il principio di funzionamento del mio progetto, classificatosi secondo. Mi hanno anche augurato buona fortuna nel portare avanti il mio brevetto”.

“La cosa che fa più paura è il giudizio – ha ricordato Massimiliano – quindi domenica 24 marzo abbiamo avuto queste 4 ore di domande e risposte, tutte in inglese, tra noi e i giudici. Solo un giudice è stato un po’ critico ma 4 su 5 è stato un buon punteggio. L’onore più grande è stato quello di vedere un interesse così vivo”.

A tornare sullo scambio tra tanti ragazzi di nazionalità e culture diverse è stato Alessandro. “Una cosa ci accomunava tutti: l’obiettivo di portare i nostri progetti per cambiare anche una minima parte del mondo. È stato interessante capire come funzionano le diverse culture, a partire dalla Cina. Abbiamo capito che all’estero si dà molta più fiducia sulle idee innovative che propongono. Qui da noi una mano in primis dovrebbe partire dall’interno, è lo Stato che dovrebbe favorire il futuro dei giovani”.

“Avete avuto modo di capire se gli altri erano al vostro stesso livello o se a noi manca qualcosa?” ha domandato Santori, che ricopre anche il ruolo di presidente della Fondazione Its. “Ci siamo resi conto che gli altri progetti erano mille passi avanti rispetto al nostro – ha risposto Alessandro -. Sulla robotica, ad esempio, alcune cose da noi si vedono a livelli universitari. C’erano ragazzi che da soli avevano portato avanti progetti veramente importanti. Qui stiamo facendo passi avanti, ma rispetto ad altre parti del mondo siamo ancora molto indietro”.

All’incontro, oltre a rappresentanti di Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno preso parte Scilla Paci, presidente del Consiglio d’Istituto del Montani, e Carlo Labbrozzi, presidente dell’associazione degli ex allievi.

“Il nostro futuro di imprenditori è nelle vostre mani” ha concluso un emozionato presidente Sabatini.


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