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Ambulanze, barelle, rianimazioni:
gli “angeli azzurri” raccontati
dagli studenti

SCUOLA - Il resoconto della classe 2B della Nardi che si sono recati alla sede della Croce Azzurra, accompagnati dalla nostra coordinatrice e insegnante di Lettere Anna Maria Ciciretti
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a cura della classe II B dell’ISC Nardi di Porto San Giorgio *

Il giorno 15 Marzo 2019, noi alunni della classe 2B, accompagnati dalla nostra coordinatrice e insegnante di Lettere Anna Maria Ciciretti, ci siamo recati alla sede della Croce Azzurra di Porto San Giorgio.

Siamo stati accolti dai volontari Fabiana Cinti e Nicola Fusetti i quali si sono dimostrati sin da subito molto disponibili e gentili nel farci una panoramica generale dell’Associazione.

La spiegazione è stata accompagnata da diapositive illustrative che scorrevano su un televisore, le quali hanno di certo contribuito a facilitare la comprensione a noi studenti.

Grazie a questa semplice e breve presentazione, abbiamo saputo che la Croce Azzurra è nata il 14 Dicembre 1995 grazie all’impegno di 21 soci.

Il 28 Aprile 1997 essi sono diventati cittadini attivi iscrivendosi all’Anpas (Associazione nazionale pubblica assistenza). Questi enti hanno nomi in codice per essere identificati dal 118 di Ascoli, ad esempio la Croce Azzurra di Porto San Giorgio prende il nome di Hotel.

Le presone che desiderano diventare membri dell’associazione e svolgere l’ azione di volontario sono coloro che dedicano il proprio tempo per i cittadini che ne hanno bisogno, senza scopo di lucro, per diventare cittadino attivo. Le figure più importanti sono:

  • L’autista soccorritore
  • L’infermiere
  • Il medico
  • Il soccorritore

I volontari hanno degli obblighi da rispettare tra cui: aver compiuto 16 anni di età, controllare i mezzi di trasporto, essere puntuali nello svolgere la propria mansione, rispettare gli spazi della sede, non allontanarsi da essa mentre si è in turno. Ogni soccorritore deve indossare una divisa appropriata: impermeabile e ignifuga, con strisce catarifrangenti e scarponi con punte di ferro e suole anti-shock.

Il presidente viene eletto ogni 3 anni dai soci che annualmente devono pagare 10 euro come quota di iscrizione. L’attuale presidente è Belleggia Gilberto.

Le urgenze e i mezzi di soccorso vengono gestiti dal 118. Il cittadino può comporre il numero da qualsiasi telefono e la chiamata è gratuita. Nella Centrale Operativa di Ascoli del 118 alle richieste di pronto intervento vengono assegnati dei codici:

  • VERDE: non grave, 30 minuti di autonomia per soccorrere
  • GIALLO: urgente, paziente cosciente
  • ROSSO: emergenza, paziente non cosciente, incidenti

Le chiamate possono essere effettuate 24h su 24, 365 giorni l’anno e, quelle di emergenza che arrivano alla sede di Ascoli, vengono da questa smistate alla pubblica assistenza competente per territorio e identificate da un numero dispatch che rappresenta quindi, alla fine dell’anno, il numero delle chiamate di emergenza ricevute dalla provincia di Ascoli e da quella di Fermo.

Dopo questa prima parte di informazioni generali, siamo stati divisi in gruppi per passare ad una fase più pratica e coinvolgente: a turno ogni gruppo è entrato nell’autoambulanza, ha osservato il funzionamento delle barelle, ha praticato le manovre per la rianimazione con il manichino Anna e ha visitato i locali della sede.

L’ambulanza ci è stata mostrata da Marcantoni Nazzareno il quale ha spiegato tutto in modo molto chiaro ed è stato molto gentile

La Croce Azzurra ha a disposizione parecchie macchine:

– 3 ambulanze di emergenza

– 4 ambulanze di tipo B

– 4 taxi sanitari

– 3 pullman per disabili.

La Croce Azzurra, infatti, oltre che di emergenze e soccorsi, svolge anche l’attività di trasporto sanitario sociale.

Nell’ambulanza ci sono molti macchinari, i più importanti sono: il defibrillatore (DAE), le bombole d’ossigeno e il monitor che controlla i battiti cardiaci e la pressione sanguigna; poi ci sono anche un aspiratore e un riscaldatore di bevande che riscalda gli zuccheri come il glucosio. Vi sono vari cassettini, ognuno contrassegnato da una lettera che contengono: guanti, mascherine e siringhe con la morfina. Per i soccorsi sono fondamentali le barelle che sono di vario tipo: la barella cucchiaio per trasportare i pazienti sulla barella spinale dove vengono immobilizzati gli adulti, invece per i bambini si usa la barella pediatrica. Per adulti e bambini ci sono collari per chi si rompe il collo. In ogni ambulanza ci sono dei radiotrasmettitori per comunicare costantemente la situazione alla sede e ogni macchina ha un proprio nome in codice; quella che abbiamo visitato per esempio si chiama 3360. Per i soccorsi più gravi , per agire in modo più veloce viene avvertito Icaro: l’eliambulanza; ce ne sono due:

– Icaro 1 che è giallo e parte dall’ospedale di Ancona e si occupa dei soccorsi a sud delle Marche;

– Icaro 2 che è bianco e parte dall’ospedale di Fabriano e si occupa dei soccorsi a nord delle Marche.

Fusetti Nicola, infermiere e nello stesso tempo volontario nella Croce Azzurra, ci ha mostrato l’utilizzo corretto delle barelle durante il soccorso di una persona infortunata mediante una simulazione con un nostro compagno che si è sdraiato per terra. Per sollevare il paziente e porlo sulla barella spinale, bisogna usare prima quella a cucchiaio che si apre in due parti e permette ai soccorritori di infilarle ai lati del corpo sollevandolo leggermente. Poi viene chiusa e ricomposta per poter adagiare il paziente sulla barella spinale. Vanno messi anche un collarino per prevenire ogni forma di torcicollo, due ferma-capo , dotati di appositi buchi, in prossimità delle orecchie , da dove si possono osservare delle eventuali fuoriuscite di liquidi e infine delle fasce legate alla barella per immobilizzare il paziente. Caricato sull’ambulanza e trasportato in ospedale, l’infortunato potrà essere sottoposta ai raggi x con tutta la barella. Il tutto avviene in soli 5/6 minuti.

Un’altra attività molto interessante che abbiamo svolto è stata quella della rianimazione del manichino Anna; esso prende questo nome perché il suo viso è stato preso dalla maschera funebre di una ragazza trovata morta e col volto sfigurato nel Senna. Fabiana Cinti, volontaria della Croce Azzurra, ci ha spiegato tutto il procedimento della rianimazione in caso di emergenza. Prima di tutto bisogna controllare i battiti del paziente e avvicinare il nostro orecchio alla sua bocca per controllare la respirazione. Dopo di che, sullo sterno dobbiamo eseguire 30 compressioni , poggiando la mano sinistra sopra quella destra. Infine, con la pompa, si devono compiere due insufflazioni per far riprendere la respirazione.

Dopo le esercitazioni e la visita dei locali, prima di salutarci, ci è stata offerta una merenda molto gradita da noi ragazzi, anche perché abbiamo potuto continuare a parlare con i volontari che ci hanno regalato ancora un po’ del loro tempo prezioso.

La visita alla Croce Azzurra ci è piaciuta molto: è stata un’esperienza bella, utile e soprattutto educativa. Ci ha aiutato a capire come funziona la macchina del soccorso e ad apprezzare il lavoro dei volontari che aiutano chi ne ha bisogno con generosità e senso civico.

Abbiamo imparato, in modo semplice e anche divertente, delle tecniche che possono sempre servire in caso di emergenza.

Ci siamo resi conto, infine, che, dietro a quella semplice chiamata del 118, c’è tutta un’organizzazione perfetta che velocemente si mette in moto per gestire con professionalità e competenza ogni tipo di emergenza e di soccorso. Forse anche noi, compiuti i 16 anni diventeremo dei volontari e potremo sentirci così, orgogliosamente, dei Cittadini Attivi.

 

* (Borgnis Leo, Bucci Chiara, Buratti Nicoletta, Ciarrocchi Giacomo, Cruciani Alice, Cudini Isotta, Del Moro Sara, Di Pumpo Gloria, Di Stefano Serena, Fioravanti Miriam, Giacomozzi Edoardo, Kabli Douaa, Luzi Francesco, Micucci Alen, Moretti Tommaso, Pernice Sofia, Petrozzi Alice, Rogante Tommaso, Sgariglia Matilde, Soulimani Wassim, Staffinati Caterina, Supino Rebecca, Troiano Alessandro, Vellucci Alessia, Vesprini Valeria)


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