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Scritte, bottiglie e ‘altro’,
chalet nel mirino dei balordi
La rabbia di Falzolgher

PORTO SAN GIORGIO - Il titolare dello chalet Cip&Ciop: "Quello che più mi preoccupa sono i vetri rotti. Sì perché in spiaggia ci passano anche i bambini, e magari a piedi nudi"
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“E’ ora di dire basta. Non è possibile accettare questo scempio” che, tra parentesi, spesso e volentieri equivale a dover sborsare del denaro per sistemare danni e atti vandalici. E’ lo sfogo di Omar Falzolgher, titolare, insieme al fratello, dello chalet Cip&Ciop sul lungomare Gramsci centro. Il problema? Il suo chalet da troppo tempo è preso di mira da giovani balordi che glielo hanno imbrattato con dello spray, hanno distrutto dei vasi. E sul retro bottiglie di vetro in frantumi, lattine e anche ‘altro’.

“Sì, lo usano anche come bagno pubblico. Ogni mattina ci trovo di tutto. Io e mio fratello di sera lavoriamo quindi, quando non possiamo noi, spesso chiediamo ai nostri familiari, o anche a qualche amico, di passare dalle parti dello chalet per dare un’occhiata. Ma purtroppo è tutto inutile. Probabilmente questi ragazzi appena vedono qualcuno scappano via. Non vi sto nemmeno a raccontare cosa raccolgo la mattina. E quello che più mi preoccupa sono i vetri rotti. Sì perché in spiaggia ci passano anche i bambini, e magari a piedi nudi. E questo schifo va avanti da tutto l’inverno. Si nascondono dietro allo chalet e lì succede di tutto, fumano, bevono, spaccano e vanno via.

E, si diceva, sono anche spese: “E’ il quinto anno che dobbiamo mettere in bilancio spese non previste, tra virgolette. Di cosa parlo? Serranda, vetro, porta, tutti forzati. Scritte sulle pareti. E la mattina quando arriviamo a pulire, è difficile accettare un simile scempio che sa anche di affronto, di totale inciviltà. Se un giorno, o meglio una notte, dovessimo cogliere sul fatto chi si macchia di simili gesti, cosa dovremmo fare? Come dovremmo reagire? Circa una settimana abbiamo sporto denuncia per le scritte e la porta forzata. Siamo comunque attrezzati con le telecamere di videosorveglianza e ora studieremo anche qualcos’altro. Già abbiamo l’ansia quando apriamo la cassetta della posta tra raccomandate e bollette. Anche l’ansia di venire a lavorare per quello che possiamo trovare, proprio no, non lo accetto. Ti tolgono ancora di più la voglia di investire”.


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