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“Potenziamento personale a rilento”,
il Siulp incontra il questore
e chiede un incontro al prefetto

FERMO - La segreteria provinciale del sindacato di polizia: "Presentato un lungo documento di problematiche quotidiane, che si scaricano completamente sui diritti del personale, andando ad incidere, nonostante le buone volontà e lo spirito di sacrificio dei colleghi, sui cittadini"
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Il segretario provinciale Siulp, Sauro Gregori

“Nell’estate scorsa, prima che venisse inaugurata la nuova Questura, con la presenza del ministro dell’Interno e del capo della Polizia, abbiamo esternato le nostre preoccupazioni, definendo la questura un miraggio estivo, per quanto riguardava la sua apertura con quella dotazione di uomini, mezzi e risorse economiche. Passata la festa a circa 9 mesi di distanza possiamo dire che si è confermato il miraggio”. E’ la denuncia della segreteria provinciale del Siulp, il sindacato italiano unitario lavoratori Polizia che questa mattina ha incontrato il questore Luciano Soricelli.
“Il potenziamento di personale va a rilento, si vuole una operatività piena, al pari di ogni altra questura, con gli uomini di un commissariato o poco più. Tutto questo non è più accettabile. Lo abbiamo detto nell’incontro odierno avuto con il questore di Fermo, dove la costituita segreteria provinciale, insieme alla segreteria regionale ha presentato un lungo documento di problematiche quotidiane, che si scaricano completamente sui diritti del personale, andando ad incidere, nonostante le buone volontà e lo spirito di sacrificio dei colleghi, sui cittadini.
Per dare un termine di paragone che renda evidente la situazione, basti pensare che la questura di Ascoli, operando su un territorio più piccolo di quello di Fermo, ha quasi il triplo dell’organico e un commissariato in più.
In un territorio in cui troviamo un entroterra con un solo distaccamento di polizia stradale di poche unità ed una riviera che conta due centri socio-economici di primaria importanza, quali Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, con la presenza di una sola pattuglia di 113, diventa difficile pensare di assolvere a tutte le esigenze di sicurezza che si vengono a creare con questa realtà numerica.


Naturalmente questo ha anche un riverbero sugli operatori di polizia costretti ad operare, specialmente sui normali interventi a rischio propri del 113, con una sola unità operativa.
Questo stato di cose incide profondamente anche sulla fungibilità dei colleghi, che paradossalmente potrebbe far sì che la stessa unità potrebbe essere impiegata la mattina allo sportello per pratiche inerenti passaporti o immigrazione, al pomeriggio fare accertamenti di polizia giudiziaria e la sera in servizio presso una manifestazione sportiva: ovviamente senza la remunerazione completa delle ore effettuate oltre il contrattualizzato orario di lavoro. Abbiamo chiesto un incontro con il nuovo prefetto, ma la nostra iniziativa proseguirà nel chiedere un incontro con le istituzioni locali e con i rappresentanti politici del Fermano, affinché venga messa in campo una sinergia di interventi finalizzati ad accelerare la messa in “normalità della questura e della sezione Polstrada”, con significative assegnazioni di uomini, mezzi e risorse economiche, tali da rendere effettiva la tutela dei diritti dei cittadini e dei poliziotti nell’espletamento delle loro funzioni”.


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