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“Il ragazzo che diventerà re”,
un classico rivisitato con successo

Per gli appassionati di cinema, la recensione di Giuseppe Di Stefano
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Gli ultimi, sono stati anni difficili per gli eroi folcloristici inglesi: il Robin Hood dell’anno scorso ha mancato il bersaglio, mentre il Re Artù di Guy Ritchie si è rivelato un costoso insuccesso. Il Ragazzo che diventerà re ribalta questa formula raccontandoci un’antica storia di avventure old school, ma nell’Inghilterra contemporanea, rendendo il tutto molto più fresco. Aiuta, naturalmente, che questa pellicola vanta Joe Cornish come sceneggiatore e regista, tornato per il suo secondo lungometraggio ben otto anni dopo che Attack the Block ci aveva entusiasmato.

 

Il Ragazzo che diventerà re, Louis Ashbourne Serkis (figlio di Andy) interpreta Alex Elliot, un ragazzo qualunque che tutti i giorni va a scuola e che, insieme al suo migliore amico Bedders (Dean Chaumoo), soffre i tormenti dei bulli Lance (Tom Taylor) e Kaye (Rhianna Dorris). Ora, coloro che hanno familiarità con la leggenda arturiana, potrebbero già predire dove si stia dirigendo questa storia semplicemente guardando i nomi dei personaggi, ma una delle specialità di Cornish, come dimostra il suo primo lungometraggio, sta proprio nel rinvigorire le vecchie impostazioni.

 

Al fianco delle avventure che Alex affronta, si svolge anche la sua ricerca del padre estraneo, che il ragazzo crede essere un cavaliere nascosto, in attesa del momento perfetto per riemergere e addestrare suo figlio. Il risultato di questa sottotrama è gestito in modo sorprendentemente delicato, allontanandosi dal melodramma strappalacrime e offrendo allo stesso tempo una sincera empatia con i ragazzi le cui famiglie sono sfasciate, senza loro colpe. Saggiamente, Cornish segue anche le orme di Star Wars: Gli ultimi Jedi e Spider-Man: Un Nuovo Universo nella certezza che chiunque, indipendentemente dal lignaggio, può essere un eroe.

 

Ma Il Ragazzo che diventerà re, senza essere pesante, è anche un film significativo: mentre racconta un’avventura contemporanea delle scuole medie, suona dei campanelli d’allarme sulle divisioni sociopolitiche presenti in Inghilterra e sul mondo verso il quale stiamo andando, rafforzando l’idea che la speranza per un futuro migliore risieda nella condotta onorevole delle nuove generazioni.

di Giuseppe Di Stefano

 


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