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La TiEmme chiude la
stagione agli ottavi playoff

SERIE D - L'oggettiva supremazia di Acqualagna si abbatte inesorabile sulla compagine di coach Marilungo, estromessa quindi dalla corsa verso la promozione passante per gli spareggi. La stagione dei fermani si chiude dunque in gara due, con la relativa analisi del bilancio consuntivo nel segno del 2018/19
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La delusione sui volti dei fermani al termine della sfida che in parallelo sancisce anche la fine dei giochi per la stagione 2018/19

FERMO – Termina in gara due negli ottavi di finale di playoff la corsa della TiEmme Basket Fermo nel campionato di serie D.

Davanti alla oggettiva supremazia della Pallacanestro Acqualagna, anche con il roster (quasi) al completo, la TiEmme non ha potuto fare altro che soccombere. Impietosi i 35 punti di differenza a fine partita che però segnano solo il calo di tensione a fine gara per i fermani e la tranquillità nella gestione del gioco per la Pallacanestro Acqualagna.

IL TABELLINO

TIEMME BASKET FERMO 52: Bernard 6, Poggi 2, Mezzabotta 13, Amelio 8, Santini 2, Cingolani 1, Luciani 2, Malaspina, Cerigioli, Sabbatini, Meconi 13, Angelini 5. All. Marilungo, vice Valentini

PALLACANESTRO ACQUALAGNA 87:  Mancinelli 19, Tagliapietra 11, Vicario 8, Morresi 13, Donnini 10, Bevilacqua 2, Puleo (cap.) 16, Cucchiarini 8, Muffa 7. All. Renzi, vice Maidani

ARBITRI:  Armuzzi di Ascoli Piceno e Tranquilli di Ascoli Piceno

PARZIALI: 17-26, 16-26, 14-18, 5-17

PROGRESSIVI: 17-26, 38-52, 47-70, 52-87

LA CRONACA

La TiEmme scende in campo troppo nervosa, visibilmente carica di ansia da prestazione che certo bene non fa. Nonostante ciò Angeloni e Meconi riescono nei primi minuti di gioco ad impensierire i “neri” di Acqualagna: Meconi dalla distanza è implacabile ed Angeloni riesce quasi sempre a battere la difesa di Bevilacqua. Ma questo non basta. In attacco gli ospiti non sbagliano nulla, con una precisione al tiro vicina al 100%, forse lasciati troppo liberi di tirare.

In difesa poi prendono le misure ad Angeloni, che non realizzerà più un canestro. Inoltre riescono a contenere le incursioni di Bernard e Santini, stretti tra le maglie difensive degli avversari in costante mismatch. Non basta neanche l’ingresso in campo di Mezzabotta, che fa una delle migliori prestazioni dell’intero campionato: 13 punti con 3 triple. La facilità con cui Puleo e compagni penetrano in area, la semplicità con cui riescono ad avere e trovare sempre un compagno smarcato è stata devastante per i gialloblù: 26 punti nel primo quarto e 26 nel secondo avrebbero abbattuto anche un elefante.

Il resto della gara è stata semplice contenimento del punteggio da parte dei ragazzi di Renzi con incremento nel quarto finale quando la TiEmme, ormai senza speranza, realizza solamente 5 punti. Davanti ad una squadra oggettivamente più forte è difficile recriminare qualcosa, anche se il punteggio avrebbe potuto segnare meno distacco.

IL BILANCIO DI STAGIONE

Volendo fare un consuntivo a caldo del campionato appena terminato per la TiEmme, possiamo dire che è stato un torneo in chiaro-scuro. Scuro per come è iniziato, con quattro sconfitte di fila, cinque se si conta quella con Ascoli poi vinta a tavolino grazie al giudice sportivo. Scurissimo se si pensa agli infortuni e ai malanni che hanno devastato l’intera stagione: dall’infortunio di Andrea Giusti ad inizio stagione e la perdita dal roster di Andrea Poeta, poi gli infortuni di Mattia Cardarelli, ben tre, ed infine quello di Marco Acquaroli. Ancora scura se si pensa alla difficoltà di giocare partite infrasettimanali, infatti tutte perse.

In chiaro, però, per l’ingresso in squadra di Kennfil Bernard, uno dei migliori acquisti per la TiEmme sia per il tipo di gioco messo in campo che per il modo con cui si è subito amalgamato con la squadra. Chiaro se si pensa alle cinque partite di fila vinte nel girone di andata e alle cinque partite di fila vinte in quello di ritorno (e non con gli stessi avversari). Chiaro se si ripensa alla vittoria casalinga con i Fochi, allora primi in classifica, e poi quella in trasferta a Macerata contro l’altra capolista. Ecco, se un ricordo è bene conservare di questo campionato è la tripla ad otto secondi dalla fine di Acquaroli che segna la vittoria su Macerata, indelebile nella moria di chi c’era, e anche di chi non c’era, illuminata dai racconti infervorati ed emozionati dei tifosi presenti. Al prossimo anno.

 


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